BRASILE: LULA E LA VITTORIA DELLA VERITÀ?

Il presente, passato e futuro dell’ex Presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva nel suo primo discorso pubblico presso la sede del Sindacato dei Lavoratori Metallurgici nello Stato di San Paolo

Lo scorso mercoledì 10 marzo presso la sede del Sindacato dei Lavoratori Metallurgici nello Stato di San Paolo, l’ex Presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva ha promulgato il suo primo discorso pubblico a seguito della decisione del Ministro della Corte Suprema brasiliana (STF) Luiz Edson Fachin di annullare due condanne penali varate dal Tribunale Federale di Curitiba, permettendo così al leader del Partito dei Lavoratori (PT) di riacquisire i diritti politici ed eventualmente di candidarsi alle elezioni presidenziali del 2022. 

Lula da Silva e la vittoria della verità

L’ex Presidente inizia il suo primo discorso pubblico sostenendo innanzitutto l’importanza di prendersi cura di sé stessi in questo difficile momento di pandemia e auspica in una pronta vaccinazione di massa. Ricorda che esattamente tre anni prima era uscito dal Sindacato dei Lavoratori Metallurgici a San Bernardo do Campo (San Paolo) per consegnarsi alla polizia federale, contro la sua volontà ovviamente, perché sapeva di essere innocente, ma che doveva farlo appunto perché un uomo della sua età, un uomo che aveva costruito così tanta storia insieme al popolo brasiliano non poteva apparire come un fuggitivo.

Aveva deciso di raccontare la propria verità e di provare la propria innocenza dentro la sede della polizia federale dell’ex giudice Sergio Moro, consapevole che un giorno ‘la verità avrebbe vinto’, consapevole che questo giorno sarebbe prima o poi arrivato. Ha parlato inoltre del suo passato da operaio metallurgico, della necessità per lui di entrare in politica e di costruire una coscienza politica nel paese.

 Lula si considera il risultato della coscienza politica della classe lavoratrice brasiliana, infatti conosce molto bene la sofferenza che le persone povere hanno passato e stanno passando attualmente in Brasile, un dolore che è infinitamente maggiore rispetto a qualunque crimine che è stato perpetuato contro di lui in tutti questi ultimi anni. 

Lula da Silva e il sostegno della comunità internazionale  

L’ex Presidente ha messo in luce poi il grande appoggio chi ha ricevuto da parte della comunità internazionale. In primo luogo ha ringraziato il Presidente dell’Argentina Alberto Fernández, che ha avuto il coraggio di andare a trovarlo quando era ancora candidato alla presidenza argentina e la prima persona che l’ha chiamato dopo la decisione di annullamento delle condanne da parte del Ministro del STF del Brasile Fachin. Ricorda Papa Francesco, che ha scritto per lui una lettera, che lo ha ricevuto in Vaticano e con cui ha potuto parlare di disuguaglianza, per entrambi il peggior male attuale dell’umanità.

Ha ringraziato i leader del Foro di San Paolo (un’organizzazione di sinistra latinoamericana) e molti altri suoi amici leader politici: l’ex Presidente dell’ Uruguay Pepe Mujica, il Senatore Bernie Sanders negli Stati Uniti, la Sindaca di Parigi Anne Hidalgo, che ha riconosciuto al leader del PT un premio di cittadino parigino, Evo Morales in Bolivia, ed ancora in Europa il ministro tedesco Schulz, che rappresenta la social-democrazia, Gualtieri di Podemos in Spagna e il Ministro D’Alema in Italia. 

Lula da Silva: pandemia e futuro politico 

Lula da Silva continua il suo discorso ribadendo l’importanza del ruolo del Presidente della Repubblica nel prendersi cura del suo popolo, e quello di non dedicarsi alle sciocchezze, alle fake news o di incentivare l’acquisto di armi invece di sforzarsi ad acquistare vaccini. L’esponente del Partito dei Lavoratori (PT) critica fortemente la gestione della pandemia da parte del governo Bolsonaro e riferendosi al popolo brasiliano suggerisce “non seguite nessuna decisione imbecille del Presidente della Repubblica o del Ministro della Salute: vaccinatevi, vaccinatevi perché solo il vaccino può salvarvi dal covid-19”.

Conferma come l’elezione di Bolsonaro (e Trump negli USA) sia stata frutto del fanatismo e delle fake news e di come attualmente il Brasile non abbia un governo, di come il Brasile non sia di Bolsonaro o dei militari, ma appartenga ai 230 milioni di suoi cittadini che hanno diritto a lavorare, magiare, vivere e svagarsi. Lula rassicura che nonostante la sua età sta bene, non ha rancore, è grato della notizia della sua innocenza e che per il futuro pretende continuare nella vita politica, continuare a difendere il popolo brasiliano, farà tutto ciò che potrà per salvare il paese.

Non mollerà mai, perché la parola rinunciare non esiste nel suo dizionario. Dalle sue umili origini ha imparato a lottare sempre, credere sempre, tentare sempre perché se noi non crediamo in noi stessi nessuno lo farà e se noi non ci rispettiamo nessuno ci rispetterà. Si definisce radicare perché vuole andare a fondo, alla radice dei problemi del Brasile, perché vuole aiutare a costruire un Brasile più giusto, più umano.

Un Brasile dove una donna non sia giudicata per il fatto di essere donna, dove le persone non sono giudicate per quello che vogliono essere, dove si possa finalmente abolire il preconcetto razziale, un Brasile dove non ci siano più sparatorie, in cui i giovani possano camminare tranquillamente per le strade senza paura di rimanere colpiti da una pallottola.

Un Brasile dove i suoi cittadini possano essere felici facendo quello che vogliono fare, dove venga rispettata la religione e la sessualità di ognuno. In conclusione ringrazia i brasiliani, perché senza di loro lui non sarebbe mai arrivato dove è ora, e gioisce perché dopo tanti anni di bugie pronunciate contro di lui, finalmente la verità è venuta a galla, la verità ha vinto. 

Nicole Bruttomesso

Nicole Bruttomesso è analista e membro della redazione geopolitica dello IARI, scrive per la sezione “America Latina” occupandosi principalmente di geopolitica sudamericana.

Nicole Bruttomesso is an Italian political analyst and member of the editorial staff of the Institute of International Relations Analysis (IARI). She writes for the Latin American section, focusing mainly on South American geopolitics.

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