LULA, SENTENZE ANNULLATE ED UN FUTURO DA SCRIVERE

L’ex presidente Lula tira un sospiro di sollievo. Con l’annullamento delle sentenze a suo carico si prospetta per lui un ritorno sulla scena politica.

Sebbene si sia sempre dichiarato “vittima di una persecuzione polita”, Luiz Inácio Lula da Silva (per tutti semplicemente Lula), 75 anni – 8 dei quali passati da presidente del Brasile – solo ora può tirare un sospiro di sollievo. Ad inizio settimana, infatti, il giudice della Corte Suprema brasiliana Edson Fachin ha annullato tutte le sentenze a carico dell’ex presidente. La decisione del giudice – che si estende a quattro processi che vedono coinvolto Lula – va in disaccordo con quanto espresso dal Tribunale di primo grado di Curitiba. Secondo il giudice Fachin, il collega Sergio Moro – che si occupò dell’inchiesta all’epoca dei fatti – non avrebbe posseduto la “competenza giuridica” richiesta in questi casi.

Un passo indietro

Nel 2016 Lula viene coinvolto nella Operação Lava Jato con l’accusa di aver ricevuto denaro dall’azienda petrolifera Petrobras, oltre alla costruzione di un ranch e di un appartamento vista mare nonché sospette donazioni illegali da parte della ditta di costruzioni Odebrecht, anch’essa al centro della più grande operazione di anticorruzione mai avviata in America Latina.

Nel luglio del 2017 Lula viene condannato, dal giudice Moro, a nove anni e sei mesi di prigione per corruzione passiva e riciclaggio di denaro sporco. Successivamente, nel gennaio del 2018, il Tribunal Regional Federal de la Cuarta Región, prolunga la pena a dodici anni ed un mese di detenzione, diventati otto anni, dieci mesi e 20 giorni l’anno successivo. Lula sconterà nel 2018, dopo la condanna di secondo grado, 580 giorni di prigione, ed uscirà grazie ad una sentenza secondo la quale la detenzione avrebbe potuto iniziare solo dopo la fine definitiva dei processi a suo carico. 

Cosa succederà ora? 

Con l’annullamento delle sentenze a suo carico ed il consequenziale recupero dei diritti politici, Lula da Silva potrebbe rientrare nella scena politica brasiliana. L’ex presidente (2003 – 2011) ed i suoi seguaci hanno sempre sostenuto l’infondatezza di tutte le accuse, definendo quanto successo un “processo politico” contro il leader del PT (Partido dos Trabalhadores) volto ad eliminarlo dalla scena politica – i sondaggi lo davano in testa per le elezioni del 2018 – e favorire l’ascesa dell’avversario Jair Bolsonaro. 

Con le elezioni presidenziali del 2022 alle porte e la popolarità di Bolsonaro in grave calo nei sondaggi, Lula potrebbe decidere di rimettersi in gioco. Resta da vedere se da candidato o meno.  

Giorgia D'Alba

Sono Giorgia e per IARI mi occupo di America Latina.
Nata a Lecce nel 1995, ho conseguito con il massimo dei voti prima la laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e successivamente la laurea magistrale in Scienze Internazionali presso l’Università di Torino. Ho studiato a Lisbona e a Buenos Aires ed ho partecipato ad un progetto di ricerca presso l’Istituto Sociale del Mercosur in Paraguay.

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