LA RINASCITA VERDE PASSA PER DUBAI

Dopo l’emergenza Covid-19, Dubai punta ad una trasformazione verde e a diventare un centro globale di energia pulita.

Dubai punta a diventare la città più green del mondo in occasione di Expo 2020 Dubai, l’Esposizione Universale che si terrà dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022. Il progetto dell’emirato più popoloso è quello di utilizzare energia generata totalmente da fonti rinnovabili durante il più grande evento mai organizzato in un Paese arabo. 

La strategia portata avanti dallo sceicco Mohammed Bin Rashid, vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Uniti ed emiro di Dubai, ha come obiettivo di incrementare la produzione di energia pulita fino a raggiungere il 75% di produzione entro il 2050. L’intenzione è di collocare la città di Dubai al centro del mondo per quanto riguarda clean energy ed economia verde. Si prevede, infatti, di installare pannelli solari sui tetti di ogni edificio della città già entro la data del 2030. La strategia Dubai Clean Energy 2050 ha l’obiettivo di “dar corpo al settore energetico per i prossimi trent’anni, al fine di implementare un modello sostenibile da poter essere esportato globalmente e che possa essere di supporto alla crescita economica senza arrecare danno al clima e alle risorse naturali. L’obiettivo di Dubai è quello di diventare la città col più basso impatto ambientale al mondo”, secondo quanto affermato dallo sceicco.

Si occuperà della fornitura di energia rinnovabile al sito di Expo 2020 la Dubai Electricity and Water Authority (DEWA), la quale distribuirà 422 MW di energia rinnovabile prelevata dal Rashid Al Maktoum Solar Park, il parco solare più grande al mondo da 50 miliardi di dirham basato sul modello Indipendent Power Producer che si sviluppa su una superficie di 77 km2 a Saih Al-Dahal, circa 50 km a sud di Dubai.

Scopo di DEWA sarà anche l’installazione delle stazioni “Green Charger” presso gli uffici di Expo Dubai e presso i padiglioni Opportunity, Sustainability e Mobility per la ricarica dei veicoli elettrici. 

Chiara Ferro

Attualmente ricopro il ruolo di Junior Political Researcher presso la Parliamentary Assembly of the Mediterranean. Sono laureata in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario con menzione alla carriera presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Politica ed Economia dell’Ambiente e correlazione in Geopolitica Economica sul futuro delle risorse idriche legate al caso studio della Grand Ethiopian Renaissance Dam. Con IARI, collaboro con l’associazione inglese “Cop26 and beyond” analizzando nelle mie analisi gli impatti del cambiamento climatico su ambiente e società. La curiosità e la ricerca scientifica sono state determinanti nello sviluppo del mio forte interesse per la geopolitica dell’ambiente e delle risorse energetiche. Tra le mie passioni rientrano la geografia, lo studio delle civiltà antiche, prime su tutte l’antico Egitto e l’antica Grecia, e la degustazione di birre artigianali in giro per il mondo.

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