GHANA: DIRITTI DELLA COMUNITÀ LGBT E L’ACCESSO AL VACCINO ANTI COVID19

In Ghana l’omosessualità e la comunità LGBTQ vengono considerate importazioni e imposizioni occidentali, quasi una forma di neocolonialismo ideologico. 

Situazione politico-economica del Ghana

Il Ghana è una repubblica presidenziale, il Presidente viene eletto ogni quattro anni per, al massimo, due mandati consecutivi. Dal 1992 ad oggi si sono tenute 7 elezioni che sono state dichiarate libere e trasparenti e che hanno visto l’alternarsi di leader dei due partiti principali. L’attuale Presidente, Nana Akufo-Addo, è stato eletto nel 2017 per il suo primo mandato e le elezioni si terranno nuovamente nel 2021. Il partito del Presidente in carica è quello definito maggiormente di destra e nazionalista: il New Patriottic-Party, opposto al National Congress Democratic considerato invece portatore di valori definibili di sinistra.

La situazione politica stabile è accompagnata da una situazione economica a primo impatto favorevole. La capacità di mantenere il controllo del territorio e di garantire libere elezioni ha portato l’Occidente a definire il processo di democratizzazione del Paese come un caso di successo e a comportarsi, nei confronti del Governo ghanese, di conseguenza. Fondi e prestiti della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale non sono mai mancati. Nonostante la crescita economica si registri ogni anno, sebbene continui a rallentare, la povertà e la disoccupazione restano a livelli altissimi. I fondi vengono investiti nella fornitura di servizi, ma allo stesso tempo la corrente non c’è nemmeno in tutte le zone di Accra e le fognature sono a cielo aperto.

Oltre alla povertà, anche la disuguaglianza sociale resta un problema consistente: non solo per quanto riguarda la differenza abissale tra ricchi e poveri, ma anche per quanto riguarda i diritti delle minoranze. La corruzione, seppur a livelli di gran lunga inferiori rispetto ad altri Stati africani, caratterizza l’apparato burocratico, soprattutto ai piani più bassi di quello che è un sistema capillare e piramidale, andando ad incidere ancora una volta sulla disuguaglianza sociale.

Nonostante questi problemi tipici dei Paesi africani, derivanti sia dall’esperienza coloniale e post-coloniale, sia dalle caratteristiche interne dei singoli Stati che non riescono a porsi, in un mondo sempre più globalizzato, in una posizione contrattuale diversa da quella di partenza nel panorama internazionale, il Ghana si distanzia dalla continua lotta tra democrazia e autoritarismo che caratterizza molti Paesi africani e riesce a mantenere una stabilità interna tale da non rappresentare un terreno particolarmente fertile per le cellule terroristiche. 

Comunità LGBT e ruolo della donna.

Senza generalizzare, il diritto di proprietà in Africa è una questione spinosa soprattutto se ci si focalizza sul diritto di proprietà delle donne. In Ghana alcune disposizioni legislative, denunciate dal Comitato per i diritti umani delle Nazioni Unite, discriminavano le donne in materia di accesso a crediti, eredità e proprietà di beni. Il medesimo comitato ha trovato necessario introdurre disposizioni riguardanti la violenza domestica e il rafforzamento della legislazione competente in materia, oltre che incentivare la salvaguardia dei diritti delle spose.

Nonostante si parli di una piena democrazia che, poiché soddisfa gli standard occidentali, dovrebbe aver fatto propri valori quali tolleranza e rispetto dei diritti umani, essi vengono meno in più di un’occasione. La mancanza di guerre intestine, sebbene siano presenti una pluralità etnica e due principali confessioni religiose, è dovuta proprio al fatto che sia stato fatto proprio il concetto di tolleranza e rispetto reciproco. Eppure, di fronte alla richiesta di maggiori diritti da parte di fette della società, sia il Governo sia i rappresentati delle due confessioni religiose più rilevanti si oppongono.

Comunemente alle ex colonie inglesi, conseguenza dell’intransigenza con cui venivano governati i territori, l’omosessualità è illegale. Il sesso tra uomini è perseguibile dalla legge e, seppur non venga specificata la perseguibilità dei rapporti sessuali tra due donne, le comunità LGBT sono vittime di violenze. Dal febbraio di quest’anno, la questione dei diritti degli omosessuali è all’ordine del giorno. I principali canali di informazione vengono utilizzati per tenere vivo il dibattito, mostrando comunque che la democrazia ghanese garantisce, oltre alle libere elezioni, anche la libertà di espressione e di stampa. Il 31 gennaio l’associazione LGBT+ Rights Ghana, nata nel 2018, ha aperto i propri locali nella periferia di Accra.

L’inaugurazione e la raccolta fondi ad essa associata hanno generato una forte opposizione e i locali sono stati chiusi il 24 febbraio. Pare che sia stato il proprietario del locale a sfrattare l’associazione e chiamare le forze dell’ordine. I leader religiosi del Paese hanno fortemente criticato l’associazione e la comunità LGBT, dichiarando che essa sia un’importazione dell’occidente e un’imposizione ideologica esterna che va contro i valori e le leggi del Ghana. Il dibattito si è acceso a seguito di un memorandum di Biden che il 4 febbraio, al fine di garantire i diritti della comunità LGBT, ha parlato di sanzioni per i Paesi che adottano o hanno leggi omofobe. Nonostante lo stretto rapporto con gli USA, il Presidente Nana Akufo-Addo ha dichiarato che nessuna legge che legalizza matrimoni tra persone dello stesso sesso verrà approvata sotto il suo mandato. 

Accessibilità del vaccino anti covid19

Un anno fa, con lo scoppiare della pandemia, Amin Bonsu, a capo della Ghana Muslim Mission, ha dichiarato che la pandemia altro non era che una punizione divina per i peccati dell’uomo. Il peccato in questione era l’omofobia. La linea adottata da Bosnu serve a ghettizzare e discriminare una minoranza che sta avanzando sempre più richieste per i propri diritti, nel nome di Dio. 

L’arrivo dei vaccini il 24 febbraio in Ghana, che fanno parte del programma Covax, è l’ennesima testimonianza dell’opinione positiva che l’Occidente ha rispetto al processo democratico del Paese e alle sue istituzioni, giudicate in grado di gestire, seppur coadiuvate, la somministrazione dei vaccini. Anche se non si può parlare di un Paese che non presenta carenze in ambito sanitario o economico, si vedono i tentativi che vengono messi in atto in questi campi. Allo stesso tempo però, la tolleranza religiosa ed etnica che garantisce la stabilità interna e quindi una solida base per lo sviluppo politico ed economico, viene meno nel momento in cui vengono avanzate richieste di diritti da fette della popolazione che si scontrano con i valori ideologici tradizionali.

Questa scarsa apertura non può essere ritenuta un arresto del processo democratico del Paese, quanto, considerando che le democrazie occidentali sorte sui valori illuministi esperiscono le stesse problematiche, un punto in comune con esse. Il rischio però, vista la corruzione dell’apparato burocratico e la carente struttura sanitaria statale, è quello di mascherare come inefficienza nel distribuire le dosi del vaccino l’esclusione volontaria di parte della popolazione. In questo modo, la comunità LGBT, e in misura minore le donne, verrebbero ulteriormente discriminate. 

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