ATTACCO A IMPIANTI PETROLIFERI SAUDITI: LE CONSEGUENZE PER IL SISTEMA ECONOMICO GLOBALE

L’attacco agli impianti petroliferi della Saudi Aramco in Arabia Saudita non solo dimostrano che la risoluzione del conflitto yemenita è ancora lontana, ma presentano una minaccia per il sistema economico mondiale.

In Yemen le tensioni continuano. Lunghi sforzi e negoziazioni avevano garantito, dopo il ritiro dell’annuncio di autogoverno del Consiglio di Transizione Meridionale (STC) a luglio 2020, l’implementazione degli Accordi di Riyad, di novembre 2019. L’interesse saudita di tirarsi fuori dal conflitto e rendere stabile il territorio ai propri confini, dovendo al contempo fare i conti con l’emergenza sanitaria all’interno del proprio territorio, aveva favorito, nella seconda metà dello scorso anno, l’avvio di trattative per il raggiungimento di una intesa che potesse garantire la risoluzione del conflitto yemenita.

Tuttavia, al giorno d’oggi, ciò sembra un obiettivo dalla difficile realizzazione: domenica 7 marzo i ribelli Houthi si sono resi responsabili di un attacco agli impianti petroliferi della Saudi Aramco.

Riprendendo le parole di un portavoce del Ministero dell’Energia saudita si tratta di un attacco le cui conseguenze potrebbero inficiare la sicurezza e la stabilità delle risorse energetiche globali e, per estensione, il sistema economico nella sua interezza.

Ras Tanura, situato nella regione orientale dell’Arabia Saudita, è stato il bersaglio dell’attacco. Si tratta di uno tra i terminal petroliferi più grandi al mondo, capace di esportare circa 6.5 milioni di barili al giorno – corrispondenti al 7% della domanda petrolifera mondiale. Nonostante gli attacchi della scorsa domenica non abbiano causato danni irreparabili, le conseguenze sul mercato petrolifero non hanno tardato ad arrivare provocando un aumento del costo del Brent – superiore ai 70$ per barile –, mentre il grezzo statunitense ha raggiunto il prezzo più alto degli ultimi due anni.

La pandemia aveva già messo in evidenza l’interconnessione del sistema globale contemporaneo. Oltre all’alto numero di vittime, la diffusione del Covid-19 ha infatti danneggiato il sistema economico mondiale, principalmente a causa del deterioramento della salute pubblica e conseguente mancanza di forza lavoro; della caduta della domanda globale di beni e servizi; del declino dell’offerta; e degli shock dei prezzi del petrolio.  A ciò è da aggiungersi un grave collasso che ha interessato il mercato petrolifero durante la primavera 2020 a seguito di una vera e propria “guerra dei prezzi” avviata dall’Arabia Saudita nel contesto di una contesa con la Russia per la condivisione del mercato petrolifero globale.

Con i recenti attacchi perpetrati nell’ambito del conflitto yemenita, ancora una volta l’interconnessione del mondo intero è messa in risalto e, assieme a ciò, la minaccia che le tensioni, seppur locali e/o regionali, presentano per la stabilità e la sicurezza mondiali.

Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

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