UNA NUOVA PRIMAVERA PER LA MARINA ITALIANA

È partita nave Cavour alla volta di Norfolk, per la campagna denominata Ready For Operation. Il rinnovamento della capacità della Portaerei, per un Paese a spiccata connotazione marittima come l’Italia consentirà di massimizzare la capacità di tutelare gli interessi vitali del Paese.

Negli ultimi dieci anni, l’intera regione del Mediterraneo si è trasformata in una zona turbolenta, molto appetibile per qualunque Stato che cerchi di ricoprire un ruolo di rilevanza regionale. Sono ancora molti i dossier aperti nel Mediterraneo, da quello sulla Libia al conflitto civile in Siria, alle scoperte di gas naturale nel Mediterraneo Orientale, che hanno portato allo scontro tra Grecia e Turchia, da menzionare anche la questione di Cipro con il territorio della piccola isola diviso a metà, tra la Repubblica Turco-Cipriota a Nord dell’isola, e il governo di Nicosia che controlla il resto dell’isola, divenuta nel 2004 paese membro dell’Ue.  

Qualunque Stato voglia tentare di avere più influenza degli altri in questo quadrante geopolitico, deve essere in grado di dispiegare un’eccellente marina militare, ce lo ha insegnato il Regno Unito quando era ancora un impero, divenuto tale attraverso lo strumento della Royal Navy. Se si vogliono controllare determinati territori, bisogna prima assicurarsi il controllo dei mari. 

In questo senso, la marina militare italiana sta vivendo un periodo di primavera e rinascita, non solo in questo 2021, ma già a partire dal 2014 quando il Parlamento italiano ha confermato con voto favorevole il finanziamento ventennale per rimodernare la flotta. La squadra navale italiana necessita di un up-grade, molte delle unità sono ormai arrivate a fine ciclo di vita, e non possiedono più le caratteristiche tecniche per rispondere alle esigenze attuali, ma soprattutto a quelle future della marina, da considerare uno strumento indispensabile per la difesa degli interessi del sistema paese. In questo ammodernamento della marina vanno inserite le fregate multiruolo (FREMM), ma anche le fregate classe Orizzonte già entrare in servizio, la nuova linea dei pattugliatori d’altura, con il primo varo nel 2019 dell’unità Paolo Thaon di Revel.

Sempre nel quadro di rinnovamento della squadra navale, non può passare inosservata, il varo della moderna portaelicotteri Trieste, costruita presso i cantieri navali di Castellamare di Stabia in Campania. Per ultimo ma non meno importante, va inserito come parte del quadro generale, anche il recente contratto della marina italiana con Fincantieri, per la costruzione di quattro nuovi sommergibili U-212 NFS che andranno ad aggiungersi agli altri quattro già varati ed entrati in servizio della classe Todaro.

La nave ammiraglia della squadra navale italiana, la portaerei Cavour, è partita dalla base di Taranto, con i suoi 580 membri di equipaggio, per arrivare a Norfolk in Virginia, sede della seconda flotta della US Navy. Nave Cavour ha iniziato proprio negli USA la campagna “Ready for Operations”, che rappresenta un passaggio fondamentale del lungo processo di certificazione, per l’impiego di nuovi velivoli sulla portaerei. La campagna si svolge in Oceano Atlantico e avrà la durata di quattro settimane, in questo periodo di tempo verrà testato il ponte di volo, nei momenti di decollo e atterraggio del moderno caccia di quinta generazione F-35B. Questo iter serve per verificare la compatibilità tra nave Cavour e i moderni caccia che presto entreranno in servizio. 

Dotare l’unica portaerei italiana di caccia F-35B, con il sistema d’arma Joint Strike Fighter di cui dispongono, ha un valore strategico di altissimo livello per l’Italia. Infatti, significa che quando tutte le unità di F-35B inizieranno ad essere impiegate in modo effettivo e regolare (si stima entro il 2024), l’Italia sarà una dei pochi Stati al mondo insieme al Giappone e Regno Unito che disporrà di una squadra navale con una portaerei che può dispiegare velivoli all’avanguardia, e ad alte prestazioni come il caccia F-35B. 

Nello scenario geopolitico del Mediterraneo, la marina italiana potrebbe diventare l’unica a disporre di una portaerei con simili capacità operative; la marina francese e quella spagnola pur avendo unità navali come la portaerei Charles de Gaulle(Francia) e Juan Carlos (Spagna) non detengono un simile assetto. In questo senso l’Italia, se riuscirà ad integrare le capacità operative della marina ad una politica estera adeguata e lungimirante, potrebbe avere almeno sul tavolo tutte le carte in regola per ricoprire un ruolo regionale di primordine. Chiaramente come in ogni democrazia occidentale, l’ultima parola spetta alla Politica, che detiene il decision making di ogni azione.

Gabriele La Spina

Gabriele La Spina, attualmente Capo Redattore e analista geopolitico per gli Affari Europei in IARI. Nato a Catania nel 1991, ha conseguito la laurea triennale in Politica e Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Catania, ha proseguito gli studi a Milano, conseguendo il Diploma in Affari Europei presso l’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI). Infine ha continuato con la laurea magistrale in Internazionalizzazione delle Relazioni Commerciali sempre presso l’Ateneo di Catania.

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