CINA: È ALLARME SULLA BOLLA SPECULATIVA IMMOBILIARE?

Qualche giorno fa il Presidente della China Banking and Insurance Regulatory Commission (CBIRC) Guo Shuqing ha fatto il punto della situazione sulla condizione del settore immobiliare cinese, minacciato da tendenze speculative. Grazie alle nuove misure adottate, volte a controllare l’incremento smisurato dei prezzi degli immobili, si sta riducendo questa possibilità. Al momento, dunque, il rischio sembrerebbe rientrato.

Negli ultimi anni si è spesso parlato di una possibile bolla speculativa nel mercato immobiliare cinese. Tali voci non sono del tutto infondate, perché è da anni che questo settore è vittima di attacchi speculativi. Questi ultimi si sono verificati a causa della tremenda espansione che ha subito il suddetto settore negli ultimi 13 anni, dilatazione sorretta e agevolata, in qualche circostanza, anche dalle decisioni dello stesso governo che, per sostenerne lo sviluppo ha avviato, negli anni passati, politiche di incentivazione fornendo sia grossi finanziamenti che importanti agevolazioni.

Secondo le analisi più accreditate, in un mercato, già di suo, così ricco di possibilità di guadagno a scopo di lucro, i fenomeni discorsivi si sarebbero intensificati a partire dal 2008, quando il governo cinese per fronteggiare la crisi decise di adottare due misure nello specifico: l’immissione nel mercato finanziario di 4 mila miliardi di yuan e l’abbassamento dei tassi di interesse, in modo progressivo, portandoli dal 4% all’1% in pochi mesi.

Con la loro adozione, se da un lato, l’economia cinese fu l’unica ad attutire meglio la crisi e a crescere, dall’altro lato, tale crescita fu proprio sorretta da una forte espansione del mercato immobiliare, in quanto le misure adottate fornirono più liquidità e protezione sia per gli investimenti che per l’occupazione. È logico, dunque, che a queste condizioni il mercato immobiliare venisse ancor di più preso di mira dagli speculatori. Un esempio di ciò sono le cosiddette “città fantasma”, centri urbani disabitati costruiti solo per poter speculare. 

Notando la dinamica che legava la crescita del settore immobiliare a quella economica di tutta la Cina, le autorità sono sempre state caute nel porre un freno allo sviluppo di questo settore, ma da alcuni anni esse sono diventate un po’ più intransigenti per due motivi: l’aumento crescente dei prezzi degli immobili e l’alto livello di indebitamento nel settore immobiliare. Se, dal 2017, si è cercato di porre rimedio aumentando i tassi di interesse e la cifra da dare in anticipo per acquistare un immobile, a partire dagli ultimi mesi del 2020 è stata adottata la politica delle 3 linee rosse.

Essa, riferita in primis ai costruttori, impone 3 regole molto ferree, per ridurre l’indebitamento. Inoltre, il governo sta cercando di incentivare il trasferimento della popolazione nelle aree degli agglomerati fantasma, tramite un complesso meccanismo che lega il trasferimento all’erogazione dei servizi e, contemporaneamente, molte città stanno imponendo limitazioni sulla compravendita delle seconde case. L’adozione di queste misure, seppur difficile, sembra abbia dato già i suoi frutti, visto che i prezzi in questi primi due mesi del 2021 sono rimasti invariati. 

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