SEARCH AND RESCUE: LA NORVEGIA APRIRÀ UNA NUOVA BASE DI ELISOCCORSO A TROMSØ

La Norvegia rafforza il proprio sistema di Search and Rescue aprendo una base a Tromsø, nell’estremo nord norvegese. 

Nonostante il rinnovato interesse per la regione, l’artico resta ancora una zona estremamente ostica dove l’intensificazione delle attività legate alle opportunità di sviluppo che si declinano in estrazione di risorse, maggiore percorribilità delle rotte polari e opportunità di pesca, richiede un apparato di search and rescue sempre più efficiente. La base per l’elisoccorso di Tromsø sarà la prima norvegese ad essere gestita da un privato e agirà in collaborazione con gli elicotteri presenti sulle Isole Svalbard controllati dal governatore dell’arcipelago. La nuova base andrà inoltre ad aggiungersi alle due basi già operative nell’artico norvegese che si trovano a Lakselv e Bodø, gestite dall’Air Force norvegese.

Ma perchè è importante il sistema di search and rescue in artico? L’apparato normativo del search and rescue in artico è regolato dall’accordo siglato tra i membri del Consiglio Artico a Nuuk il 12 Maggio del 2011. Fu il primo Trattato internazionale i cui negoziati furono condotti sotto l’egida del Consiglio Artico e fu reso necessario dalle sempre crescenti opportunità economiche legate al cambiamento climatico. Il rafforzamento del sistema norvegese si inquadra negli obiettivi del trattato stesso che nell’articolo tre sancisce: “each party shall promote the establishment operation and maintenance of an adequate and effective search and rescue capability within its area”.

La pianficazione di un potenziamento del sistema non è quindi affatto casuale. Il surriscaldamento globale avanza, il traffico marittimo sulle rotte polari si intensifica in termini di scambi commerciali e di sviluppo turistico. Creare un sistema che renda sempre più sicure le attività in artico è di primaria importanza per far sì che la regione viva lo sviluppo che in molti si auspicano ed è una preziosissima occasione di collaborazione internazionale su cui il Consiglio Artico può esercitare notevole influenza. La vastità della regione e l’ambiente atmosferico ostico impongono un lavoro metodico e sinergico perchè una falla nel sistema potrebbe pregudicarne il successo. La Norvegia con un’area di intervento di search and rescue abbastanza limitata rispetto a quella di Canada e Russia fa la sua parte. Si auspica che la prossima leadership russa del Consiglio Artico si muova anche in questa direzione.       

Marco Volpe

Ciao a tutti, sono Marco Volpe, analista dello Iari per la regione artica. La mia passione per l’estremo Nord viene da lontano. Mi piace considerarla come il punto di arrivo che ho inseguito per tanto tempo, raggiunto attraverso un percorso iniziato con lo studio del cinese alla Sapienza di Roma, poi alla Beijing Language and Culture University di Pechino e all’Istituto Confucio di Leòn. Gli studi di relazioni internazionali condotti alla University of Leeds mi hanno dato gli strumenti per poi interpetare l’ascesa inarrestabile cinese nell’ordine globale. A quel punto era diventato imprescindibile approfondire il rapporto della Cina con l’ambiente, e il mio sguardo si è allora posato su quell’area remota del mondo ancora apparentemente fuori dai giochi internazionali e dai grandi investimenti, dove la cura per l’ambiente conta più di tutto. Un’area che ovviamente aveva già attirato le attenzioni della lungimirante leadership cinese. E così, tornato a Roma, ho frequentato un master sulla geopolitica artica e sviluppo sostenibile presso la Sioi, focalizzando la mia attenzione sulle mire cinesi nell’area. Il risultato è un pò il punto di arrivo di cui parlavo: collaborare e far parte di think tanks, tra cui lo Iari e l’Arctic Institute, che mi permettono di avere un confronto maturo, professionale ed appasionato sulle vicende internazionali che scandiscono il ritmo delle geopolitica odierna. Un punto di arrivo che è, ovviamente, un nuovo punto di partenza.
Mi sono appassionato alla fotografia quando, durante il mio primo viaggio in Cina, mi trovavo di fronte delle scene e dei volti che non potevo non immortalare. Ciò di cui non posso fare a meno è sicuramente la musica, soprattutto nella sua dimensione live e di festival. Radiohead, Mumford and Sons e National gli artisti che non posso non ascoltare prima di andare a letto.

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