BRASILE: ECONOMIA E AFFARI SOCIALI 2020-2021

Nel 2020 l’economia brasiliana ha registrato un calo del 4% e lo stanziamento di consistenti benefici economico-sociali da parte del governo Bolsonaro. Cosa c’è da aspettarsi per il 2021? 

L’economia brasiliana ha registrato una diminuzione del 4% nel 2020 rispetto all’anno precedente secondo una ricerca della Fondazione Gentulio Vargas (FGV) che ha pubblicato i dati del prodotto interno lordo (PIL) del paese sudamericano. Tra i vari settori dell’economia brasiliana solo l’agribusiness ha registrato un aumento del +2% mentre gli altri settori come l’industria ed i servizi hanno registrato una graduale diminuzione, insieme alla domanda interna dei cittadini brasiliani che ha registrato un -5,2%. La pandemia da covid-19 ha provocato una generale contrazione dell’economia mondiale, e il Brasile non è stato da meno avendo registrato ingenti riduzioni all’attività economica e un ritardo negli investimenti, sia internazionali sia interni, mentre ha visto l’aumento dell’e-commerce (commercio elettronico) che si prospetta crescere ancora nel 2021. 

Preoccupante è la questione dei consumi delle famiglie brasiliane, nonostante il governo Bolsonaro abbia promosso nel 2020 considerevoli misure economico-sociali per incentivare i consumi. Tra di esse si ricorda la possibilità di prelievo del FGTS, un fondo che è stato creato con l’obiettivo di proteggere il lavoratore che viene licenziato senza giusta causa tramite l’apertura di un conto corrente vincolato al contratto di lavoro dello stesso.

Ogni mese il datore di lavoro versa nel conto del lavoratore dipendente il valore corrispondente all’ 8% dello stipendio dello stesso e il FGTSrappresenta dunque il totale di questi versamenti mensili che appartengono al dipendente, che possono però essere ritirati solo per determinati motivi, come per acquistare un immobile, al momento della pensione o in situazioni di difficoltà. Nel 2020 il governo Bolsonaro ha autorizzato un prelievo di emergenza del FGTS per ogni lavoratore fino ad un massimo di 1.045 reais (circa 155 euro).

Il più ingente beneficio sociale promosso dal governo federale nel 2020 è stato il denominato auxílio emergencial (sussidio di emergenza) innanzitutto corrisposto ai lavoratori informali che in Brasile sono quasi 40 milioni secondo i dati dell’IBGE. Tra le categorie di lavoratori informali si ricordano i servizi domestici (72,5%), settore agricolo (67,2%) e costruzioni (64,5%), la maggior parte di essi concentrati nella regione nord e nordest del paese. Il sussidio era rivolto poi anche ai piccoli imprenditori, agli autonomi, ai disoccupati e si è posto come obiettivo quello di fornire un reddito di emergenza nel periodo di crisi causato dalla pandemia da covid-19. Per accedere al beneficio era necessario che la persona avesse un reddito mensile non superiore a mezzo salario minimo (meno di 80 euro) o che il reddito familiare totale fosse fino a 3 stipendi minimi mensili (meno di 480 euro).

Il beneficio era erogato direttamente al beneficiario in caso questo fosse un utente già registrato nel programma nazionale della SECAD (registro nazionale delle famiglie di basso reddito), o nel programma sociale Bolsa Família (programma di trasferenza diretta di reddito alle famiglie in situazione di indigenza), o tramite un nuovo registro. L’auxílio emergencial è stato introdotto lo scorso aprile inizialmente per 5 mesi (con sussidi che variavano dai 70 fino a 180 euro mensili), esteso poi per altri 4 mesi (nel valore di 40 a 90 euro mensili) per un totale di 9 mesi, corrispondendo un aiuto economico a quasi 70 milioni di brasiliani in situazione di vulnerabilità. 

Nel 2020 la concessione di questo sussidio economico-sociale ha introdotto più di 300 miliardi di reais nell’economia brasiliana, e per il 2021, considerando che la pandemia da covid-19 non accenna a diminuire nel paese verde oro, il governo Bolsonaro ha dichiarato la sua intenzione di reintrodurre il beneficio già a partire da marzo 2021. In una recente conferenza stampa, insieme al Presidente della Cassa Economica Federale (Caixa Econômica Federal), la banca pubblica che si occupa di erogare i benefici economico-sociali promossi dal governo brasiliano, il Presidente della Repubblica ha affermato che a partire da marzo, per quattro mesi, sarà previsto un sussidio economico di emergenzafino a 250 reais (circa 38 euro), una spesa per le casse dello Stato sudamericano che può variare tra i 30 e 40 miliardi di reais.

Attualmente, tuttavia, in Parlamento (Congresso federale) si sta ancora analizzando se vi siano le risorse economiche per promuovere questo programma sociale anche nel 2021. L’ala economica del governo Bolsonaro infatti appoggia l’idea di approvare una proposta di emendamento costituzionale che possa creare dei meccanismi di controllo dei conti pubblici che possano includere delle ‘clausole di calamità’ che possano permettere l’erogazione dell’auxílio emergencial senza gravare sui conti pubblici dello Stato. 

Quali sono le prospettive dell’economia brasiliana per il 2021?

Per il 2021 il Fondo Monetario Internazionale (FMI) prevede un lieve recupero dell’economia brasiliana di circa il 3,6%, una ripresa basata sull’aspettativa di condizioni economiche più favorevoli che sono dovute principalmente alla somministrazione del vaccino anti covid-19, come confermato anche dal Ministro dell’economia Guedes e dal Presidente Bolsonaro. In linea generale l’FMI ritiene che tre siano le questioni da tenere sotto controllo per garantire un recupero economico a livello mondiale: somministrazione di vaccini anti covid-19, politiche pubbliche a sostegno dell’economia e sviluppo della cooperazione internazionale. 

Per il 2021 i mercati finanziari, invece, prevedono una minor crescita del PIB brasiliano (circa il 2,5%), tassi di interesse del 4% ed un’inflazione che può arrivare al 4%. Infine l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OSCE) prevede che il Brasile possa registrare invece una crescita economica superiore rispetto alla media dei 37 Paesi che ne fanno parte (il Brasile è attualmente in processo di adesione) e ai Paesi del G7, che rappresentano oggigiorno il gruppo di Paesi più industrializzati del mondo. Una proiezione di crescita economica per il 2021 pari a quella di altri due paesi emergenti, Cina ed India, che insieme al gigante sudamericano (oltre al Sudafrica e Russia) costituiscono i BRICS, il gruppo delle cinque maggiori economie emergenti al mondo. 

Nicole Bruttomesso

Nicole Bruttomesso è analista e membro della redazione geopolitica dello IARI, scrive per la sezione “America Latina” occupandosi principalmente di geopolitica sudamericana.

Nicole Bruttomesso is an Italian political analyst and member of the editorial staff of the Institute of International Relations Analysis (IARI). She writes for the Latin American section, focusing mainly on South American geopolitics.

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