“L’ITALIA DEVE AVERE IL CORAGGIO DI CAMBIARE”

Cingolani prevede di vestire i panni di ministro del super dicastero per un anno, il tempo necessario per spingere l’Italia verso quella piena innovazione tecnologica di cui necessita.

Roberto Cingolani è l’uomo che avrà l’arduo compito di convertire l’Italia al green. Quello di Draghi, infatti, sarà un governo ambientalista, dal momento che le politiche volte a rallentare il cambiamento climatico e ad avviare la transizione ecologica rivestiranno un ruolo di primo piano in un’ottica di lungo periodo. Pertanto, il neoministro Cingolani sarà tra coloro che avranno il compito di scrivere il Programma nazionale di riforme per il Recovery Plan, ed ha a tal fine stabilito alcune priorità del ministero di cui è a capo. In primis, Cingolani prevede di mettere in piedi un nuovo modello dedicato alle metropoli, la cui crescita comporta nuove sfide sul piano ambientale e sociale. Si prevede, inoltre, di portare avanti un’accelerazione dei movimenti verso le energie rinnovabili, indispensabili al fine di evitare di compromettere maggiormente la già precaria situazione in cui versa il pianeta, e una piena attuazione dell’Accordo di Parigi sul clima, senza dimenticare l’approvazione di una serie di misure relative alla qualità dell’aria, dal momento che un’aria non salubre comporta serie minacce ad una vita longeva e in buona salute.

Cingolani si prepara ad affrontare una sfida interessante ed impegnativa, il cui obiettivo è quello di rendere l’Italia più preparata per cogliere l’opportunità del Next Generation EU e di condurla su un sentiero di sviluppo sostenibile.

Chiara Ferro

Attualmente ricopro il ruolo di Junior Political Researcher presso la Parliamentary Assembly of the Mediterranean. Sono laureata in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario con menzione alla carriera presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Politica ed Economia dell’Ambiente e correlazione in Geopolitica Economica sul futuro delle risorse idriche legate al caso studio della Grand Ethiopian Renaissance Dam. Con IARI, collaboro con l’associazione inglese “Cop26 and beyond” analizzando nelle mie analisi gli impatti del cambiamento climatico su ambiente e società. La curiosità e la ricerca scientifica sono state determinanti nello sviluppo del mio forte interesse per la geopolitica dell’ambiente e delle risorse energetiche. Tra le mie passioni rientrano la geografia, lo studio delle civiltà antiche, prime su tutte l’antico Egitto e l’antica Grecia, e la degustazione di birre artigianali in giro per il mondo.

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