LE IMPLICAZIONI DELLA CONVERSAZIONE TRA BIDEN E IL RE SAUDITA

Una telefonata tra i due leader alleati che riflette una svolta nelle relazioni tra i due Paesi: l’ accusa statunitense del coinvolgimento di MBS nell’omicidio Khashoggi.

 Come riporta il sito ufficiale della Casa Bianca, nella giornata di giovedì 25 febbraio 2021, il Presidente Biden ha avuto una conversazione telefonica con il Re saudita Salman bin Abdulaziz al-Saud, in occasione della quale il Presidente statunitense ha voluto affrontare direttamente con il sovrano saudita diversi e delicati temi relativi alla partnership tra i due Paesi. Come si cercherà di riassumere brevemente in questa analisi, gli argomenti principali su cui Biden ha posto l’attenzione vanno dalla questione della securitizzazione della regione del Golfo, alle responsabilità e la gestione della guerra in Yemen, e all’impegno statunitense nella difesa del territorio saudita dagli attacchi provenienti dai gruppi filo-iraniani.

Tuttavia, a far parlare di più in queste ultime ore è stato il fatto che il Presidente statunitense abbia enfatizzato, in particolare, la questione del rispetto dei diritti umani e della “rule of law”, e la posizione degli Stati Uniti rispetto ad esse. Alla vigilia della pubblicazione di un importantissimo rapporto, redatto dall’intelligence statunitense, che vedrebbe implicato direttamente il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman – ormai noto semplicemente come MBS – nell’omicidio del giornalista saudita dissidente Jamal Khashoggi, le parole del Presidente Biden acquistano certamente una serie di significati e implicazioni che si cercherà di chiarire in questa sede. 

I temi della conversazione e la manovra diplomatica di Biden

            Dalla conversazione tra il Presidente statunitense e il Re saudita sembra essere emerso un comune accordo dei due leader circa l’importanza dell’alleanza storica tra i due paesi e sull’impegno di entrambi a lavorare insieme su questioni di reciproco interesse. Inoltre, il Presidente Biden ha espresso l’intenzione del suo governo di incentivare un rapporto bilaterale quanto più trasparente e forte con l’Arabia Saudita. Ribadendo la centralità posta dall’amministrazione Biden sulle questioni relative al rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, il Presidente statunitense ha accolto con positività la notizia del rilascio di alcuni attivisti sauditi-americani e dell’attivista per i diritti umani Loujain al-Hathloul, come esempio della strada che il Paese dovrebbe continuare a percorrere.

Come accennato sopra, i due leader politici hanno rinnovato il reciproco impegno e interesse nel collaborare insieme per la sicurezza della regione, attraverso sia il rafforzamento e il sostegno da entrambi le parti degli sforzi diplomatici a guida ONU e statunitense in Yemen – nonostante l’annuncio del ritiro dell’appoggio effettivo degli Stati Uniti alle operazioni offensive, e quindi anche della vendita di armi al regno saudita – sia attraverso l’aiuto statunitense nella difesa saudita contro le minacce provenienti dai gruppi iraniani allineati.

Tuttavia, aldilà della questione del “tempismo” di questa particolare conversazione – la quale verrà affrontata nel prossimo sottoparagrafo in merito al legame di tale atto diplomatico con la pubblicazione del dossier sul caso Khashoggi – un aspetto fondamentale e intrinseco a essa concerne la scelta del Presidente Biden – ovviamente non casuale, ma anzi piena di significato – di rapportarsi direttamente con il Re Salman bin Abdulaziz al-Saud, in quanto “unica controparte riconosciuta” dagli Stati Uniti, invece di rivolgersi al Principe Mohammed bin Salman, il quale aveva invece giocato un ruolo chiave durante l’amministrazione Trump. Ecco, quindi, che la telefonata di Biden al Re saudita acquista un valore simbolico non indifferente, in quanto intende dimostrare l’intenzione della nuova amministrazione statunitense di “ricalibrare le relazioni con l’Arabia saudita”, per usare le parole della portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, azione che implica, tra le altre cose, anche la restaurazione di una collaborazione paritaria, tra eque controparti.

Questa scelta, quindi, cela una critica piuttosto aperta all’operato di MBS e al ruolo che egli aveva ricoperto nelle relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita durante la precedente amministrazione, critica che si riflette, infatti, nella diffusione, che avverrà tra pochi giorni, del fascicolo segreto in cui si attribuisce proprio a MBS la responsabilità dell’omicidio del giornalista dissidente. In realtà, l’amministrazione statunitense, così come lo stesso Presidente Biden, sono ben consapevoli che il principe MBS potrebbe presto ereditare il regno dell’ormai ultraottantenne Re saudita, e che, di conseguenza, sia inevitabile trovare un punto d’incontro e mediazione anche con il principe ereditario.

Le implicazioni del rapporto sull’omicidio Khashoggi

Come illustrato precedentemente, la conversazione telefonica voluta da Biden, avviene poche ore, o giorni, prima della pubblicazione di un rapporto della CIA di fondamentale importanza per le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita, ovvero quello in cui – secondo ormai varie fonti – gli Stati Uniti accuserebbero direttamente MBS di essere quantomeno coinvolto nel controverso omicidio del giornalista del “Washington Post” Jamal Khashoggi.

Il rapporto redatto dalla Cia era sempre stato tenuto riservato dall’amministrazione Trump, mentre a breve, come afferma la direttrice della National Intelligence Avril Haines, verrà reso pubblico e dimostrerà il coinvolgimento del principe – attraverso diversi tipi di prove, quali intercettazioni e indagini sul collegamento tra il principe ereditario e la compagnia aerea del jet privato utilizzato dal commando di agenti sauditi responsabili dell’uccisione di Khashoggi.

Il giornalista saudita-americano, lo si ricorda, era stato infatti ucciso nell’ottobre 2018 nei locali del consolato saudita a Istanbul, in circostanze ancora poco chiare e per certi versi oscure. Il rapporto dell’intelligence statunitense che verrà rilasciato tra pochi giorni, quindi, avrà proprio l’obiettivo di rendere pubblici gli approfondimenti sul caso in questione, ma soprattutto quello di mettere fine una volta per tutte “a tutti quei privilegi di cui MBS ha goduto negli ultimi quattro anni”. Questo, quindi, il vero intento politico e diplomatico che si cela dietro la telefonata tra i due Presidenti, ossia l’intenzione di Biden di ribadire il cambio di atteggiamento, e non già di alleanze o impegno nella regione, verso il regno alleato, e soprattutto verso il suo ormai celebre e criticato principe MBS.

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