LA RUSSIA E L’AFRICA – GERMOGLIA UNA NUOVA ERA NELLA COOPERAZIONE MILITARE?

Le relazioni tra Mosca, intesa come capitale di due soggetti differenti di diritto internazionale che si sono avvicendati nel tempo, l’URSS prima, la Federazione Russa poi, e l’Africa sono state sempre caratterizzate da un rapporto di mutuo interesse. Da una parte Mosca ha, da sempre, importato materia prime, dall’altra ha esportato competenze tecnico scientifiche. 

Le relazioni Africa-Unione Sovietica coprono un arco temporale che inizia nel 1945 e finisce nel 1991, per poi proseguire, come vedremo in seguito, all’inizio del secondo decennio degli anni 2000. Nel secondo dopo guerra, con il processo di decolonizzazione delle potenze europee avvenuto all’inizio degli anni ’50 e ’60,   Joseph Stalin ha fatto delle relazioni internazionali con il continente africano una priorità della propria politica estera.

Il Cremlino sviluppò quattro principali direttrici politiche a lungo termine:

  1. Ottenere una presenza duratura nel continente.
  2. Ottenere un importante ruolo all’interno del processo decisionale di molti stati africani 
  3. Minare l’influenza occidentale / NATO, specialmente identificando il capitalismo con l’imperialismo occidentale.
  4. Dal 1962, lottare duramente per impedire alla Cina comunista di sviluppare una propria presenza compensativa.

Con la morte di Stalin, il successivo erede sovietico, Nikita Khrushchev fu ansioso di sfruttare l’attrattiva che il modello russo di sviluppo socializzato avrebbe rappresentato per gli africani, desiderosi di modernizzarsi. Nonostante i molteplici rapporti che l’Unione Sovietica ebbe intrattenuto con numerosi stati africani (Angola ed Etiopia furono i Paesi che sfruttarono al meglio questa linea diplomatica) per quasi mezzo secolo, con il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, l’influenza russa è notevolmente diminuita.

Per influenza sovietica in Africa non si intendono solamente i rapporti diplomatici formali che il Cremlino intratteneva ufficialmente con i singoli stati, ma anche quella rete informale che aiutava la penetrazione della propaganda comunista sul continente. Il rapporto tra l’Algeria e l’URSS, ad esempio, è iniziato ancor prima che l’Algeria ottenesse l’indipendenza. Nel 1959, quando la guerra d’indipendenza era al suo apice, Mosca decise di influenzare gli eventi della regione addestrando alcune centinaia di giovani ufficiali dell’Esercito di liberazione nazionale che sarebbero divenuti poi i quadri del futuro esercito algerino. Altri ufficiali, allo stesso tempo, sono stati formati in istituzioni educative militari di Iraq, Siria, Egitto e Cina.

Ad oggi i rapporti tra Algeria e Russia sembra siano ripresi sul piano della cooperazione militare. Dopo la caduta del comunismo e un periodo di assestamento strutturale durato quasi 20 anni, la politica estera russa ha deciso nuovamente di puntare sul continente africano, soprattutto per quanto concerne la cooperazione commerciale sul piano militare.

L’ultimo rapporto dell’Istituto Internazionale di Ricerche sulla Pace di Stoccolma (istituto internazionale indipendente, fondato nel 1966 per commemorare i 150 anni di pace ininterrotta in Svezia, che si occupa di peace studies) ha dimostrato che nel 2019 l’Algeria era il terzo Paese nell’elenco dei principali clienti di armi della Russia tra il 2015-2019.

Il  processo di modernizzazione dell’aeronautica militare algerina èavvenuto dopo una visita che il presidente Putin ha compiuto in Algeria all’inizio del 2007. In quella visita, il debito che l’Algeria aveva nei confronti della Russia è stato convertito in un contratto di fornitura di armi, che in seguito è diventato un punto di svolta nel MTC tra i due paesi a tal punto che l’Algeria ha deciso di destinare una parte sostanziale del suo budget per la difesa all’acquisto di attrezzature russe.

Ma perché la Federazione Russa ha scelto proprio l’Algeria per rilanciare la propria politica di vendita degli armamenti?

La risposta è semplice. Dalla sua indipendenza nel 1962, l’Algeria ha cercato una partnership con il sistema economico e politico sovietico. Le relazioni algerine con l’URSS ruotavano principalmente attorno alla cooperazione militare, compresa la vendita di armi; in quanto i Paesi occidentali si sono dimostrati riluttanti a fornire le armi desiderate alla nazione africana.  Dal 1962 al 1989, l’Algeria ha speso circa 11 miliardi di dollari nell’acquisizione di alcuni degli armamenti sovietici più moderni, inclusi aerei, carri armati, varie navi, armi leggere e munizioni. Tuttavia, le relazioni russo-algerine hanno avuto una brusca interruzione con la caduta dell’Unione Sovietica, e sono timidamente riprese con Abdelaziz Bouteflika quando, diventato presidente dell’Algeria nel 1999, i due paesi hanno rafforzato le loro relazioni sotto la presidenza di Vladimir Putin. Di conseguenza, la Russia è stata in grado di espandere la sua presenza politica ed economica nel Maghreb e di ridefinire la sua politica estera in Nord Africa. Ciò ha anche consentito all’Algeria di porre fine al suo isolamento internazionale dopo la guerra civile e di affermarsi sulla scena regionale e internazionale.

Ma i rapporti con l’Africa non sono solo con l’Algeria, in quanto il Cremlino a novembre 2020 ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il Sudan per la realizzazione sul territorio del Paese africano di una base navale russa. Secondo la bozza dell’intesa, il Sudan fornirà gratuitamente a Mosca il terreno per un periodo di 25 anni. L’accordo si rinnoverà automaticamente per periodi di 10 anni.

Di contro, Mosca provvederà ad equipaggiare  il Sudan con armamenti, truppe e materiale speciale, la cui fornitura verrà stabilita con la stipula di un protocollo addizionale. Secondo alcuni report, i russi installeranno sistemi difensivi aerei e di guerra elettronica .

L’attivismo in politica estera da parte di Mosca sul continente africano sembra principalmente essersi definito sul piano della vendita degli armamenti. Questa scelta non sta pagando solamente da un punto di vista economico nel breve periodo, ma potrebbe risultare di importanza determinante anche nel lungo periodo, in quanto vendere le proprie forniture militari permette di creare alla Russia un rapporto di dipendenza del compratore dal fornitore.

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