SOBERANA: LA RISPOSTA CUBANA DEL VACCINO ANTI-COVID

Cuba non si ferma nella lotta al Covid-19 e lancia il suo antidoto contro il coronavirus: Soberana.

Mentre il mondo è in balìa dei “tira e molla” delle più grandi case farmaceutiche riguardo la distribuzione delle dosi del vaccino anti-covid, Cuba non resta a guardare e si muove da sola, silenziosa, nella lotta alla pandemia.

Il 19 agosto 2020, l’isola caraibica aveva presentato il suo piano vaccinale al Presidente Diaz proponendo il vaccino anti SARS-Cov 2, il SoberanaLa fase di sperimentazione del Soberana 01, datata 24 agosto, è partita con 20 soggetti tra i 19 e i 59 anni e la seconda sperimentazione – appunto – era prevista per la fine dell’anno.

Attualmente, il Soberana 01 ancora non entra nella fase due di sperimentazione e come fa sapere l’istituto Finlay de l’Avana, il vaccino che al momento sta dando risposte positive ed importanti, è  il Soberana 02  . Fino a questo momento il più affidabile grazie alla sua risposta immunologica estremamente rapida – 14 giorni – come ha spiegato il direttore dell’Istituto Finlay, Vicente Verez – da poco entrato nella fase tre della sperimentazione che entro marzo dovrebbe concludersi e quindi, iniziare la somministrazione del vaccino all’intera popolazione cubana.

Il progetto vaccinale cubano che sta dando ottimi risultati, è l’espressione massima di un paese che da sessant’anni fa i conti con un embargo che non scoraggia ma spinge Cuba a reinventarsi e a cavarsela da sola, senza chiudersi nella sua bolla noncurante di ciò che accade al di fuori dei confini.

Prima ancora che il vaccino, Cuba ha dato dimostrazione di grande solidarietà con l’invio del suo personale medico e sanitario in Italia, a marzo, quando il Covid è entrato prepotentemente nel nostro vivere quotidiano ed ha sovvertito ogni status quo; o di recente nella crisi umanitaria e sanitaria brasiliana, l’isola non ha mai voltato le spalle ma ha sempre combattuto in prima linea. 

E la scelta del nome del vaccino, Soberana – in italiano sovrana – non è una scelta casuale. Rimarca con fierezza la volontà di essere protagonista in questo particolare momento storico, di sottolineare l’autosufficienza della produzione e soprattutto di essere una degna protagonista nella “geopolitica dei vaccini”. 

Mentre tutti scalpitano e sgomitano per avere un posto di rilievo nella distribuzione vaccinale, Cuba continua a lavorare in silenzio senza proclami e dimostra al mondo come un sistema sanitario pubblico, come un investimento pubblico sulla ricerca possa essere un’arma vincente contro il virus e la risposta della sua popolazione ne è la prova: mentre in altri paesi i volontari si offrono sotto un compenso economico, la partecipazione spontanea del popolo cubano mostra quanta fiducia ci sia nella scienza e nella medicina, dando atto alla realizzazione di quel progetto “medici, non bombe”auspicato da Fidel Castro prima della sua morte. 

La corsa cubana al vaccino naturalmente non è passata inosservata e di conseguenza il mondo si è accorto che lo stato caraibico va avanti, da solo, attirando inevitabilmente ire e ammirazione, quest’ultima manifestata dall’Iran con la quale ha firmato un accordo che prevede la possibilità di completare la fase tre della sperimentazione del Soberana02.

La collaborazione con l’Iran non è un caso: i due stati godono di stima reciproca e continuano a mantenere i loro rapporti amichevoli grazie ad una solida cooperazione economica e diplomatica tesa anche a contrastare l’embargo che entrambe subiscono da anni da parte degli USA. Poco prima della scadenza del suo mandato presidenziale, Donald Trump, aveva definito Cuba “sponsor del terrorismo” inasprendo le misure di embargo che, durante la presidenza Obama, erano state alleggerite aprendo così una nuova strada alle relazioni USA-Cuba. Relazioni che hanno subìto una battuta d’arresto con Trump e che ora, con il nuovo presidente Biden, potrebbero essere riprese vista la manifestata volontà d’intenti da parte del primo inquilino della Casa Bianca, di riallacciare i rapporti con Cuba e con la stessa Iran al fine di creare un clima di distensione internazionale ed evitare allo stesso tempo, un rafforzamento dell’asse Cuba-Iran.

Ma al di là dei timori statunitensi, Cuba continua la sua sperimentazione e come ha spiegato Fabrizio Chiodo – unico ricercatore italiano a collaborare allo sviluppo del vaccino – il programma prevede l’inizio della fase tre entro marzo e sarà testato su 150 mila persone tra Cuba e Iran, per poi iniziare la somministrazione in tutto il Paese: l’obiettivo è quello di immunizzare completamente lo stato caraibico entro la fine del 2021. Un obiettivo ambizioso e quasi utopistico dato l’andamento delle vaccinazioni nel resto del mondo che si sta dimostrando lento e confusionario, ma visti i risultati promettenti di Soberana, il Presidente del Grupo Empresarial de Industrias Biotecnologica y Farmaucetica, Eduardo Martinez, ha affermato che le prime dosi del vaccino potrebbero essere distribuite già dai primi di marzo.

Un vaccino, quello cubano, totalmente gratuito che prevede la somministrazione anche ai turisti non appena si potrà tornare di nuovo a viaggiare. La scelta cubana di rendere gratuito il vaccino anche ai turisti, è stata molto criticata ma lo stesso direttore dell’Istituto Finlay, ha voluto ribadire che la strategia de l’Avana è solo quella di “creare salute”, mentre il fine economico “non sarà prioritario”.

In conclusione, l’esperienza cubana e l’estrema fiducia nei suoi medici e nella scienza, ad oggi, non risulta vana. Se la sperimentazione andrà a buon fine, sarà un successo enorme per un piccolo Paese che da decenni fa i conti con un embargo che continua ad isolarla e porla agli occhi del mondo intero come una minaccia. Ma Cuba va avanti da sola ed il suo “vaccino etico” è un prodotto completamente differente da quelli sviluppati e messi in commercio sin ora: è lo specchio di un modello di sanità pubblica basata non sul profitto economico ma sull’equità sociale.

“Creare salute” per rafforzare quella “diplomazia medica” che tutto il mondo le riconosce e che, allo stesso tempo, le permette di portare avanti la sua agenda nello scacchiere centro e sudamericano.

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