FINLANDIA: LA POLITICA ESTERA DEL GOVERNO DI SANNA MARIN PUNTA TUTTO SUI DIRITTI UMANI

Sanna Marin, Primo Ministro finlandese, presenta la candidatura del suo paese al Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Ma dietro i diritti umani, c’è di più

Il governo di Helsinki punta in alto: pronta la candidatura della Finlandia per avere un posto nel Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (UNHRC). Tra i temi enunciati il 15 febbraio 2021 per la campagna di candidatura vi sono i diritti delle donne e dei minori, le nuove tecnologie e la trasformazione digitale, il cambiamento climatico e l’istruzione come diritto umano. La Finlandia spera di entrare a far parte del UNHRC già dal biennio 2022-2024.  La promozione di tale progetto punta tutto sulla concezione “universale” dei diritti umani e le autorità finlandesi intendono far molta leva su questo aspetto. Ad ottobre ci sarà l’elezione presso l’Assemblea delle Nazioni Unite, un momento decisivo.

Il primo aspetto da considerare è che la Finlandia si dedica da decenni alla promozione dei diritti umani. Quindi, l’ingresso nella UNHRC rappresenterebbe un valido coronamento di un lavoro di lunga data. In realtà, i diritti umani, quale impegno in politica estera, per la Finlandia, non rappresentano solo il perseguire attività filantropiche, ma anche una precisa scelta strategica. Ciò che conta, quindi, è anche il prestigio che il paese otterrebbe con un seggio nel Consiglio. Attualmente, sembra che questo sia uno dei principali obiettivi presenti nel programma di politica estera del governo di Sanna Marin.   L’UNHRC è un organismo delle Nazioni Unite volto a tutelare appunto i diritti umani. Si compone di 47 paesi ripartiti in base ad una distribuzione di seggi per ogni continente. La Finlandia starebbe lottando per essere eletta ed ottenere uno dei 13 seggi spettanti agli stati europei. Al momento la Finlandia ha il ruolo di osservatore presso l’UNHRC, mentre nel periodo 2006-2007 ha già fatto parte del Consiglio, ma per un periodo inferiore ai tre anni previsti

La Premier finlandese Sanna Marin, si è mostrata più volte determinata a perseguire questo intento, “per lavorare ad un mondo migliore, in cui i diritti umani siano garantiti a tutti”. Oltre all’aspetto “nobile” dell’iniziativa, la Marin, ribadisce anche il ruolo della Finlandia nel multilateralismo e, nell’impegno profuso per cercare il dialogo con le realtà artiche ed atlantiche. I principi e gli obiettivi, tuttavia, non sono per nulla un mistero. Sanna Marin, durante la 46° sessione, in cui si sono riuniti i 47 paesi del Consiglio dei Diritti Umani, ha annunciato ufficialmente la candidatura della Finlandia ad ottenere un seggio. Nel discorso, ha ribadito l’elenco dei diritti che il paese intende promuovere e l’impegno nel multilateralismo. Inoltre, sembra che la Finlandia, si farà carico dell’ulteriore impegno di promuovere una cooperazione a livello internazionale, in funzione dei succitati diritti. Obiettivi di tutto rispetto, in forza ad un paese, che potrebbe trarre da questa particolare lotta, il prestigio necessario per farsi valere, anche strategicamente, in campo internazionale.

Domenico Modola

Vivo a Brusciano (NA) ed ho una laurea Magistrale in Scienze Politiche Studi Internazionali presso L’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi in Geografia Politica delle Relazioni Internazionali.
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