#MULTILATERALISMMATTERS: L’AGENDA EUROPEA PER RINNOVARE IL MULTILATERALISMO DI FRONTE ALLE SFIDE DEL XXI SECOLO

Lo scorso 17 febbraio, la Commissione europea e l’Alto rappresentante Josep Borrell hanno lanciato una proposta per il rafforzamento del ruolo dell’Unione europea nel processo di consolidamento del multilateralismo. La comunicazione congiunta si sofferma su una serie di strategie che l’Unione dovrà mettere in atto a livello multilaterale per difendere i propri valori e i propri interessi.  

Il multilateralismo è importante perché funziona. Ma non possiamo essere ‘multilateralisti’ da soli. […] Costruiremo partenariati più forti, diversificati e inclusivi per guidare l’ammodernamento ed elaborare risposte globali alle sfide del XXI secolo”. È con queste parole che l’Alto rappresentante Borrell ha commentato la nuova strategia dell’Unione europea per costruire nel mondo partnership e alleanze più inclusive ed efficaci, consolidando così la governance multilaterale globale. Il multilateralismo, che dal secondo dopoguerra si è affermato come principio cardine nella gestione delle relazioni internazionali, andandosi a rafforzare poi con la fine del bipolarismo, è ora scivolato in una crisi che rischia di scuotere irreversibilmente le fondamenta dell’ordine internazionale.

Tale crisi, dettata perlopiù dalla crescente diffidenza tra le grandi potenze e dal racchiudersi in sé stessi degli stati nazionali, si è esacerbata nell’ultimo decennio di fronte alle nuove sfide che sono emerse con il peggioramento della crisi climatica, con l’irrompere della pandemia e con la diffusione sempre più rapida delle tecnologie digitali e di tutte le problematiche che vi orbitano intorno. È in questo contesto, dunque, che l’Unione europea vuole farsi protagonista di una strategia di adattamento dell’ordine multilaterale ai nuovi cambiamenti che caratterizzano il XXI secolo. In quest’ottica, pertanto, la Commissione e l’Alto rappresentante hanno delineato una serie di proposte politiche finalizzate a ridefinire il ruolo dell’Unione nel sistema multilaterale e le azioni che essa dovrebbe intraprendere per rimodellare tale sistema. 

What the EU wants”: l’agenda multilaterale dell’UE

Le priorità dell’Unione nel processo di ammodernamento del multilateralismo si focalizzano principalmente su due aspetti: “rendere il mondo più sicuro” e “ricostruire meglio”. Così, la prevenzione dei conflitti, la promozione della pace e la difesa dei diritti fondamentali rappresentano le “armi” migliori per garantire la stabilità globale e la prosperità dell’Unione. Quest’ultima, cooperando strettamente con le Nazioni Unite, si impegna quotidianamente per cercare di sfruttare al meglio gli strumenti di cui dispone nell’area della conflict prevention e peace-building. Tuttavia, come espresso nella strategia, l’Unione dovrebbe intensificare in maniera più efficace la cooperazione con importanti organizzazioni regionali, quali la NATO, l’Unione Africana e l’ASEAN, per mantenere la pace e la sicurezza. Inoltre, la comunicazione congiunta pone l’accento sulla necessità, per tutta la comunità internazionale, di rispettare le norme relative al disarmo, alla non proliferazione delle armi nucleari e al controllo delle armi. Poi, come ricostruire meglio?

Considerato il momento inedito che la comunità internazionale sta attraversando, il focus si deve spostare sul rafforzamento di strumenti volti a prevenire future pandemie. In questo senso, la strategia deve essere più ampia e si deve basare sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs): “La ripresa globale deve essere verde, digitale, inclusiva, giusta e sostenibile”. L’Unione europea si è già mossa verso questa direzione, adottando il Green New Deal, promuovendo l’EU External Investment Plan e sostenendo una digitalizzazione più regolarizzata. Altra priorità fondamentale sarà quella di gestire al meglio i flussi migratori e le politiche di asilo. In questo campo, la Commissione si impegnerà, attraverso il New Pact on Migration and Asylum, a dare una risposta più efficiente a tale problematica, anche stabilendo partnership rafforzate con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali.

How the EU can achieve what it wants”: come creare un multilateralismo più inclusivo

Il documento congiunto, poi, illustra quelle che dovrebbero essere le strategie adeguate a supportare il rinnovamento del multilateralismo. Innanzitutto, l’Unione europea deve essere sempre pronta a garantire la conformità alle norme del diritto internazionale, sostenendo in primo luogo le decisioni prese all’interno dei consessi internazionali, in particolare il Consiglio di Sicurezza e il Consiglio Diritti Umani delle Nazioni Unite. È proprio sul rispetto delle norme internazionali condivise che un nuovo multilateralismo, più attento alle istanze umanitarie, può e deve consolidarsi. Al tempo stesso, l’Unione dovrà farsi sostenitrice dei progetti di riforma istituzionale che interessano le principali organizzazioni multilaterali, a partire dalle riforme proposte dal Segretario generale dell’ONU per rendere la stessa organizzazione più “adatta allo scopo”.

Non solo le Nazioni Unite, ma anche l’Organizzazione mondiale della sanità, l’Organizzazione mondiale del commercio e le principali istituzioni finanziarie internazionali dovranno essere necessariamente ammodernate nella loro struttura per garantire maggior trasparenza, apertura ed inclusività. In questo, l’Unione europea dovrebbe giocare un ruolo di primo piano facendo leva sul peso dei suoi Stati membri. Infine, il multilateralismo come principio guida dovrà essere esteso a nuove aree, quali l’intelligenza artificiale, la gestione dei dati, la digital economy e la fiscalità internazionale. In questi settori, l’Unione si impegnerà a far sì che vengano promossi nuovi standard e nuove norme in uno spirito improntato alla cooperazione. 

What the EU can do”: cosa può fare concretamente l’Unione

Per massimizzare l’influenza collettiva, l’Ue dovrebbe rafforzare ulteriormente la sua coerenza, unità e solidarietà nei fori multilaterali. L’Ue e i suoi Stati membri devono coordinare le loro posizioni, azioni e messaggi e agire come un tutt’uno, in linea con i trattati”. In questa raccomandazione, è racchiusa l’essenza stessa di come l’Unione dovrebbe condurre le sue relazioni esterne. Per ricoprire un ruolo di leadership all’interno della comunità internazionale, l’Unione non può permettersi di essere indebolita dalla divisione interna degli Stati membri. Per questo, l’Unione deve “agire all’unisono per riuscire all’unisono”, cercando di parlare con una sola voce per presentarsi come attore credibile a livello internazionale. Ciò le consentirebbe anche di fare un miglior uso della sua forza (in senso figurato) per far valere le priorità politiche europee nelle istituzioni multilaterali. Anche dal rafforzamento delle partnership e delle alleanze l’Unione può trarre un grande vantaggio.

Per questo, è necessario stabilire “una nuova generazione di partenariati” che meglio si adattino a difendere i valori democratici e a combattere le violazioni dei diritti fondamentali. Inoltre, l’Unione sarà chiamata nel prossimo futuro a costruire nuove alleanze con le organizzazioni regionali e i paesi terzi per rendere più robusto il sistema multilaterale e per ridisegnare un’agenda comune. Attraverso le 140 Delegazioni sparse per il mondo, l’Ue dovrà lavorare più attivamente per concretizzare gli impegni comuni e dovrà muoversi velocemente per delineare i propri interessi, soprattutto in vista del G7 e del G20 che si terranno nel corso di quest’anno. È dunque ora che l’Unione si erga a protagonista nel processo di rafforzamento della governance multilaterale, perché “la pace e la prosperità dell’Unione europea e dei suoi cittadini dipendono dalla pace e dalla prosperità del resto del mondo e da un pianeta sano” e solo “un sistema multilaterale ben funzionante, affidabile ed efficiente” può assicurare il raggiungimento di questi obiettivi. 

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