LA COLOMBIA RICONOSCE LO STATUS DI PROTEZIONE SPECIALE AI CITTADINI DEL VENEZUELA

Un provvedimento senza precedenti, il governo colombiano sarà un esempio da seguire per il resto della regione o rimarrà un caso isolato? 

Il Presidente colombiano Iván Duque ha annunciato nel corso di questo mese, Febbraio 2021, l’intenzione da parte del governo colombiano di riconoscere uno status di protezione temporale ai cittadini venezuelani emigrati nel Paese. Questo provvedimento, senza precedenti nella storia dell’America Latina, è stato definito dall’Alto Commissionario per i rifugiati dell’ONU, il gesto umanitario più importante dopo la dichiarazione di Cartagena del 1984, uno strumento regionale che al tempo fu essenziale per l’integrazione dei rifugiati in America Latina e per l’applicazione della convenzione di Ginevra. Questo provvedimento sarà della durata di dieci anni, il tempo necessario per poter avviare il processo di richiesta per un visto da residente, e sarà valido per tutti i cittadini venezuelani che sono entrati nel paese prima del mese di Gennaio 2021. Una misura che viene presa proprio mentre in Cile in contrasto, si è recentemente provveduto al rimpatrio forzato di un centinaio di cittadini venezuelani.

La Colombia è il paese che accoglie il più alto numero di migranti venezuelani in tutta la regione, è infatti stato stimato da Migraciòn Colombia, l’agenzia del governo responsabile del monitoraggio e del controllo migratorio nel territorio nazionale, che nel mese di Dicembre 2020 vi fossero più di 1,7 milioni di venezuelani rifugiati e migranti, rappresentando un terzo dei quasi sei milioni fuggiti dal Venezuela a causa della devastante crisi che imperversa nel paese. Inoltre, quasi un milione dei cittadini venezuelani presenti sul territorio colombiano non è in possesso di documenti in regola, vivendo in condizioni di vita molto precarie. Questo nuovo provvedimento potrebbe quindi migliorare le condizioni di vita di questa parte della popolazione, dando loro la possibilità di poter lavorare formalmente, aprire un conto bancario e avere accessi ai servizi basici come l’assistenza sanitaria, essenziale soprattutto in questo periodo caratterizzato dalla pandemia Covid-19, mentre non renderà loro possibile partecipare attivamente alla vita politica del paese, non avendo concesso il diritto di voto.

Con questo nuova decisione il governo colombiano aspira a regolarizzare la situazione legata al fenomeno migratorio nel territorio nazionale, essendo questa al momento pressoché incontrollabile, garantendo una maggiore stabilità non solo agli immigrati irregolari ma anche a coloro che hanno già un permesso, persone che quindi avranno accesso a programmi di microcredito per le loro attività e altri tipi di agevolazioni. Lo statuto di protezione temporale offrirà quindi un ventaglio di opportunità per tutti i cittadini Venezuelani costretti a vivere in condizioni di precarietà, attraverso un procedimento in due fasi: una richiesta online e una fase di registrazione biometrica, che permetterà al governo colombiano di sapere esattamente il numero di migranti che permangono all’interno del Paese. 

Una misura molto rischiosa da parte dell’attuale Presidente Iván Duque, in quanto non gode di particolare appoggio da parte della popolazione colombiana che addirittura sembra sgradire questa sua mossa. Quest’ultima nonostante il Paese, segnato da 60 anni di conflitto armato, narcotraffico e violenza criminale sia stato protagonista in passato di massivi flussi migratori, con quasi un milione di colombiani che fuggirono in Venezuela, in questo periodo storico ha sviluppato da parte della maggioranza un sentimento di astio per i cittadini della vicina Venezuela, poiché spesso affiliati a gruppi criminali e associati a modalità di lavoro informale, che ne impediscono  una completa assimilazione all’interno della società civile. Se quindi questa decisione potrebbe avere dei costi politici molto alti, a livello globale invece questo potrebbe far convertire Iván Duque in una figura di rilievo per la difesa dei rifugiati, e potrebbe far scattare l’invio di risorse da parte della comunità internazionale. Una strategia che mira soprattutto a consolidare la posizione strategica  della Colombia internazionalmente, che inoltre permetterebbe a Duque di farsi notare dal nuovissimo governo degli Stati Uniti D’America, attualmente sotto la guida di Joe Biden, il cui segretario di stato avrebbe già accolto la notizia molto positivamente sui social del governo americano, poiché ne dimostra l’intenzione di mantenere il dibattito sul Venezuela, e contro il regime di Maduro al centro della sua agenda politica.

Lo status di protezione temporale per i migranti venezuelani rappresenterebbe inoltre una svolta per tutta la regione latino-americana, in quanto attualmente non è mai sta presa una decisione simile, nonostante alcuni Paesi quali l’Argentina e il Perù abbiano provato a implementare misure simili di regolarizzazione con scarso successo. Potrebbe quindi marcare un cambiamento importante per la regione, evidenziando come specialmente durante questa pandemia sia necessario prendere in considerazione delle strategie estreme per poter garantire la sicurezza dei flussi migratori di tutti i Paesi della regione coinvolti dal fenomeno, arginando i rischi di contagio e tenendo sotto controllo la situazione nelle frontiere, che attualmente vengono invase giornalmente da almeno 300 migranti al giorno nel tentativo di entrare in Colombia illegalmente. 

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