L’ITALIA E’ UNA, L’ITALIA SON TANTE

Ogni stravolgimento, ogni trauma porta a galla le debolezze e le forze di un individuo, così accade per i paesi e le grandi sfide che essi devono affrontare ogni giorno. Il covid ha evidenziato le debolezze e i punti sui quali il nostro paese dovrebbe puntare per poter tornare ad essere il punto focale del mediterraneo, oltre che un paese che provvede ai diritti e al benessere dei suoi cittadini.

La logica della responsabilità che sentiamo narrata da un anno a questa parte stride con quelli che effettivamente sono i mezzi che lo stato fornisce ad ogni suo cittadino per realizzarsi. Come si fa a chiedere responsabilità sociale ai propri cittadini quando gli anziani sono abbadonati a loro stessi e ci siamon resi conto della loro importanza solo perché perno del welfare? Come possiamo chiedere responabilità ai giovani quando il fenomeno hikikomori è aumentato e le scuole stanno crollando su loro stesse? Quando le università non danno strumenti e i giovani italiani che fuggono sono sempre meggiori? 

Stride, perché un governo può pretendere responsabilità se si conforma al motivo per cui esiste.

DOVE SIAMO? 

“Quanto tempo è passato?”

“Da cosa?”

“Suvvia, hai capito, dall’Apocalisse”.

Un dialogo che potrebbe essere incollato ad una vignetta a mo’ ricordo dell’anno passato, un po’ anche dib questi primi mesi del corrente.

21 febbario 2021, un anno fa non eravamo completamente consapevoli che di li a poche settimane avremmo sperimentato una delle maggiori limitazioni alla nostra libertà individuale del nuovo secolo. L’8 marzo 2020 ci saremmo chiusi in casa e ne saremmo usciti solo a maggio, per poi tornarvi a novembre dello stesso anno.
Inutile dire che non erevamo preparati, chi lo era? Tuttavia, arrivati a quasi un anno dalla prima chiusura totale, mi sento di poter fare una valutazione delle misure prese, ma non solo, anche di come noi italiani psicologicamente e socialmente stiamo attraversando questo periodo che, a detta degli esperti, saremo obbligati a sopportare per altri anni. 

Il coronavirus ha solamente portato a galla questioni e problemi che cerchiamo di sotterrare da anni: l’Italia è un paese semi distrutto. Sarò lapidaria in questa mia affermazione, ma è inutile negare come il covid abbia portato alla luce l’impreparazione della nostra classe dirigente, l’assenza di un welfare state (ancora siamo indietro anni luce rispetto ai nostri fratelli europei) degno di nota, l’idea che abbiamo dell’istruzione scolastica e universitaria, per non parlare dei grossi problemi demografici che tartassano il nostro caro vecchio paese economicista, insomma: l’Italia non ha un’idea di sé e della sua strategia.

Come mai affermo tutto ciò? L’accusa dei ragazzi giovani per aver causato la seconda ondata. La ricerca di un colpevole ben circoscritto, che fosse chi andava a correre, chi andava a bere qualcosa con gli amici in estate, chi portava a spasso il cane. Un paese che si divide, si accusa tra pari, un paese individualista. Ci siamo dannati per anni domandandoci come mai in Francia le regole vengano rispettate e la risposta penso sia presto detta: nell’esagono esiste un senso dello Stato. Il governo li provvede ai bisogni dei cittadini, dei cittadini francesi e questa cosa è realmente cruciale. 

Ciò che noto da anni in Italia è che spesso ci siamo arrovellati nella ricerca delle migliori misure per l’accoglienza degli stranieri, siamo stati bombardati di informazioni riguardo alla fame nel mondo, agli sbarchi, alla necessità di una maggiore empatia a livello politico e sociale. Nessuno nega che quanto affermato sia giusto, ma come non notare una cosa: come si può chiedere ai cittadini maggiore tolleranza quando il governo provvede (a parole) al benessere di chi arriva, ma la scala mobile sociale ad oggi è bloccata? Ad oggi il decile più ricco della popolazione è sempre più ricco, mentre la classe media sta sparendo in nome di una classe medio-bassa sempe più ampia. Stride paragonare immigrati e italiani, ma un paese che non sa provvedere alla propria popolazione, che non ha una chiara percezione di sé, che garanzie può offrire a chi addirittura non ha la cittadinanza? Infatti spesso si vanno a creare sacche di criminalità laddove non vi è una chiara e precisa integrazione, anzi, assimilazione di chi arriva.

Il paragone può sembrare assurdo e schierato, ma qui vi chiedo di uscire da inutili ideologismi: come si è potuta chiedere responsabilià ai cittadini durante il covid, o come si è potuta dare responsabilità ai giovani della seconda ondata se il governo per primo non provvede ai nostri bisogni? Accusare i giovani di essersi svagati, cercare un capro espiatorio quando i giovani saranno quelli che più pagheranno le conseguenze di questa incapacità governativa.

Come mai dalla parte dei cittadini non vi è stato un sentimento di collaborazione comune? Come mai gli italiani non accettano il concetto di “responsabilità sociale”? Perché la responsabilità sociale esiste se esiste una identità statale a cui far riferimento, cosa ci rende italiani? Limes insiste spesso sul fatto che gli italiani possono far affidamento sulla loro uniformità etnica: siamo una delle popolazioni più omogenee del mondo, ma non ne siamo consapevoli e ciò sarebbe utile imvece alla costruzione dell’identità nazionale, ciò che renderebbe ogni azione e/o imposizione dall’alto più accettabile e comprensibile perché fatta per uno scopo unico, ovvero il bene comune dle mio  paese. Cosa aspettarsi però da un paese che da dopo il fascismo ha ripudiato l’idea di nazione, interesse nazionale e strategia?

Quale tassello manca oltre a quelli elencati? Il governo e lo scambio biunivoco tra questo e i cittadini: secondo la concezione del filosofo tedesco Althusius il governo di un paese esiste solo grazie al potere che la sua popolazione gli dona, esso deve provvedere ai suoi bisogni. Il governo, tramite l’educazione scolastica, universitaria, dovrebbe arrivare alla costruzione dell’identità. La costruzione di una popolazione consapevole. 

Andrebbero poi forniti gli strumenti sociali alla popolazione: riformare il welfare state, magari dandogli anche un indirizzo rosa per le donne con creazione di bonus asilo nido, o implementare i nidi aziendali così da permettere alle donne di avere una carriera; implementare le nascite, un paese anziano è un paese che tramonta.

Finchè l’italia sarà in balia di sé stessa, finchè non sarà in grado di fare il punto su chi è, cosa vuole e perché, sarà sempre sotto il giogo mafioso. La mafia e i mafiosi sono il perfetto esempio di organo transtatuale consapevole di ciò che vuole, avente una strategia e degli obiettivi di lungo termine. Finche l’italia non avrà consapevolezza, l’Ndrangheta continuerà a produrre fiumi di denaro, il paese di spaccherà e sarà sempre più sotto la morsa e i desideri statunitensi e stranieri.

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