LA GIURISDIZIONE IN ACQUE INTERNAZIONALI: IL PRINCIPIO LOTUS

Secondo il principio Lotus gli Stati sono liberi di agire in qualsiasi modo purché non contravvengano a un divieto esplicito. 

Le acque internazionali (o alto mare) si sviluppano oltre le 200 miglia marine dalla costa e costituiscono una zona non sottoposta alla sovranità di alcuno Stato. La disciplina di quest’area è contenuta all’interno della Convenzione di Montego Bay del 1982 (UNCLOS).

In alto mare, ogni Stato esercita giurisdizione esclusiva sulle proprie navi e sulle navi straniere in tre casi tassativi: 

  • abbordaggio per accertarne la nazionalità ovvero per verificare che non pongano in essere atti pirateschi, di commercio di schiavi o altri atti illeciti sanciti all’art. 110 UNCLOS;
  • cattura di navi impegnate in atti di pirateria o di schiavismo;
  • inseguimento e cattura di navi sospettate di avere violato le proprie leggi nelle acque di competenza.

Nel 1921 un’imbarcazione battente bandiera francese (la Lotus) speronò una nave turca, il Boz-Turk, affondandola e cagionando la morte di otto membri dell’equipaggio. Approdato al porto di Istanbul, il capitano francese venne arrestato e condannato dal tribunale locale per omicidio colposo. 

Si aprì un contenzioso in merito all’esercizio della giurisdizione penale turca. La Corte Permanente di Giustizia Internazionale (PCIJ) il 7 settembre 1927 riteneva che la Turchia potesse esercitare la giurisdizione penale nei confronti dell’ufficiale francese, per inesistenza di un obbligo internazionale relativo al non esercizio della propria giurisdizione in alto mare, considerato che l’evento delittuoso si verificò comunque a bordo del Boz-Turk. 

I reclami francesi furono tali che oggi l’art. 97 UNCLOS statuisce che in caso di collisioni o altro incidente di navigazione in alto mare, emerga una responsabilità penale e disciplinare del comandante o di qualsiasi altro soggetto di bordo che abbia causato il fatto e nessun procedimento può essere avviato prima che si siano espresse in merito le autorità amministrative o giurisdizionali dello Stato di bandiera o dello Stato di cui il soggetto è cittadino. Tale norma, però, riguarda solamente gli incidenti di navigazione: negli altri casi permane la regola secondo cui la nave è soggetta alla giurisdizione esclusiva dello Stato di bandiera, che si esprime con l’impossibilità per gli altri Stati di compiere atti di governo a bordo di quella nave.

Secondo il principio Lotus quindi uno Stato, al di fuori del proprio territorio non può esercitare la propria giurisdizione a meno che un trattato internazionale o una norma consuetudinaria non lo consentano, mentre all’interno del suo territorio, può esercitare la propria giurisdizione, anche se non esiste una norma specifica di diritto internazionale che lo consente. In questo ultimo caso, gli Stati hanno un ampio margine di discrezionalità, limitato solo dalle norme proibitive del diritto internazionale.

Il principio Lotus continua a fare la sua parte nel diritto internazionale contemporaneo, come nel caso della Enrica Lexie, ove Corte Suprema indiana ha richiamato tale precedente.

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