LA CINA LANCIA UNA VALUTA DIGITALE DI STATO

La Cina è intenzionata a lanciare una propria valuta digitale con l’obiettivo di smarcarsi dal dollaro nei rapporti commerciali internazionali e fornire una possibile moneta di scambio alternativa ad esso.

Il 2021 si è aperto per la Cina con l’inaugurazione del quattordicesimo piano quinquennale. La linea economica adottata dal Primo Ministro Xi Jinping è quella della “dual circulation strategy”, che prevede una dinamica dialettica tra il settore delle esportazioni e degli investimenti esteri con quello della domanda interna, con l’intento di invertire l’andamento e fare della domanda interna il principale motore della crescita cinese. Per avviare questa inversione è necessario sfruttare la ricchezza degli investimenti esteri, soprattutto nel settore tecnologico.

Rientrano, in quest’ottica, alcune iniziative degne di nota, come l’apertura dello STAR market, il Nasdaq cinese, alle quotazioni internazionali e l’intenzione di avviare un proprio sistema valutario digitale. Prima di questo nuovo corso economico, il mondo delle criptovalute, poco incline ad essere controllato, non era ben visto in Cina, ma considerandone l’importanza, un Paese interessato a crescere non può escluderle dalla propria politica; appunto per tale motivo, la Cina sarà il primo Stato che lancerà un proprio sistema di pagamento digitale, il China’s National Digital Currency, con una propria valuta digitale e cioè il Dcep.

Essa, definita grazie alla tecnologia blockchain, sarà emessa dalla Banca centrale cinese, che provvederà a distribuirla a tutte le banche nazionali, attraverso una crittografia asimmetrica e con la creazione di un portafoglio digitale per tutti gli utenti. Dunque, non sarà necessaria per quest’ultimi la creazione di un conto corrente, ma sarà sufficiente avere a disposizione questo portafoglio digitale creato, ad esempio, tramite delle applicazioni specifiche. Un Dcep corrisponderà ad un renminbi, o yuan che dir si voglia, e le transazioni avverranno direttamente tra i portafogli digitali, senza nessuno attore intermediario e con o senza connessione ai dati mobili o internet.

Qual è il vero intento di questa iniziativa? Sicuramente, la Cina ha deciso di impegnarsi proprio nel settore delle valute digitali in quanto questo tipo di investimento le consente di implementare e rafforzare la sua presenza a livello globale e smarcarsi dal dominio del dollaro nelle transazioni internazionali, con un obiettivo che è palesemente quello di spingere l’internazionalizzazione di questa moneta digitale, soprattutto negli scambi commerciali con i partners dell’iniziativa Belt and Rose e con quelli del RCEP.

Anche se la Cina sta lavorando, duramente, per avviare il prima possibile questo sistema di pagamento nazionale digitale, bisogna sottolineare l’esistenza di alcuni ostacoli che potrebbero comprometterne la riuscita come, ad esempio, la svalutazione dello yuan, la scarsa trasparenza e il basso livello di garanzia, aspetti questi di cui gli investitori esteri si sono sempre lamentati e che li frenano nel credere in questo progetto. Quindi, anche se la strada è un po’ irta, la Cina continuando a lavorare al progetto dimostra, non solo di volersi aprire al mondo delle cripto valute, ma anche di voler continuare ad aprirsi e a sostenere la sua crescita globale.

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