YEMEN: GLI USA REVOCANO LA DESIGNAZIONE TERRORISTICA DEGLI HOUTHI

Gli Stati Uniti di Joe Biden intendono revocare la designazione terroristica per il movimento houthi yemenita in risposta alla crisi umanitaria del Paese, invertendo una delle decisioni più criticate degli ultimi minuti dell’amministrazione Trump.

Uno degli ultimi provvedimenti presi dall’amministrazione Trump è stato quello di inserire gli Houthinella lista delle organizzazioni terroristiche. Ma partiamo dal principio, chi sono gli Houthi? Sono un gruppo di ribelli impegnati nel  conflitto in Yemen e che, attualmente, controllano la capitale Sanaa, la milizia è formata principalmente da partigiani sciiti appartenenti alla corrente dello zaydismo. Proprio per questo motivo gli Houthi sono legati ai governi filo sciiti del Medio Oriente e, in particolare, all’Iran. I militanti del gruppo fanno parte del partito Ansarullah, che in arabo vuol dire “partigiani di Dio”, fondato nel 1992, due anni dopo l’unificazione dello Yemen. Gli obiettivi primari del partito sono due: difendere la popolazione sciita dalle discriminazioni del governo e diffondere l’ideologia dello zaydismo nello stato. Dal 2014 il gruppo combatte una guerra civile per controllare lo stato dello Yemen contro il governo yemenita, appoggiato invece dall’Arabia Saudita.

Il 19 gennaio 2021 gli Houthi sono stati inseriti nell’elenco delle organizzazioni terroristiche, ad annunciarlo è stato, l’ormai, ex segretario di stato Mike Pompeo. Tale data è significativa in quanto corrisponde al giorno precedente all’insediamento del presidente eletto Joe Biden e dunque del passaggio di consegne con l’Amministrazione Trump. La richiesta di designare gli Houthi come terroristi deriva, in primis, dall’esigenza statunitense di bloccare le attività iraniane, la repubblica islamica come già detto è, difatti, la prima sostenitrice del gruppo. In aggiunta l’inserimento del gruppo all’interno della lista delle organizzazioni terroristiche li escluderà dalle operazioni di sostegno finanziario e di risorse materiali inviate attraverso le banche o istituzioni statunitensi, inoltre anche individui ed entità diversi da quelli americani non potranno attuare transazioni, trasferimenti bancari o acquisire cibo e benzina da loro, isolandoli terribilmente.

Inversione di politica

Gli Stati Uniti di Joe Biden intendono revocare la designazione terroristica per il movimento degli houthi yemenita in risposta alla crisi umanitaria del Paese, invertendo una delle decisioni più criticate dell’ultimo minuto dell’amministrazione Trump.  L’inversione, è stata confermata venerdì 5 Gennaio dal nuovo Segretario di Stato Antony Blinken, aggiungendosi alle dichiarazioni fatte dal presidente Joe Biden il quale ha annunciato lo stop del sostegno statunitense alla campagna militare guidata dall’Arabia Saudita in Yemen, ampiamente vista come una guerra per procura tra Arabia Saudita e Iran. 

Le Nazioni Unite hanno accolto con grande favore il piano di Washington di revocare la designazione terroristica per il gruppo ribelle, in quanto riuscirà a fornire un profondo sollievo a milioni di yemeniti che si affidano all’assistenza umanitaria e alle importazioni commerciali per soddisfare le loro esigenze di sopravvivenza di base. La decisione arriva anche dopo l’esortazione di diverse organizzazioni umanitarie, le quali hanno sollecitato l’amministrazione Biden di rimuovere gli Houthi dalla lista nera,poiché ciò ostacolerebbe significativamente il loro lavoro in Yemen. Gli Houthi, infatti, controllano una quantità significativa di territorio e le organizzazioni umanitarie spesso devono interfacciarsi con i ribelli per facilitare il trasferimento di cibo, medicine e altri sostegni vitali ai bisognosi.

Se gli Houthi vengono etichettati come terroristi, gli operatori umanitari rischiano di violare le leggi statunitensi e di diventare oggetto di sanzioni. La designazione, di conseguenza, ha impedito la consegna di diversi aiuti fondamentali all’interno dello Stato, complicando ancora di più gli sforzi per combattere la peggiore crisi umanitaria oggi in corso nel mondo. Secondo l’International Rescue Committee (IRC), lo Yemen è il paese più a rischio di catastrofe umanitaria nel 2021, segnando il terzo anno consecutivo in cui la nazione devastata dalla guerra si è guadagnata il triste riconoscimento. Il 2020 è stato un anno particolarmente difficile per il popolo yemenita che ha assistito ad un forte ridimensionamento delle donazioni per affrontare la crisi, ridimensionamento probabilmente causato dal dilagare della pandemia di Covid-19 in tutto il mondo.   

Il cambio di rotta perseguito dalla nuova amministrazione Biden non deve essere solo analizzato come gesto di grande umanità verso milioni di yemeniti che hanno bisogno di assistenza umanitaria e di importazioni commerciali per sopravvivere, ma bisogna analizzarlo all’interno di un quadro più ampio. La disegnazione terroristica non aveva fermato solo gli aiuti ma anche il processo di pace tra Stati Uniti ed Iran, a cui tanto aspira la nuova presidenza Biden. Rimuovere gli Houthi dalla lista delle organizzazioni terroristiche rappresenta un primo passo, molto importante, per riallacciare i rapporti con la repubblica islamica. Relazioni irrimediabilmente interrotte dall’amministrazione Trump che nel 2018 uscì unilateralmente dal JCPOA, il famoso accordo sul nucleare. Alla luce degli ultimi avvenimenti, con la rimozione del gruppo dei ribelli dalla lista delle organizzazioni terroristiche e lo stop statunitense al sostegno economico della campagna militare saudita in Yemen, possiamo domandarci se le strategie messe in atto dal nuovo presidente Biden saranno in grado di portare un pò di serenità al popolo yemenita. 

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