LA CINA VERSO LA NEUTRALITÀ CARBONICA ENTRO IL 2060

Lo scorso settembre, durante la 75esima sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente cinese Xi Jinping ha promesso di indirizzare il suo paese verso la neutralità carbonica entro il 2060. 

Con questo colpo di scena politico, contenente attacchi impliciti all’amministrazione Trump e il suo scetticismo nei confronti dei cambiamenti climatici, la Cina ha rilasciato il primo annuncio formale di un piano a lungo termine per ridurre le emissioni di carbonio entro una tempistica fissata. La dichiarazione, accolta molto positivamente dalla comunità internazionale, prevede che il paese garantisca il suo impegno nel raggiungere il picco di emissioni di gas serra entro il prossimo decennio e ambire a emissioni zero in circa 40 anni.

Inoltre, il piano della Cina è anche da considerarsi come un allontanamento dall’argomento avanzato dalle economie emergenti di “comuni ma differenziate responsabilità“, in cui le economie in via di sviluppo o sottosviluppate si astengono dall’imposizione di limiti assoluti alle emissioni per evitare di limitare la propria crescita e i propri sforzi di riduzione della povertà.

 Questa promessa sembra però molto ambiziosa se si considera che, al momento, la Cina occupa il primo posto per emissioni di CO2 con un totale annuo di 11,5 miliardi di tonnellate. Queste emissioni hanno continuato a crescere anche dopo la firma dell’accordo di Parigi. Inoltre, il paese dipende ancora massicciamente dall’utilizzo del carbone per più della metà della produzione della sua energia, continuando a investire circa 250 GW in impianti in costruzione o pianificati per i prossimi anni.

 Di fatto, se la Cina sarà fedele alle sue promesse, le stime sull’aumento della temperatura si potrebbero abbassare fino a circa 2,4-2,5 gradi centigradi entro fine secolo. Tuttavia, il 2060 potrebbe essere troppo tardi a causa della crescente emergenza climatica che incombe sul nostro pianeta. Inoltre, il presidente Xi Jinping ha parlato di “neutralità carbonica” e non “neutralità climatica” sottolineando la sua volontà di promuovere una nazione senza carbone, ma comunque dipendente da altri combustibili fossili.

 Probabilmente il presidente cinese rivelerà maggiori dettagli sulla strategia per raggiungere l’obiettivo della neutralità carbonica durante la presentazione del nuovo piano quinquennale, il prossimo marzo. Per raggiungere l’obiettivo prefissato, la Cina dovrà raddoppiare l’investimento annuale nel solare e triplicare o anche quadruplicare l’investimento nell’eolico. Il paese dovrà inoltre puntare sullo sviluppo della prossima generazione di tecnologie verdi come l’idrogeno verde, lo stoccaggio di energia e l’eolico offshore.  

 
 
 
 

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