ISRAELE E IL VACCINO

In Israele la campagna di vaccinazione è da record. Resta da vedere se il successo avrà una ricaduta positiva sul primo ministro Netanyahu alle prossime elezioni.

In tutto il mondo è corsa ai vaccini. Mentre la maggior parte dei paesi deve fare i conti con il rallentamento della somministrazione delle dosi, Israele sta effettuando una campagna di vaccinazione in tempi record, prefiggendosi come un modello da seguire a livello internazionale. Israele è il primo paese al mondo con il più alto numero di somministrazioni del vaccino contro il Covid-19 pro capite, con circa l’80% della popolazione over 60 già vaccinata e il 30% della popolazione totale.

Percentuali impressionanti se confrontate con quelle degli altri Stati: solo il 4% della popolazione ha ricevuto il vaccino negli Stati Uniti, il 2,14% in Italia e lo 0,8% nel Regno Unito.  Secondo il primo ministro Netanyahu, tutta la popolazione al di sopra dei 16 anni sarà vaccinata entro aprile, facendo di Israele “il primo Paese a sconfiggere il coronavirus”. 

Quali sono le ragioni del successo israeliano?

Il governo israeliano ha raggiunto un accordo con l’azienda farmaceutica Pfizer, in base al quale le autorità forniscono una grande quantità di dati sulla campagna di vaccinazione, come l’età, il genere e la storia clinica di coloro che ricevono il vaccino, sebbene non venga fornita nessuna informazione sull’identità, a garanzia della privacy.
Inoltre, nonostante il governo abbia oscurato la parte dell’accordo relativa ai costi dell’acquisto, il prezzo del vaccino dovrebbe aggirarsi sui 47$ per persona, più del doppio del prezzo pagato dall’Unione Europea.

 Ma è ciò che è necessario per assicurarsi una grande quantità di dosi e procedere alla vaccinazione a ritmo sostenuto. Il grande successo della campagna vaccinale ha determinato una lieve crescita nei consensi per Bibi Netanyahu, secondo gli ultimi sondaggi, in base ai quali circa il 50% dei cittadini pensa che il governo abbia gestito l’emergenza sanitaria in maniera negativa, mentre il 47% in maniera positiva.  

Questo è un dato significativo in vista delle prossime elezioni del 23 marzo ed ora ci si chiede se ciò basterà a far ottenere la vittoria al leader del Likud. Le elezioni di marzo sarebbero le quarte in meno di due anni, dopo la caduta dell’ultimo governo, nato dalla coalizione tra Netanyahu e Gantz, per la mancata approvazione della legge di bilancio. 

Nel frattempo, il paese è stato ampiamente criticato per non aver somministrato le dosi vaccinali ai cittadini palestinesi residenti nella Cisgiordania e a Gaza e le autorità palestinesi accusano Israele di aver bloccato il vaccino russo Sputnik V, destinato agli operatori sanitaria della Striscia di Gaza. È  l’ennesima dimostrazione della strumentalizzazione della pandemia. Riuscirà mr. Netanyahu a presentarsi come “il salvatore della patria”, a vincere le elezioni e a salvarsi, di conseguenza, dal processo per corruzione? 

Noemi Verducci

Buon sabato a tutti, sono Noemi Verducci, analista IARI per la sezione Medio Oriente. Attualmente studentessa di Relazioni ed Istituzioni dell’Asia e dell’Africa all’Università “L’Orientale” di Napoli.
Ho conseguito la laurea triennale in Mediazione Linguistica presso l’Università del Salento, durante la quale ho svolto un anno di studio all’Università di Siviglia, nell’ambito del programma Erasmus.
Lo studio della lingua araba mi ha permesso di avvicinarmi al mondo mediorientale, dapprima dal punto di vista esclusivamente linguistico e culturale e, successivamente, anche dal punto di vista politico.
Il lavoro di tesi triennale, su Hezbollah e le sue strategie comunicative, mi ha fatto comprendere la necessità di studiare ed analizzare un’area geopolitica di cui si parla spesso in maniera impropria, attraverso una lente “orientalista” che impedisce di interpretare in maniera corretta eventi storici e politici.
Essere parte di IARI è un modo per mettermi in gioco ed approfondire dinamiche politiche che risultano centrali per comprendere ciò che accade nel mondo. IARI è uno spazio fertile in cui potersi confrontare ed arricchirsi, crescendo insieme.

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