NASCE IL SUPER-MINISTERO DOVE SI FONDONO AMBIENTE, ENERGIA E SVILUPPO ECONOMICO

Il nuovo governo guidato dall‘ex numero uno della BCE getta le basi per la riconversione ecologica dell’Italia.

Si è avvertita un po’ di sorpresa in Italia per la nascita di questo nuovo super-Ministero, il Ministero della Transizione Ecologica, all’interno del quale vengono a fondersi le competenze relative ad ambiente, energia e sviluppo economico. La richiesta dell’istituzione di questo nuovo Ministero italiano venne posta poco tempo fa dal movimento Fridays For Future, il quale aveva indirizzato una lettera a Mario Draghi all’interno della quale si richiedeva l’indispensabilità di mettere al centro del nuovo governo una profonda riconversione ecologica dell’Italia. Un ministero con tali caratteristiche lo si ritrova oggigiorno già in Paesi quali il Costarica, la Francia, la Spagna, la Svizzera e altri. Questo nuovo super-Ministero avrà l’importante responsabilità della gestione di una buona fetta dei fondi del Recovery Fund destinati all’Italia. 

A guida del nuovo Ministero, nato ufficialmente il 12 febbraio 2021, il Presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi ha pensato di porre Roberto Cingolani, docente, fisico e responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo, che raccoglie l’eredità di Sergio Costa, ministro dell’ambiente nei governi Conte I e Conte II.

Il nuovo super-Ministero, che assorbirà le competenze in materia energetica di altri ministeri, dovrà affrontare tra i suoi principali problemi, quello di possibili duplicazioni e sovrapposizioni, dal momento che il Ministero dell’Ambiente dispone già di un Dipartimento per la transizione ecologica e gli investimenti verdi, cui fanno capo economia circolare; clima, energia e aria; crescita sostenibile; risanamento ambientale – ognuno con propria struttura e propri direttori.  

Chiara Ferro

Attualmente ricopro il ruolo di Junior Political Researcher presso la Parliamentary Assembly of the Mediterranean. Sono laureata in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario con menzione alla carriera presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Politica ed Economia dell’Ambiente e correlazione in Geopolitica Economica sul futuro delle risorse idriche legate al caso studio della Grand Ethiopian Renaissance Dam. Con IARI, collaboro con l’associazione inglese “Cop26 and beyond” analizzando nelle mie analisi gli impatti del cambiamento climatico su ambiente e società. La curiosità e la ricerca scientifica sono state determinanti nello sviluppo del mio forte interesse per la geopolitica dell’ambiente e delle risorse energetiche. Tra le mie passioni rientrano la geografia, lo studio delle civiltà antiche, prime su tutte l’antico Egitto e l’antica Grecia, e la degustazione di birre artigianali in giro per il mondo.

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