“PERSEVERANZA FINO ALLA VITTORIA” IN BAHREIN

Il Bahrein dieci anni dopo lo scoppio delle primavere arabe: tra ingiustizie e perseveranza.

Domenica 14 febbraio piccoli focolai di protesta hanno animato la capitale del Bahrein, Manama, in memoria delle primavere arabe del 2011. Dieci anni fa migliaia di cittadini si riversavano tra le strade chiedendo, in primis, la costituzione di un nuovo governo eletto. A prendere parte ai movimenti di protesta erano per lo più membri della comunità sciita – che costituiscono ancora oggi circa i due terzi dell’intera popolazione del Paese, guidato da una monarchia sunnita – accusando la dinastia regnante Al-Khalifa di persecuzione politica. La reazione del governo è stata rigida e violenta: non solo il governo bahreinita inserì la questione all’interno dello scenario dei contrasti regionali di natura settaria etichettando i movimenti di protesta come parte di un complotto iraniano, ma proseguì, inoltre, mettendo al bando i partiti di opposizione – tra cui al-Wefaq e Wa’ad – e arrestando i loro principali esponenti.

A distanza di dieci anni non molto è cambiato. La marcia di commemorazione è stata per lo più costituita da cittadini sciiti e, in particolare, organizzata dal maggior gruppo dell’opposizione con l’obiettivo di sovvertire il regime politico attuale e contrastare l’ingiustizia sistemica e la repressione politica che lo hanno caratterizzato.

In effetti, negli anni, le autorità del Bahrein hanno adottato diverse misure per ostacolare la crescita della comunità sciita, una delle quali consisteva nel garantire l’acquisizione della cittadinanza, difficile da ottenere nei paesi del GCC, per i musulmani sunniti non bahreiniti con lo scopo di favorire l’incremento della percentuale di sunniti all’interno del paese.

Tuttavia, la gestione dell’emergenza sanitaria sorta a seguito della diffusione del Covid-19 potrebbe essere considerata la più recente dimostrazione del contrasto sunniti-sciiti in Bahrein. Il Ministro degli Interni, Rashid bin Abdullah al-Khalifa, ha accusato l’Iran di aver “facilitato la diffusione del coronavirus nel mondo intero” per aver inizialmente celato la diffusione della pandemia nel Paese ritenendo ciò una forma di “aggressione biologica e, dunque, di crimine ai sensi del diritto internazionale”. 

Il governo ha inoltre contrastato il ritorno di più di 1,000 pellegrini sciiti dall’Iran in seguito allo scoppio della pandemia, mentre altri cittadini del Bahrein in visita verso altri paesi della regione, come Emirati Arabi Uniti, Oman, Giordania, Egitto e Turchia, hanno avuto modo di rientrare nel paese senza alcun problema. Ancora, in linea con le politiche adottate da altri Paesi della regione, tra cui Israele, la pandemia da Covid-19 in Bahrain è diventata un pretesto per tracciare i movimenti dei cittadini, in particolare sciiti, chiedendo a questi ultimi di identificarsi chiamando una hotline dedicata. 

In sintesi, i contrasti persistono e le riforme rivendicate dalla popolazione non sono state attuate. È proprio questo mancato cambiamento ad animare gli animi dei cittadini bahreiniti che rendono la perseveranza il proprio motto. 

Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from MEDIO ORIENTE DAILY