IL NUOVO INVERNO NELLE RELAZIONI TRA OCCIDENTE E RUSSIA

Lo scorso 5 febbraio, il ministero degli esteri russo ha annunciato l’espulsione di tre diplomatici occidentali (provenienti da Germania, Polonia e Svezia), poiché accusati di aver partecipato alle proteste che infiammano il paese dalla seconda metà di gennaio.

“Occhio per occhio, dente per dente”, così si possono riassumere gli ultimi eventi che hanno visto precipitare le relazioni fra occidente e Russia ai minimi storici, tutto iniziato con l’arresto di Navalny al suo rientro dalla Germania dove era stato ricoverato in seguito del tentativo di avvelenamento subito. la sua scelta, se inizialmente sembrava priva di una qualsivoglia strategia, ha invece acceso il fuoco della protesta che animano le piazze delle principali città russe, insieme alla pubblicazione di un film denuncia, che mostrerebbe una villa dalle dimensioni notevoli, pagata , usando le parole di Navalny, con “la più grande tangente della storia”.

L’espulsione dei tre diplomatici occidentali arriva dopo una serie di inviti da parte dell’occidente a liberare il dissidente (bollati come un’indebita intromissione negli affari interni da parte del Cremlino), adesso in carcere con l’accusa di aver violato i termini della libertà vigilata per un precedente caso. A fare da contorno ci pensa l’alto rappresentate dell’UE Borrell che aveva partecipato ad un incontro con Lavrov, dai toni accesi, poche ore prima del provvedimento.

Criticano aspramente la decisione Svezia e Polonia, quest’ultima definendo in pericolo i rapporti fra i due paesi, in una posizione insolitamente più morbida si pone la Germania che ha definito ingiustificata la decisione della Russia, ma al contempo ha ribadito la necessità di mantenere aperto un dialogo.

In ogni caso, la risposta non si è fatta attendere con l’espulsione di tre diplomatici russi da parte dei tre paesi. In questo contesto, due recenti sondaggi del Levada Center, ci permettono di capire L’impatto dell’arresto di Navalny e del video documentario d’accusa. Nel primo, i tassi di approvazione del dissidente rimangono stabili da settembre 2020, mentre aumenta del 6% il tasso di disapprovazione.

Il secondo, ci mostra come per il 77% degli intervistati l’opinione verso il presidente rimane la stessa, mentre solo per il 17% è peggiorata. È interessante notare come il 33% dichiara che il contenuto del film sia falso. Ed è altrettanto interessante notare il comportamento della Germania, che sembrerebbe nascondere la necessità di non interrompere la costruzione del gasdotto Nord stream 2, completo al 94%, che gode del forte sostegno politico da parte di Berlino (ma non di Washington).

Il viaggio di Borrell, definito semplicemente fallimentare, a causa dell’impossibilità di ottenere il rilascio di Navalny o di poter permettere a Borrell di vederlo (i due obbiettivi del viaggio), non fa che aumentare la tensione fra Unione Europea e Russia. A ciò si unisce quella che alcuni osservatori definiscono l’umiliazione di Borrell per mano di Lavrov durante la conferenza congiunta.

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