AQAP IN YEMEN: ORIGINI E SFIDE

Numerose le novità concernenti il conflitto civile yemenita. Tra queste, il recente arresto del leader di AQAP in Yemen, Khalid Batarfi, che potrebbe comportare una battuta di arresto per l’organizzazione terroristica.

Novità per il conflitto in Yemen: gli Stati Uniti decidono di porre fine al supporto finanziario e militare fornito alla coalizione guidata dall’Arabia Saudita; ritirano la designazione del gruppo di ribelli Houthi come organizzazione terroristica; e garantiscono supporto agli sforzi effettuati dalle Nazioni Unite per garantire un’efficace gestione dei processi di peacebuilding in Yemen, favorendo anche una ripresa delle negoziazioni con i ribelli Houthi. Intanto, un reportpresentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite da un team di monitoraggio specializzato sui gruppi armati, Analytical Support and Sanctions Monitoring Team, rivela che lo scorso ottobre le forze speciali delle Nazioni Unite sono riuscite a catturare il leader in Yemen dell’organizzazione terroristica di Al-Qaeda nella Penisola Araba (AQAP)Khalid Batarfi. Si tratta del leader della branca yemenita di Al-Qaeda fondata nel 2009 e che risulta essere tra i pochi ad aver beneficiato dell’inizio della guerra civile in Yemen nel 2014.

Il conflitto contro l’organizzazione jihadista di al-Qaeda rappresenta la terza delle diverse direttrici lungo le quali si sviluppa il conflitto, aggiungendosi ai contrasti tra ROYG, il governo internazionalmente riconosciuto, e i ribelli Houthi e alla dimensione regionale basata sulla contrapposizione tra Arabia Saudita ed Emirati. 

Le numerose operazioni messe in campo per sventare le organizzazioni terroristiche attive sul suolo yemenita non hanno comportato una loro definitiva sconfitta. In particolare, quanto ad AQAP, ciò è presumibilmente frutto delle profonde radici del gruppo nel Paese e della mancata presa in considerazione delle problematiche socio-economiche che hanno facilitato la nascita del gruppo stesso. Piuttosto, nel 2015 AQAP è riuscito a formare un corpo amministrativo, Hadhrami Domestic Council (HDC), con l’obiettivo di contrastare le varie fazioni in gioco nel conflitto e garantirsi il controllo della regione dell’Hadhramawt contando sull’appoggio di tribù sunnite, per lo più di stampo salafita.

Oltre al tentativo di mantenere uno “stato di caos” nel Paese impedendo la costituzione di una vera autorità governativa, tra le strategie adottate dal gruppo per portare avanti la propria battaglia, infatti, vi è l’adozione di una retorica settaria volta a difendere i sunniti yemeniti dall’ “aggressione sciita”. In quest’ottica, la designazione di Khalid Batarfi in qualità di leader di AQAP in Yemen ha ben servito gli interessi dell’organizzazione facilitando la costituzione di un “fronte sunnita anti-Houthi”. Batarfi è, infatti, un nazionale saudita con profondi legami con la regione dell’Hadhramawt, anche in virtù del matrimonio con una donna yemenita; inoltre, vantava grande fama di ideologo e aveva già ricoperto incarichi di rilievo nell’organizzazione. Insomma, la scelta non è stata casuale e, alla luce di ciò, il suo arresto può costituire una consistente battuta d’arresto per AQAP.

 L’organizzazione terroristica si ritrova adesso a fare i conti con la perdita della leadership e un considerevoleindebolimento a causa delle lotte intestine al mondo terroristico in Yemen, caratterizzato da una faida di stampo jihadistico tra AQAP e ISIS iniziata nella metà del 2018 a causa di dispute e rivalità locali.

Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

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