HORIZON EUROPE: AL VIA IL NUOVO AMBIZIOSO PROGRAMMA PER LA RICERCA E L’INNOVAZIONE DELL’UNIONE EUROPEA

Lo scorso 2 febbraio è stato ufficialmente lanciato Horizon Europe, il nuovo Programma Quadro per la ricerca e l’innovazione dell’Unione europea. Con un budget di 95.5 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, Horizon Europe sosterrà i nuovi progetti di innovazione e promuoverà l’eccellenza scientifica in Europa. 

Innovazione tecnologica e ricerca scientifica sono motore di competitività e crescita. Considerato il delicato momento storico che l’Europa sta attraversando, la ripresa dovrà passare inevitabilmente dal sostegno a questi due pilastri. Nello scenario di ricostruzione post-pandemia, infatti, sarà di primaria importanza rilanciare gli investimenti nell’innovazione, nella ricerca e nello sviluppo. L’Unione europea, in tal senso, si è già messa in moto, varando il più vasto programma di ricerca e innovazione che sia mai stato realizzato. Il programma Horizon Europe, in realtà, era già stato proposto dalla Commissione europea nel 2018 come successore di Horizon2020, ma l’iter che ha portato alla sua strutturazione e alla definizione del budget è durato più di due anni.

A complicare il raggiungimento di un accordo politico è stato l’irrompere della pandemia. Le istituzioni europee, infatti, si sono inevitabilmente trovate a ridefinire alcune priorità, soprattutto in un’ottica di sostegno alla ricerca sulla salute, e a rinegoziare i fondi destinati al programma. Horizon Europe avrà una dotazione finanziaria di 95.5 miliardi, con un incremento di circa il 30% rispetto al precedente Horizon2020. Dei fondi totali, 5.4 miliardi provengono da NextGenerationEU, il pacchetto temporaneo di stimoli per il rilancio dell’economia europea. 

La struttura a pilastri di Horizon Europe

Il nuovo programma per la ricerca e l’innovazione si basa su tre pilastri. Il primo pilastro, “Eccellenza scientifica”, ha come obiettivo principale il rafforzamento della competitività scientifica dell’Unione a livello globale. Tramite l’attività del Consiglio europeo per la ricerca, verrà stimolata “la ricerca della massima qualità in Europa attraverso finanziamenti competitivi” e sarà sostenuta finanziariamente “la ricerca di frontiera promossa dai ricercatori in tutti i campi della ricerca, sulla base dell’eccellenza scientifica”. Le azioni “Marie Skłodowska-Curie”, invece, supporteranno la formazione alla ricerca attraverso l’erogazione di borse di studio per i talenti europei meritevoli.

Infine, il primo pilastro prevede investimenti per il consolidamento delle infrastrutture europee di ricerca. Il secondo pilastro, “Sfide globali e competitività industriale”, si incentrerà su sei cluster tematici per affrontare le sfide sociali più significative a livello globale e per rafforzare le capacità industriali e tecnologiche europee. In questo contesto, il Centro comune di ricerca, il servizio scientifico interno della Commissione, sosterrà i policymakers europei e nazionali attraverso prove scientifiche indipendenti e consulenza tecnica specializzata. Il terzo e ultimo pilastro, “Europa innovativa”, mira a rendere l’Unione europea uno spazio all’avanguardia nel campo dell’innovazione scientifica. Attraverso questo pilastro, anche “gli ecosistemi europei dell’innovazione saranno potenziati mettendo in collegamento gli operatori regionali e nazionali dell’innovazione”. I progetti di ricerca pioneristici e le innovazioni che possono creare nuovi mercati saranno sostenuti economicamente dal Consiglio europeo per la ricerca, che si assumerà la responsabilità per i rischi elevati, assumendo le vesti di un vero e proprio investitore. L’Istituto europeo di innovazione e tecnologia, poi, faciliterà la collaborazione intraeuropea riunendo i tre poli di “impresa, istruzione e ricerca”.

Un approccio basato sulle missioni

Horizon Europe prevede un approccio del tutto nuovo, basato sulla definizione di specifiche missioni di R&I nell’ambito del secondo pilastro. Ogni missione “opererà come un portafoglio di azioni – come progetti di ricerca, misure politiche o addirittura iniziative legislative – per raggiungere un obiettivo misurabile che non potrebbe essere raggiunto attraverso azioni individuali”. Fino ad ora, sono state individuate cinque missionidai Mission Board nominati dalla Commissione europea. La prima missione sarà dedicata al cancro e si pone un obiettivo assai ambizioso: salvare più di tre milioni di vite entro il 2030. La seconda missione si prefigge, invece, di affrontare il cambiamento climatico, rendendo l’Unione europea il più resiliente possibile alle trasformazioni ambientali e pronta ad accogliere l’innovazione verde.

La terza missione, poi, sarà incentrata sulla salvaguardia degli oceani e dei mari in un’ottica di rigenerazione degli ecosistemi acquatici e di buona gestione delle risorse marine. La quarta missione si concentra sulla lotta all’inquinamento del suolo, sulla salvaguardia della biodiversità e sulla promozione della sostenibilità. Infine, la quinta missione sosterrà le iniziative volte a favorire la transizione verde e il raggiungimento della neutralità climatica, in linea con le priorità del Green Deal europeo. Tutte le missioni, dunque, sono state concepite per affrontare collettivamente alcune tra le più grandi sfide del nuovo millennio e mobiliteranno un gran numero di risorse sia a livello europeo che a livello nazionale. 

I partenariati europei e la cooperazione internazionale nel campo R&I

Horizon Europe, tra le altre cose, ridefinisce lo strumento delle European Partnerships per la ricerca e l’innovazione in un’ottica più strategica. I partenariati europei “riuniscono la Commissione europea e partner privati e/o pubblici per affrontare alcune delle sfide più urgenti dell’Europa attraverso iniziative concertate di ricerca e innovazione”. Questi accordi, dunque, permettono di sviluppare efficaci sinergie tra il settore pubblico e il settore privato, evitando la duplicazione degli investimenti e lo spreco di risorse. Inoltre, Horizon Europe, rispetto al suo predecessore, si apre maggiormente alla cooperazione internazionale e all’associazione di paesi terzi, pur tutelando gli interessi dell’Unione. L’obiettivo è quello di attrarre i migliori talenti e di avere accesso ad una maggiore offerta di soluzioni innovative. 

I commenti dei rappresentanti delle istituzioni europee al lancio di Horizon Europe

Il giorno del lancio di Horizon Europe, da più parti all’interno dell’Unione si è alzata una voce di forte sostegno. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha dichiarato che il nuovo programma europeo “insieme a NextGenerationEU aprirà la strada all’uscita dall’attuale crisi verso un’Ue più giusta, più verde e più resiliente”. Anche la presidenza portoghese di turno del Consiglio dell’Unione europea, che ha organizzato l’evento virtuale per il lancio di Horizon Europe, ha commentato: “È chiaro che con più scienza e con più ricerca e innovazione di qualità, possiamo affrontare meglio la pandemia e preparare il futuro. HorizonEu svolgerà un ruolo chiave nell’affrontare le sfide di oggi e nel costruire un’Europa verde, digitale e sana”.

Infine, la commissaria europea per l’innovazione, la ricerca, la cultura, l’istruzione e la gioventù Mariya Gabriel, tra le principali promotrici del programma, ha espresso il suo entusiasmo verso l’iniziativa in questi termini: “Horizon Europe è uno strumento chiave per guardare oltre l’orizzonte. […] Credo fermamente che insieme possiamo sbloccare il potenziale di innovazione della ricerca e dell’istruzione in Europa. Dovremmo fare di Horizon Europe una leva chiave per promuovere un futuro sostenibile, prospero e inclusivo”.

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