PROGETTO LNG-2, AL VIA LA COSTRUZIONE DELLA SECONDA GASIERA ARC 7 ICE-CLASS

Continua l’efficientamento della flotta di gasiere russe a servizio del progetto LNG-2: avviata la costruzione della seconda gasiera della classe Arc 7.

I lavori nell’artico russo non si fermano, anzi, procedono a ritmo spedito verso l’efficientamento delle flotte di gasiere che lungo la Northern Sea Route trasporteranno gas naturale liquefatto nei mercati asiatici passando attraverso lo Stretto di Bering. Novatek, il colosso del gas russo, accelera sull’implementazione del progetto LNG-2 collocato nella penisola di Gydan a circa 70 chilometri di distanza dal Golfo di Ob, nel quale nasce il progetto LNG, nella penisola di Yamal. Entrambi i progetti sono dedicati all’estrazione e alla commercializzazione di gas naturale liquefatto destinato ai mercati asiatici.

Una componente essenziale nell’implementazione e della portata a pieno regime di questo tipo di progetti sono le gasiere. Al Settembre 2020 ci si attestava al 27% del completamento dei lavori dell’intero progetto, e nell’Ottobre 2020 veniva diffuso il piano relativo alla flotta di gasiere al serivizio del progetto LNG-2: “Arctic LNG 2 entered into long-term charter agreements on six Arc7 ice-class LNG tankers with PAO Sovcomflot and Mitsui O.S.K. Lines, Ltd., with the construction of the Arc7 ice-class LNG tankers to be built at Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering (“DSME”). The Project has successfully completed chartering of the required ice-class tanker fleet when you take into account the previously signed charter agreements for 15 similar LNG carriers to be built at the Zvezda shipyard in Russia.”

Prendendo in considerazione quindi le quindici gasiere per cui erano già stati siglati gli accordi, cui si aggiungono le sei con tecnologia ARC 7 ice-class, siamo ad un totale di ventuno gasiere per il progetto LNG-2. Notizia del 19 Gennaio 2021, Rosneft afferma che la Zvezda (complesso navale ed ingegneristico situato nell’estremo oriente russo) ha già avviato i lavori per la costruzione della seconda gasiera.  Ma quali sono le peculiarità di questa classe di gasiere? 

  • Capacità di circa 170.000 metri cubi di gas naturale liquefatto
  • Capacità dell’unità di propulsione di 45 MW
  • Velocità in mare aperto di 19.5 nodi
  • Velocità in acque con 1.5 m di ghiaccio di 5.5 nodi
  • La gasiera dispone di una prua adatta alla navigazione in mare aperto con uno strato di ghiaccio sottile e la poppa è stata ottimizzata per la navigazione con uno strato di ghiaccio molto spesso.

Per la Russia lo sviluppo in artico resta un’assoluta priorità. I numeri e gli investimenti testimoniano la chiara e decisa direzione che Mosca vuole percorrere da qui ai prossimi venti, trenta anni a livello di politica interna. Ma da Maggio 2021 Mosca guiderà il Consiglio Artico e dovrà conciliare interessi nazionali con la direzione di una piattaforma a stampo multinazionale che promuove azioni sinergiche e condivise.  

Marco Volpe

Ciao a tutti, sono Marco Volpe, analista dello Iari per la regione artica. La mia passione per l’estremo Nord viene da lontano. Mi piace considerarla come il punto di arrivo che ho inseguito per tanto tempo, raggiunto attraverso un percorso iniziato con lo studio del cinese alla Sapienza di Roma, poi alla Beijing Language and Culture University di Pechino e all’Istituto Confucio di Leòn. Gli studi di relazioni internazionali condotti alla University of Leeds mi hanno dato gli strumenti per poi interpetare l’ascesa inarrestabile cinese nell’ordine globale. A quel punto era diventato imprescindibile approfondire il rapporto della Cina con l’ambiente, e il mio sguardo si è allora posato su quell’area remota del mondo ancora apparentemente fuori dai giochi internazionali e dai grandi investimenti, dove la cura per l’ambiente conta più di tutto. Un’area che ovviamente aveva già attirato le attenzioni della lungimirante leadership cinese. E così, tornato a Roma, ho frequentato un master sulla geopolitica artica e sviluppo sostenibile presso la Sioi, focalizzando la mia attenzione sulle mire cinesi nell’area. Il risultato è un pò il punto di arrivo di cui parlavo: collaborare e far parte di think tanks, tra cui lo Iari e l’Arctic Institute, che mi permettono di avere un confronto maturo, professionale ed appasionato sulle vicende internazionali che scandiscono il ritmo delle geopolitica odierna. Un punto di arrivo che è, ovviamente, un nuovo punto di partenza.
Mi sono appassionato alla fotografia quando, durante il mio primo viaggio in Cina, mi trovavo di fronte delle scene e dei volti che non potevo non immortalare. Ciò di cui non posso fare a meno è sicuramente la musica, soprattutto nella sua dimensione live e di festival. Radiohead, Mumford and Sons e National gli artisti che non posso non ascoltare prima di andare a letto.

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