JOE BIDEN: NUOVO CAPITOLO PER LA POLITICA ESTERA VERSO L’AMERICA LATINA?

La nuova presidenza degli Stati Uniti, porta con sé grandi cambiamenti, tra questi, l’approccio alla politica estera verso una regione che il neopresidente ben conosce: l’America Latina. Dopo un’amministrazione fortemente disinteressata nei confronti della regione, si torna con Biden ad un approccio più “tradizionale” dei rapporti tra USA e America Latina, che non entusiasma tutti i leader dell’emisfero sud. Le differenze tra i due presidenti e l’approccio più umani del neopresidente sono nette e ben visibili eppure, eppure tutto l’operato di Trump è andato perduto. 

Il 20 Gennaio 2021 ha segnato l’inizio di una nuova presidenza per gli Stati Uniti d’America. Dopo il mandato del discusso presidente Trump, l’insediamento del democratico Joe Biden porta con se l’inizio di un nuovo capitoloe di nuove prospettive per il futuro della politica americana. 

Tanti sono gli ambiti in cui l’approccio dei due presidenti si differenzia, tra questi, la politica estera che dopo essere stata lasciata come fanalino di coda durante un mandato repubblicano fortemente rivolto alla  politica interna, all’insegna alla slogan “Make America Great Again”, torna timidamente nell’agenda politica di Biden. 

Con il cambiamento del vertice presidenziale, ci si chiede quali cambiamenti ci possiamo attendere, in particolare nei confronti della vicina America Latina. L’approfondimento dei rapporti statunitensi con la regione è di particolare interesse non solo per la prossimità geografica e per la lunga storia che lega le due regioni, ma anche per la netta distanza che si riscontra tra la politica dell’ex presidente Trump, ampiamente disinteressato alla regione, e quella del presidente Biden che, durante il mandato da vice presidente, è stato l’ “uomo di Obama” in America Latina(https://www.internazionale.it/notizie/2021/01/19/biden-america-latina).

L’amministrazione Trump è stata caratterizzata dall’assenteismo nella regione. L’ex presidente si è soffermato in maniera quasi esclusiva sulla questione migratoria e sugli sforzi per tenere i migrati dell’emisfero sud fuori dai confini statunitensi. Il mandato di Biden, politico così influente in America Latina, porterà una prospettiva differente? più in linea con la tradizione USA, che ha sempre giocato un importante ruolo (spesso anche molto discusso) nella regione latino americana. O il predecessore ha tracciato un percorso che influenzerà anche le scelte e le prospettive dell’attuale presidente?

Indubbiamente, come sottolineano molti analisti, l’America Latina di oggi non è quella che Biden ha lasciatodurante la presidenza di Obama: i malcontenti sociali hanno aperto la strada all’affermazione dei populismi che hanno portato profondi cambiamenti nella regione, per non parlare poi della crisi sanitaria portata dal COVID-19 che ha visto una larga diffusione in questa zona del mondo. Tuttavia, è improbabile che il netto cambio di presidenza non abbia conseguenze sulla politica statunitense nella regione(https://www.bbc.com/mundo/noticias-america-latina-55791150).

Le sostanziali differenze tra i due presidenti, infatti, portano già con sé un necessario cambio di approccio nei confronti dell’America Latina

CAMBIAMENTO CLIMATICO: 

Possiamo notare, in primo luogo, il diverso approccio riscontrato nell’ambito dei cambiamenti climatici, con Trump che esce dall’Accordo di Parigi e Biden, che dopo pochi giorni dal suo insediamento, vi rientra. Questa decisione, e il pensiero che ad essa si accompagna, non potrebbe che avere un’influenza sull’America Latina, in cui, negli ultimi anni, complice anche  la mancata interferenza di Trump, sono state fatte scelte di limitato valore ecologico (basti pensare all’accelerazione nel disboscamento amazzonico in Brasile). 

DIRITTI UMANI: 

Inoltre, la presidenza di Biden si presenta come maggiormente interessata al tema dei diritti umani e della democrazia, altre priorità lasciate indietro dall’ex presidente.  Tra i progetti di Biden vi è quello di fare un grande investimento in America centrale per migliorare le condizioni di vita (https://www.dw.com/es/estos-son-los-planes-de-joe-biden-para-am%C3%A9rica-latina/a-56217698). 

Il prezzo da pagare per queste generose elargizioni? La creazione di commissioni anticorruzione nei suddetti paesi. un’ipotesi che non solletica gli animi di molti presidenti dell’area, basti ricordare il pessimo rapporto con la CICIG dell’ex presidente guatemalteco Morales, incriminato per corruzione proprio grazie alle indagini portate avanti dall’organo internazionale. 

IMMIGRAZIONE

Sul tema dell’immigrazione infine, l’approccio di Biden si propone di essere più inclusivo e meno categorico rispetto a quello di Trump, sono stati bloccati i lavori per il muro di separazione tra gli USA e il Messico, tuttavia, in questo ambito, Trump ha lasciato il segno. Per quanto più attento e scrupoloso infatti, anche l’orientamento di Biden sembra improntato su un approccio cauto di fronte ai flussi migratori, soprattutto per paura dell’impatto che un cambiamento radicale e repentino nella loro gestione potrebbe avere sugli Stati Uniti. Biden ha infatti deciso di mantenere gli accordi bilaterali con il Messico (Migrant Protection Protocols) che impongono ai richiedenti asilo di attendere l’esito della richiesta fuori dai confini nazionali. Sulla stessa lunghezza d’onda sono anche gli interventi economici in America Centrale, che hanno come principale scopo quello di garantire ai cittadini un miglior tenore di vita così da incentivarli a non abbandonare il paese d’origine. 

Per riassumere, possiamo dire che la politica di Biden sembra più attenta alla situazione latinoamericana rispetto a quella dell’amministrazione precedente, per quanto la regione sia ben lontana dall’essere una priorità dell’agenda politica del neoeletto presidente (una scelta comprensibile data la situazione sociale e sanitaria degli USA). 

Gli intenti di Biden sembrano rispecchiare un filone più tradizionale dei rapporti tra gli Stati Uniti e l’America Latina, più interventista ed esigente nei confronti della situazione umanitaria e ambientale della regione (https://www.iiss.org/blogs/podcast/2020/11/bidens-foreign-policy-priorities-part-two) . Tuttavia, le impronta del predecessore hanno lasciato una profonda traccia, che Biden non sembra abbandonare del tutto. 

La politica di Biden, con i suoi lontani echi al concetto di America Latina come “giardino di casa”, non è accolta da tutti con favore. Alcuni presidenti latinoamericani hanno particolarmente apprezzato il “disinteresse” di Trump nei confronti dei loro affari interni. E per quanto tutti si siano apprestati a fare le congratulazioni e gli auguri al neopresidente, si prevedono tensioni tra la nuova amministrazione USA e i “nostalgici di Trump” tra i quali annoveriamo senza dubbio il presidente messicano Andrés Manuel López Obrador e il brasiliano Bolsonaro. 

Il nodo che resta da sciogliere, su cui ciascuno è chiamato a riflettere, è la legittimità e l’opportunità dell’interventismo statunitense nei confronti dell’emisfero sud. Una questione antica e spesso dibattuta che il confronto tra gli approcci di queste due presidenze ci dà l’occasione di rispolverare 

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