I SERVIZI DI INTELLIGENCE IN MEDIO ORIENTE

Da Est ad Ovest, i servizi segreti sono per molti versi un mistero. Anche gli stati Medio Orientali hanno i propri servizi segreti, ognuno con le proprie caratteristiche. 

L’Intelligence per la sicurezza Nazionale

Nelle ultime settimane in Italia si è discusso molto della riforma della legge sull’intelligence, ma qual è il nostro livello di conoscenza dei servizi di intelligence? Poiché i servizi di intelligence sono servizi segreti, il modo in cui operano è relativamente sconosciuto, ma se esiste una certezza tra i tanti enigmi che circondano la questione è che i servizi segreti di tutto il mondo sono accomunati da un obbiettivo: quello di fornire indicazioni quanto più accurate possibile ai policymakers ai fini di permettere un’azione repentina e adeguata in relazione a minacce che possano compromettere la sicurezza pubblica e nazionale. A differenza dei servizi di polizia – che solo negli ultimi 15 anni, e solo in alcuni paesi, si sono avvicinati ad un modello di gestione del crimine, noto come intelligence-led policing, rivolto a prevenirlo oltre che a perseguirlo – i servizi di intelligence si sono sempre occupati di minacce future più che di minacce passate o correnti. Infatti, lo scopo principale dei servizi segreti è quello di prevedere eventi, fenomeni e problematiche relative allo stato e alla sua sicurezza. 

Tra i servizi segreti il cui il funzionamento è maggiormente noto, sicuramente spiccano i servizi di intelligence Americani, composti da beni 17 agenzie . Tra queste, la CIA si occupa degli affari esterni e quindi principalmente delle minacce che provengono dagli altri stati, mentre l’FBI è incaricata di rilevare le minacce interne allo stato e di eseguire la pratica del controspionaggio, che ha come scopo quello di salvaguardare e proteggere da azioni di spionaggio da parte di altri stati. Infatti, tutte le nazioni, salvo qualche eccezione, dispongono di servizi di intelligence, seppur di molti di questi sappiamo ben poco. Non esiste un metodo operativo standard che si applichi a tutti: ogni stato sviluppa i propri servizi in base alla propria percezione del rischio ed in base alla propria posizione e strategia geopolitica. Ad esempio, la Cina, che ha interessi economici ampi, negli ultimi anni ha sviluppato notevoli capacità di cyberspionaggio ai fini di sottrarre informazioni industriali agli altri stati. 

I servizi segreti in Medio Oriente

In Medio Oriente, tra i servizi segreti più imponenti spiccano quelli di Israele ed Iran. Il fatto che i servizi più sviluppati siano propri dei due stati più isolati all’interno della regione, fa comprendere come l’intelligence nasca e si sviluppi in relazione alla percezione del rischio della nazione.  Infatti, ponendo il funzionamento delle agenzie a confronto, emergono le differenze relative agli interessi strategici e politici dei due stati. 

In Israele, le principali agenzie sono il Mossad e lo Shin Bet. Mentre il primo si occupa di sicurezza esterna – soprattutto in relazione ai vicini-nemici di Israele – oltre che di antiterrorismo, missioni sotto copertura e condivisione di informazioni, il secondo ha funzioni di sicurezza interna. Le attività dell’intelligence Israeliana hanno una fama storica controversa. Infatti, il Mossad in passato ha eseguito operazioni di cattura e uccisione di nemici in territorio estero. Tra queste, l’Operazione Garibaldi del 1960, attuata per l’identificazione, la cattura e l’esecuzione del fuggitivo nazista Adolf Eichmann, che si nascondeva a Buenos Aires, è una delle più note. Ma vi sono anche in episodi più recenti, come l’uccisione di Hassem Yussuf Zabib e Yasser Ahmed Tzahr, due combattenti di Hezbollah in Libano, per cui si è puntato il dito ad Israele. 

In Iran, il Ministero dell’Intelligence e della Sicurezza (MOIS), anche noto come VEVAK, è nato nei primi anni ‘ottanta con lo scopo di proteggere la Rivoluzione Iraniana. Infatti, ha un mandato di protezione interna fortemente incentrato sulla soppressione del dissenso al regime. Nello stato Islamico dell’Iran, il capo del MOIS deve essere un clerico. Anche l’intelligence Iraniana, come quella Israeliana, commette uccisioni mirate. Inoltre, opera significativamente attraverso la collaborazione con i proxy come Hezbollah, milizia paramilitare nata nel 1982 dallo sforzo iraniano di aggregare comunità sciite Libanesi contro Israele. 

Seppur meno sviluppate rispetto a quelle di Israele ed Iran, anche gli stati Arabi hanno i propri servizi di intelligence – Al-mukhabarat, in Arabo –. Nel più dei casi vi sono collaborazioni e scambi di informazioni tra i servizi degli stati Arabi, in quanto questi condividono una serie di questioni comuni che spaziano dalle minacce poste da altri attori regionali – principalmente Israele ed Iran – al terrorismo e il radicalismo Islamico. 

Tra le cose peggiori che possono accadere ad un’agenzia di intelligence, vi è il fallimento strategico, ovvero il fallimento nel prevedere un attacco nemico o un evento relativo all’interesse nazionale, come, ad esempio, Pearl Harbor e l’11 settembre. Nel contesto Medio Orientale, un fallimento importante è stato causato dall’errore commesso dell’intelligence Israeliana nel non prevedere l’attacco della coalizione Araba con a capo Siria ed Egitto nel 1973 che ha dato inizio alla guerra dello Yom Kippur. Infatti, quest’ultima è nota anche come ‘Guerra del Ramadan’ proprio perché avvenne nel mese del Ramadan Islamico. Essendo un periodo di riposo per gli Arabi, gli Israeliani non previdero un attacco e furono colti di sorpresa. Un esempio più recente di fallimento è quello relativo alla Primavera Araba: difficilmente le agenzie di intelligence medio Orientali avevano previsto l’ondata di rivolte che ha travolto la regione a partire da Dicembre 2011. 

Il rapporto tra Occidente e Medio Oriente

Per le democrazie occidentali, un problema crescente relativo ai servizi segreti è quello che riguarda il rapporto di questi ultimi con l’etica e la trasparenza. Viene da sé che, dovendo operare in maniera segreta, i servizi non possono operare in maniera cristallina e mostrare le proprie pratiche ai cittadini. Tuttavia, essendo i cittadini i finanziatori delle agenzie statali, negli ultimi anni sono cresciute le preoccupazioni relative all’ottemperanza dei servizi di intelligence non solo alle leggi nazionali e internazionali, ma anche alle norme etiche e di protezione della privacy del cittadino.

Questo conflitto tra efficienza ed etica è il dilemma principale che riguarda i servizi occidentali, mentre nei regimi autoritari le libertà civili tendono ad essere limitate anche al di fuori del contesto di intelligence. Pertanto, quando i servizi segreti Occidentali si trovano a collaborare con i servizi segreti di paesi come la Siria, il Pakistan o l’Afghanistan dove la tutela dei diritti umani è debole, spesso rischiano di compromettere la propria reputazione. Binyam Mohamed, ad esempio, fu catturato dalla CIA nel 2002 in Pakistan poiché sospettato di terrorismo. Fu spostato poi in Afghanistan e in Marocco, dove ha dichiarato di essere stato soggetto a tortura prima di essere trasferito nella prigione di massima sicurezza di Guantanamo Bay. 

Lucrezia Ducci

Nata a Roma, classe 1998, è appassionata della sicurezza internazionale in tutte le sue sfumature da quando l’ha approcciata durante un semestre di scambio presso l’École de Gouvernance et Économie de Rabat, in Marocco. Da sempre vive per alcuni mesi l’anno in Tanzania, dove svolge attività di volontariato per l’associazione Gocce d’Amore per i Bambini dell’Africa. Dopo essersi laureata a pieni voti in Politics, Philosophy and Economics presso la LUISS di Roma con una tesi in diritto internazionale sul conflitto nel Sahara Occidentale, si è immatricolata nel programma magistrale in Security and Risk Management presso la University of Copenhagen, durante il quale ha approfondito i critical security studies e condotto ricerca sulla sicurezza ambientale e lo sfruttamento delle risorse in aree di conflitto, sui conflitti protratti e il peacebuilding, sulla politica identitaria e sulla comunicazione politica in contesti di emergenza. Ha svolto stage formativi presso il Ministero della Difesa, il Center for Near and Abroad Strategic Studies e l’associazione The Bottom Up. Attraverso la collaborazione con think tank come lo IARI e il The International Scholar analizza e scompone problematiche attuali, per spiegarle al pubblico rispondendo in maniera semplice a domande complesse come “Qual è la relazione tra sicurezza ambientale e conflitti?”, “Perché la pirateria è legata allo sfruttamento delle risorse marittime?” etc. Nonostante strizzi l’occhio alle politiche globali, le sue aree geografiche di specializzazione, anche in relazione alle sue esperienze personali, sono il Medio Oriente e l’Africa. Inoltre, Lucrezia è appassionata di equitazione e scuba diving, viaggia frequentemente per studio e per impulso, ama approfondire nuove culture e fare hiking nei posti più disparati. Per lo IARI è caporedattore dell’Area Difesa e Sicurezza.

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