L’AMBIZIOSO LAVORO DI BIDEN E KERRY: TAGLIARE LE EMISSIONI

“Con Joe Biden gli Stati Uniti tornano nel Paris Agreement e sono pronti a recuperare sul clima con forza ed umiltà”.

In un video messaggio durante il Climate Adaptation Summit del 25 gennaio scorso, John Kerry si è dichiarato orgoglioso del ritorno degli Stati Uniti all’interno del Paris Agreement, sottolineando l’assenza degli ultimi anni del Paese e la volontà di rimediarvi. Kerry ha affermato che l’attuale amministrazione è al lavoro sull’analisi dei dati climatici per comprendere e gestire meglio i rischi legati al clima, aumentare il flusso di finanziamenti verso iniziative di adattamento e resilienza e promuovere una maggiore collaborazione a livello istituzionale. 

Joe Biden ha nominato l’ex Segretario di Stato John Kerry come inviato speciale per il clima, che, già in qualità di Segretario di Stato sotto l’ex presidente Barak Obama, aveva definito il cambiamento climatico “the world’s most fearsome weapon of mass destruction”, sottolineando molto spesso la vitalità della cooperazione per contrastare le emissioni di gas serra. 

Tale scelta riflette l’impegno di Biden ad affrontare il cambiamento climatico e la lotta alle emissioni come una questione urgente di sicurezza nazionale posta al centro della politica estera. Biden ha infatti firmato una serie di ordini esecutivi progettati per affrontare il cambiamento climatico, incluso un nuovo divieto di trivellazioni energetiche. Gli ordini mirano a congelare nuovi contratti di locazione di petrolio e gas su terre e acque federali, di avviare una revisione delle locazioni energetiche esistenti e di raddoppiare l’energia eolica prodotta in mare entro il 2030. 

Chiara Ferro

Attualmente ricopro il ruolo di Junior Political Researcher presso la Parliamentary Assembly of the Mediterranean. Sono laureata in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario con menzione alla carriera presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Politica ed Economia dell’Ambiente e correlazione in Geopolitica Economica sul futuro delle risorse idriche legate al caso studio della Grand Ethiopian Renaissance Dam. Con IARI, collaboro con l’associazione inglese “Cop26 and beyond” analizzando nelle mie analisi gli impatti del cambiamento climatico su ambiente e società. La curiosità e la ricerca scientifica sono state determinanti nello sviluppo del mio forte interesse per la geopolitica dell’ambiente e delle risorse energetiche. Tra le mie passioni rientrano la geografia, lo studio delle civiltà antiche, prime su tutte l’antico Egitto e l’antica Grecia, e la degustazione di birre artigianali in giro per il mondo.

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