IL RUOLO DEL GOVERNATORATO DI AL-ANBAR PER L’ECONOMIA IRACHENA

Data la vulnerabilità della struttura economica irachena, ulteriormente indebolita dalla duplice crisi – sanitaria e petrolifera – dello scorso anno, i progetti di sviluppo economico del governatorato di al-Anbar acquisiscono un ruolo chiave. 

Le dinamiche politiche, economiche e securitarie che hanno interessato l’Iraq negli scorsi anni hanno incrementato la fragilità economica del Paese. L’Iraq è ancor oggi altamente dipendente dagli introiti petroliferi che, secondo i dati della Banca Mondiale, ammontavano nel 2019 a circa il 96% delle esportazioni, 92% delle entrate di bilancio e 43% del PIL. 

Problematiche legate alla crisi politica e alla pandemia da Covid-19 hanno ulteriormente indebolito la struttura economica irachena. La mancanza di una leadership – frutto delle difficoltà incontrate nella formazione di un nuovo governo a seguito delle insurrezioni popolari e delle dimissioni di al-Mahdi – ha comportato dei ritardi nell’approvazione del budget di stato per il 2020. Di conseguenza, almeno durante le prime fasi di emergenza sanitaria, il governo ha continuato ad implementare le spese statali in base al budget del 2019. D’altro canto, solo alcuni mesi prima lo scoppio della pandemia, il 90% del budget provvisorio del paese per il 2020 si prospettava derivasse dalle esportazioni di petrolio con un calcolo basato sui 56$ per barile. È evidente, dunque, che lo shock del mercato petrolifero assieme all’interruzione dei commerci internazionali per limitare la diffusione del coronavirus hanno avuto effetti deleteri per un paese dall’economia poco diversificata e ancora eccessivamente dipendente dal settore petrolifero.

Le drastiche ripercussioni economiche del Covid-19 in Iraq sono da aggiungersi a debolezze e fragilità insite nel sistema economico del Paese e in particolare: all’eccessiva nazionalizzazione del sistema economico che, assieme ad un sistema amministrativo complesso, ha determinato un declino del settore privato; debolezza delle infrastrutture e gli alti costi derivati dalla guerra con i terroristi del Daesh; fragilità delle istituzioni finanziare; cattiva gestione della cosa pubblica; settore bancario inefficace. 

È alla luce di ciò che i programmi di sviluppo del governatorato di al-Anbar potrebbero acquisire un’importanza fondamentale per la ripresa economica del Paese. Secondo la Commissione per gli Investimenti dell’Iraq il governatorato in questione presenta opportunità di investimento maggiori rispetto alle altre provincie, favorito dalla forte coesione sociale che lo caratterizza e dalla relativa stabilità delle vicinanze della città di Ramadi; fattori che hanno facilitato la costituzione di un’atmosfera “business-friendly”.

Si prospetta che tali progetti – volti alla ricostruzione del governatorato, danneggiato dagli scontri contro i combattenti dell’ISIS di cui è stato teatro in virtù della sua posizione strategica ai confini con la Siria – possano facilitare la creazione di posti di lavoro favorendo la diminuzione del tasso di disoccupazione.

Con un tasso di povertà crescente – dai 2.7 ai 5.5 milioni di iracheni potrebbero diventare i “nuovi poveri” aggiungendosi ai 6.9 milioni di cittadini già presenti al di sotto della soglia di povertà – l’implementazione di suddetti progetti di crescita economica, se accompagnati dalle adeguate riforme strutturali, potrebbero costituire un importante primo step per la ripresa economica del Paese.

Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

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