XI JINPING: L’UOMO DI DAVOS

Il Presidente ricorda le posizioni cinesi su temi chiave nella governance globale concentrandosi sul ruolo del multilateralismo.

La scorsa settimana, per la precisione il 25 gennaio, il Presidente Xi Jinping è intervenuto al World Economic Forum di Davos, svoltosi da remoto in questa edizione, con un discorso intitolato “Che la torcia del multilateralismo illumini il cammino dell’umanità”. Le parole di Xi, considerate da alcune testate nazionali un manifesto carico di tensione verso “l’occidente”, possono essere lette come una sintesi e una riaffermazione di tutti i valori a cui la Cina di Xi ha dichiarato adesione negli ultimi otto anni.

In primis, come il presidente già fece nel corso delle sue dichiarazioni nel 2017, sempre al WEF, viene sottolineato un impegno convinto nel sostegno del multilateralismo e dell’inclusività sia politica, sia istituzionale. Xi ha ammonito che l’imposizione di sanzioni, le interruzioni alle catene di approvvigionamento e il paventato “decoupling” non sono rimedi a potenziale impatto positivo sulla comunità internazionale. I loro effetti saranno solo la creazione di divisioni ancora più profonde, che potrebbero sfociare in scontri diretti.

La Cina ribadisce il suo appoggio al G20, come forum multilaterale adatto a guidare la governance globale grazie alla partecipazione di rappresentanti di interessi e condizioni socioeconomiche diverse rispetto al ristretto gruppo del G7. Sempre in ambito diplomatico, Xi ha evidenziato la necessità di preservare la centralità delle Nazioni Unite, unica vera organizzazione internazionale, rigettando quella forma di “multilateralismo selettivo”, ossia la pratica di stringere accordi da un ristretto gruppo di stati, indicato come non in linea con le preferenze di Pechino. 

Per quanto concerne l’economia globale, Xi ha ricordato come lo sviluppo economico dovrà essere stabile, strutturato, con un occhio al futuro e attento alle necessità dei paesi in via di sviluppo. Da qui l’appello per la chiusura del gap tra paesi sviluppati e in via di sviluppo che dovranno accedere ai frutti della prosperità delle economie più avanzate. Allo stesso tempo, i paesi in via di sviluppo (di cui la Cina è ancora parte dal punto di vista di PIL pro capite) cercano risorse per la crescita e una voce nell’assetto della governance globale. Qui il discorso di Xi vuole sottolineare come la Cina sia una guida, un protettore e un rappresentante per tutti questi paesi in sedi internazionali. 

Xi non ha mancato di evidenziare come le differenze tra paesi, storie, culture e sistemi politici non debbano essere causa di conflitti o intervento negli affari interni altrui, ma, al contrario, uno stimolo per comprendere meglio le rispettive caratteristiche e dar luogo ad una efficace cooperazione. Il conflitto, sia esso economico, tecnologico o militare, dovrà essere evitato. Non potendo isolare il suo intervento dall’emergenza sanitaria in corso in Cina e in tutto il mondo, Xi ha ricordato come Pechino sostenga ardentemente l’Organizzazione Mondiale della Sanità e sia intervenuta concretamente per aiutare i paesi più colpiti dalla pandemia. 

Nel complesso, il discorso del Presidente ha rappresentato un’occasione per ribadire le posizioni del paese su temi al tavolo della governance globale e avvertire le controparti che la pandemia non potrà essere usata come scusa per isolare, o distaccarsi da Pechino. In questo senso, la spinta verso una rafforzata presenza cinese nei fora internazionali è la dimostrazione che il paese vuole partecipare sempre più alle decisioni politiche, economiche e sanitarie che avranno impatto su Pechino e sulla sua rete di alleanze.

Annalisa Mariani

Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lioho capito che l'aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. QuelPartito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho decisodi studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China eGlobalizzazione al King's College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso / proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportivae mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, sonoo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completo le persone sotto ogni punto di vista echesia l'unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.

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