LA MAGGIORANZA DEMOCRATICA IN SENATO SI CHIAMA STACEY ABRAMS

Il 5 gennaio i ballottaggi in Georgia per il Senato sono stati vinti dai democratici. L’elezione ha assegnato la maggioranza al Congresso al partito democratico. Stacey Abrams è una delle principali responsabili di questa vittoria e il partito democratico per questo le dovrebbe molto.

Il partito democratico consegna al Presidente appena entrato in carica la maggioranza sia alla Camera che al Senato. Quest’ultimo sarà composto, per i prossimi due anni, da 50 deputati democratici e 50 repubblicani: l’ago della bilancia sarà la Vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris. Una maggioranza risicata certo, ma che comunque permetterà alla nuova presidenza di approvare molti atti che, nel caso in cui i ballottaggi in Georgia fossero stati vinti dai repubblicani, non sarebbero nemmeno entrati in discussione.

I due nuovi senatori della Georgia, entrati formalmente in carica il 20 gennaio 2021, sono i primi democratici eletti nello Stato dopo molti anni: si tratta di Jon Ossoff e Raphael Warnock, che sarà il primo senatore afroamericano eletto in Georgia. Queste elezioni, svoltesi perché al primo turno nessuno dei candidati aveva raggiunto il 50% delle preferenze e per la legge statale ciò implica lo svolgimento di ballottaggi, hanno visto 4 milioni di elettori alle urne, numeri record per questo genere di tornate. Tale affluenza è spiegabile osservando la composizione del voto: afroamericani e popolazione urbana si sono recati alle urne in modo molto più massiccio che in passato.

Cosa c’entra Stacey Abrams con tutto questo? L’avvocato e attivista Stacey Yvonne Abrams fu tra gli animatori e primi promotori del New Georgia Project e successivamente fondatrice del Fair Fight Action, organizzazioni che si battono contro la soppressione del voto e le pratiche di esclusione dalle urne delle minoranze. La Abrams nel 2010 venne nominata portavoce dei democratici presso la Camera della Georgia e nel giro di pochi anni divenne il primo riferimento di tutte le principali battaglie politiche dei democratici nello Stato e non solo. Stacey Abrams era il simbolo degli elettori senza voce, che fossero essi afroamericani o bianchi, nativi o ispanici, travalicando le opinioni politiche e i partiti: la battaglia che incarnava era diventata prima di tutto il pieno riconoscimento della voce di tutti i cittadini. 

Nel 2018 Abrams fu la candidata democratica alle elezioni governative della Georgia, diventando la prima donna afroamericana a ricevere una nomina di questo tipo negli Stati Uniti. Perse contro il repubblicano Brian Kemp, all’epoca uno dei governatori più vicini a Trump. Stacey Abrams accusò il suo avversario, che aveva vinto con uno stacco percentuale minimo, di aver ottenuto la vittoria grazie alla soppressione del voto e, all’indomani di quelle elezioni, riprese con ancora maggior vigore le attività della sua neonata Fair Fight Action. La forza del progetto è stata proprio questa, renderlo attivo anche dopo e al di là delle campagne elettorali. 

Questi sforzi iniziarono a rendere contendibili partite elettorali che per i democratici non lo erano mai state. La forza della Abrams sta nella capacità di coinvolgere, e registrare al voto, anche moltissimi elettori bianchi residenti nelle aree più povere, molti dei quali non avevano mai votato, allontanati ed esclusi dalla politica dello Stato da generazioni. I suoi sforzi hanno trovato pieno riscontro nell’incredibile aumento dell’affluenza alle urne. Ciò ha reso possibile per Joe Biden conquistare i grandi elettori della Georgia alle elezioni presidenziali, cosa che non accadeva ad un democratico dai tempi di Bill Clinton nel 1992. 

Nonostante la vittoria dei democratici alle presidenziali, la battaglia al senato appariva combattuta, i candidati del partito repubblicano erano forti nei sondaggi ed effettivamente la vittoria è sopraggiunta per i loro avversari con pochi punti percentuali di scarto. L’elezione di Warnock ha riportato alle cronache una parte importante della storia del Paese poiché il neo senatore è il reverendo della chiesa Ebenezer Baptist di Atlanta, celebre per essere stata quella di Martin Luther King. Jon Ossoff è invece un regista di 33 anni, che vanta come padre politico John Lewis, il leader del movimento per i diritti civili degli anni ‘60/’70. 

I due senatori rappresentano un cambio di rotta inedito per la Georgia, coronamento di un percorso intrapreso da circa un decennio da una parte del partito democratico dello Stato. Sono decine di migliaia gli elettori che negli ultimi anni si sono registrati nelle liste elettorali, arrivando a mezzo milione di nuovi votanti nel solo 2019. L’obiettivo di Stacey Abrams è registrare tutti i cittadini di colore idonei e non ancora registrati in Georgia entro la fine del decennio. Che si tratti di una svolta ormai irreversibile è presto per dirlo, certo è che senza gli sforzi della democratica georgiana oggi Biden probabilmente non avrebbe la maggioranza al Congresso. Il partito democratico le deve molto ed è certo che di lei sentiremo ancora parlare per molti anni.

Costanza Spera

Costanza Spera, classe 1994, nata e cresciuta a Perugia. Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Perugia, ha presentato una tesi mirata all’evoluzione del concetto di sicurezza interna, dalla Linea Maginot all’US Patriot Act. Sin dalla laurea triennale, conseguita anch’essa con lode a Perugia, nutre un profondo interesse per la politica statunitense.
Ha svolto un Master presso la SIOI di Roma in “Protezione strategica del Sistema Paese, Cyber Intelligence, Big Data e Sicurezza delle Infrastrutture Critiche”, per il quale ha realizzato una tesi sull’evoluzione del terrorismo suprematista bianco e di estrema destra grazie ad un’analisi di Open Source Intelligence. Svolge, da gennaio 2021, un tirocinio presso la CONFITARMA di Roma.
Ha un diploma in programmazione informatica in linguaggio Python, si è occupata di cooperazione internazionale ed è da sempre attiva nel mondo dell’associazionismo, della politica e del teatro ed ha anche lavorato presso case circondariali umbre come tutor per gli studenti detenuti iscritti all’università.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “USA e Canada”.

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