BRASILE, POLITICA ESTERA: BILANCI ED ASPETTATIVE

Dalla lotta al ‘globalismo’, al fenomeno del ‘Great Reset’ fino ad un programma a difesa della democrazia sono i temi che il Ministro degli Esteri brasiliano Araújo affronta nell’ultimo articolo del suo blog ‘Metapolítica 17’.

Ernesto Araújo, che riveste l’incarico di Ministro degli Esteri del Brasile, ha pubblicato recentemente nel suo blog personale ‘Metapolítica 17’ un lungo e controverso articolo intitolato ‘Per un reset conservatore-liberale’ in cui tira le somme di ciò che è stato il 2020 e di ciò che auspica per il 2021 in ambito geopolitico e di politica estera brasiliana. 

2020 e la ‘geopolitica globalista’

Per il cancelliere brasiliano nel 2020 molte cose sono risultate più chiare, partendo dal fatto che per lui esiste un’enorme lotta nel mondo tra la libertà e la dignità umane da un lato, e dall’altro le ideologie, i gruppi di interesse, le associazioni e le attitudini contrarie a tutto ciò che è contrario a questi valori. Il mondo è costituito da una fitta rete di correnti interconnesse: i mass media, il narco-socialismo (ovvero quel socialismo che è in grado di sopravvivere a lungo termine), la corruzione, il crimine organizzato, il cosiddetto ‘sistema intellettuale politicamente corretto’, il ‘climatismo’ (ovvero l’uso della questione climatica come strumento di controllo economico), la questione razziale (ovvero un programma della società basato sui principi della razza). E ancora: il ‘covidismo’ (una isteria biopolitica usata come meccanismo di controllo), il terrorismo, il multilateralismo antinazionale (la distorsione e manipolazione del sistema multilaterale composto dagli organismi internazionali), l’ideologia di genere, ‘l’abortismo e trans-umanismo’, la ‘cristofobia’, l’elitismo transnazionale, i gruppi di supermilionari e il marxismo di mercato o neo-maoismo.

Questa fitta rete viene denominata dall’esponente del governo Bolsonaro ‘globalismo’, ovvero quella globalizzazione economica catturata dal marxismo, nata quando la globalizzazione capitalista si è consegnata al comunismo, al marxismo di Gramsci, della Nuova Sinistra, della Rivoluzione Culturale (sia occidentale, sia cinese). Un fenomeno che vede attualmente il ‘modello maoista’ come sua maggiore espressione. Il 2020 è l’anno in cui il progetto globalista, un complesso progetto anti-libertà, ha iniziato a mostrarsi, divulgando nel mondo il concetto ‘Great Reset’ e l’idea di ricostituire un ‘ordine mondiale liberale’, ma è anche l’anno nel quale molte persone nel mondo si sono rese conto della scelleratezza di questo progetto. 

2021 e il nuovo programma conservatore di difesa della democrazia 

Per Araújo il 2021 rappresenta l’anno in cui si dovrà continuare a studiare e combattere il fenomeno del globalismo e il concetto di Great Reset, l’anno in cui si dovrà cercare di capire le forze in azione nel mondo per riuscire a difendere e promuovere gli interessi dei brasiliani. Per questo motivo, il Ministro degli Esteri del Brasile propone un vero e proprio programma di difesa della vera democrazia, basato su libertà e dignità per l’uomo, rivolto in particolare a coloro che si definiscono democratici, liberali e in pro dell’umanità ma che in realtà si fanno corrompere dal globalismo.

Fondamentale, secondo l’esponente del governo Bolsonaro, sarà il rispetto alla nazione, cuore pulsante della libertà e delle aspirazioni dell’uomo, il rispetto alle libertà fondamentali sancite nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e il rispetto del popolo, senza screditare quei leaders di destra che vengono molto spesso definiti populisti, quando in realtà sono semplicemente popolari perché amano il popolo, lo rispettano e lo difendono.

Sarà necessario studiare e capire da dove vengono le minacce alla democrazia, contribuire ad un’economia mondiale che possa dar supporto ai paesi democratici e possa ostacolare, invece, quelli non democratici (cosa che al giorno d’oggi non sta succedendo). Aiutare a far sì che l’economia capitalista sia a favore della democrazia, della libertà e della dignità umana e non a favore del controllo sociale totalitario, aiutare a far sì che le nuove tecnologie diventino uno strumento di democrazia e non di controllo sociale, dove il mondo virtuale possa essere un grande internet delle persone, che non siano solamente un insieme di dati ma possano scambiarsi sentimenti e idee.

Importante sarà smettere di criticare la religione ed evitare che gli organismi multilaterali siano manipolati, per i propri interessi, da attori non democratici, promuovendo gli ideali di libertà e democrazia a livello internazionale. Il Cancelliere brasiliano inoltre affronta il tema della salute e dello sviluppo sostenibile sostenendo che il mondo non deve focalizzarsi su questi temi globali che non hanno nulla a che vedere con la libertà, ma sono solo uno strumento alla mercè degli interessi degli antidemocratici. Non esistono soluzioni globali per far fronte a queste questioni, perché i veri problemi globali necessitano soluzioni pro-democratiche, a favore della libertà e dell’umanità. Risulterà necessario ricondurre la libertà di espressione al centro del dibattito, perché molte volte i mass media vengono manipolati e diventano uno strumento di censura, molte volte con la scusa di combattere le fake news si incentivano attacchi alla libertà di espressione.

E per attuare questo programma a favore della democrazia e libertà sarà imprescindibile il ruolo delle destre conservatrici, di cui il Ministro degli Esteri del governo Bolsonaro è un convinto esponente. Il sistema internazionale ‘liberale’ che si è creato negli ultimi anni è un sistema che in realtà promuove il totalitarismo, mentre per garantire un mondo democratico è necessario, invece, un ordine internazionale basato sul conservatorismo. Il conservatorismo significa libertà individuale in equilibrio con la salute della comunità, meno Stato e più Nazione, la tutela delle libertà fondamentali, il rispetto delle lotte e sentimenti delle generazioni passate, l’amore per le tradizioni, per la famiglia, per la patria, lo sviluppo di un pensiero basato sulla costante ricerca della verità, il rispetto della lingua e della religione, l’equilibrio tra ragione e sentimento, la consapevolezza che non tutta la conoscenza è razionale e che non tutta la verità è scientifica. 

Nel 2021 il Ministro Araújo, che riceve l’appoggio di Bolsonaro ma perde sempre più sostegno a livello nazionale ed internazionale, prevede dunque di continuare ad implementare una politica estera di carattere conservatore ed auspica che vi possa essere un nuovo Reset in cui, a livello internazionale, il liberalismo e il conservatorismo possano andare a braccetto per garantire insieme libertà e democrazia. 

Nicole Bruttomesso

Nicole Bruttomesso è analista e membro della redazione geopolitica dello IARI, scrive per la sezione “America Latina” occupandosi principalmente di geopolitica sudamericana.

Nicole Bruttomesso is an Italian political analyst and member of the editorial staff of the Institute of International Relations Analysis (IARI). She writes for the Latin American section, focusing mainly on South American geopolitics.

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