LA NATO NEI BALCANI

Per la prima volta l’ammiraglio Burke è in visita a Belgrado e Sarajevo per rimarcare l’impegno della NATO nell’area Balcanica.

Il 2020 si è chiuso con l’incertezza sul futuro militare serbo considerata la temporanea assenza di impegni internazionali per quanto concerne le esercitazioni congiunte tra gli stati. A tal proposito, il 21 gennaio 2021, il Presidente della Repubblica di Serbia Aleksandar Vučić ha incontrato l’Ammiraglio Robert Burke, Comandante del Comando delle Forze congiunte alleate a Napoli, con il quale ha discusso delle forme di cooperazione tra Serbia e NATO nell’ambito della politica di neutralità militare della Serbia.

Vučić ha sottolineato che, oltre al fatto di essere un membro del programma “Partnership for peace” della NATO da quindici anni, è stato stabilito un dialogo regolare tra i rappresentanti della Serbia e i funzionari delle strutture politiche e militari dell’alleanza che si è rafforzato nel tempo, attraverso la comprensione e la fiducia reciproca. Considerato che il Comando delle forze congiunte della NATO a Napoli è responsabile anche della KFOR, è stato inevitabile non affrontare l’argomento.

A riguardo Vučić ha affermato che i membri di quella missione hanno un ruolo importante nel mantenimento della pace e della stabilità, nonché nella protezione dei serbi e di altre comunità non albanesi in Kosovo e Metohija. Ha inoltre sottolineato l’importanza dei progetti di cooperazione scientifica e tecnologica, nonché dell’interazione in altri settori, soprattutto nel campo della protezione civile e delle situazioni di emergenza, all’interno delle quali la Serbia ha ospitato la più grande esercitazione NATO mai organizzata nel 2018 con circa 2.000 partecipanti da diversi paesi membri e partner della NATO.

Nella conversazione è stata sottolineata l’importanza della partecipazione dell’esercito serbo alle missioni internazionali dell’ONU e dell’UE, che contribuisce alla pace e alla stabilità in diverse parti del mondo. Il presidente Vučić ha inviato i saluti al segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e lo ha ringraziato per la sua disponibilità ad ascoltare e comprendere le opinioni della Serbia. L’ammiraglio Burke ha sottolineato che la NATO valuta la Serbia come suo partner e rispetta la sua neutralità militare. Ha menzionato un numero significativo di attività congiunte organizzate e pianificate, che contribuiscono anche alla disponibilità dei membri dell’esercito serbo. Inoltre, ha sottolineato l’importanza della Serbia per la pace e la stabilità nella regione. 

In occasione della visita a Belgrado e Sarajevo, Burke, ha rilasciato un’interessante intervista al portale CFSP.rs nella quale ha sottolineato che il partenariato, la stabilità e la sicurezza dei Balcani occidentali sono importanti per la NATO, così come lo sono in Europa. Aggiunge che è importante cercare sempre modi per rafforzare la partnership e la cooperazione. In merito alla politica della NATO nella regione, Burke ha affermato che l’Alleanza ha da sempre adottato la politica della porta aperta e pertanto mira a rafforzare la stabilità e migliorare la cooperazione. “I nostri uffici a Sarajevo, Belgrado e Skopje promuovono il dialogo politico e realizzano una cooperazione pratica in un’ampia gamma di settori. Questi includono tra l’altro: la riforma delle forze, delle strutture e delle istituzioni di sicurezza nazionale; formazione e rafforzamento delle capacità, con l’obiettivo di rendere le forze militari di questi paesi più capaci di operare a fianco delle forze alleate (in missioni ed esercitazioni a guida NATO), smaltimento sicuro di armi obsolete, risposta alle emergenze naturali, e infine la cooperazione scientifica ”, sottolinea Burke.

Nonostante il clima disteso in alcuni estratti dell’intervista si percepisce l’intenzione di mantenere lo stesso distacco da Serbia e Kosovo al fine di mantenere aperto il dialogo tra i due stati. L’ammiraglio Burke afferma che un Kosovo stabile è di fondamentale importanza per la stabilità e la sicurezza nella regione, che è stata una priorità della NATO per più di due decenni, altrettanto rimarca che il mandato delle Nazioni Unite per la nostra missione di mantenimento della pace KFOR – che deriva dalla risoluzione 1244 del 1999 del Consiglio di sicurezza dell’ONU – rimane invariato, pertanto la NATO non ha intenzione di cambiare o ridurre la sua missione in Kosovo.

Parlando della cooperazione con la Serbia, afferma che la KFOR ha stabilito canali di comunicazione diretta con il capo di stato maggiore dell’esercito serbo, il generale Milan Mojsilović. Burke ha sottolineato che la NATO sta addestrando soldati serbi per missioni internazionali di mantenimento della pace e in 20 anni ha investito 20 milioni di euro affinché la Serbia distruggesse 230 tonnellate di munizioni obsolete. Inoltre, la Serbia e la NATO hanno lavorato insieme per formare medici militari iracheni, fornendo supporto alle forze armate irachene, e hanno anche una cooperazione scientifica a lungo termine attraverso il programma “Science for Peace and Security” dell’Alleanza.

Nonostante sia stata marcata più volte la qualità di questa partnership, ponendone in risalto la durata, la stabilità e la trasparenza con la quale si mantiene è altrettanto vero che viene evidenziato il rispetto che la NATO  nutre verso la Serbia e la politica di neutralità militare mantenendo così un distanza “di sicurezza”.L’ammiraglio Robert Burke era in visita ufficiale a Belgrado per la prima volta da quando ha assunto la carica di Comandante del Comando delle forze congiunte alleate a Napoli

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