DOPO LA DISCORDIA È IL MOMENTO DELLA COOPERAZIONE PER LA TURCHIA E L’ARABIA SAUDITA

Da sempre le relazioni tra Arabia Saudita e Turchia oscillano tra la cooperazione e l’alleanza e l’inimicizia e la diffidenza. È possibile che le recenti discordie siano superate da una rinnovata alleanza.

Da sempre le relazioni tra Arabia Saudita e Turchia oscillano tra la cooperazione e l’alleanza e l’inimicizia e la diffidenza. Seppure inizialmente i rapporti fossero pacifici – essendo, entrambe le potenze, interessate al mantenimento di un clima stabile in seno alla comunità internazionale – da un decennio a questa parte si è assistito ad un crescendo delle tensioni. 

Il deterioramento delle relazioni Turchia-Arabia Saudita è legato, in primo luogo, alle Primavere Arabe del 2011, a causa del sostegno fornito da Ankara a gruppi politici vicini alla Fratellanza Musulmana nella speranza di facilitare la costituzione di governi ideologicamente in linea con il partito di orientamento islamista al potere in Turchia. 

Successivo motivo di discordia è stata la crisi del Golfo iniziata nel giugno 2017 quando Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto e Bahrain hanno deciso di interrompere le proprie relazioni diplomatiche con il Qatar. La decisione è stata seguita da un insieme di 13 richieste in cambio di una rimozione delle sanzioni economiche e diplomatiche contro il paese. Tra queste l’interruzione di qualsiasi legame con la Fratellanza Musulmana e di porre fine ai finanziamenti a favore delle organizzazioni designate come terroristiche dagli stessi paesi del GCC.

Infine, ulteriori complicanze ci sono state a seguito dell’assassinio di Jamal Khashoggi.

Le tensioni hanno influenzato le dinamiche geopolitiche regionali e hanno avuto conseguenze nell’arena siriana – caso in cui il “Quartetto arabo” ha normalizzato le proprie relazioni con Bashar Al-Assad mentre Erdogan ha reiterato il proprio supporto ai ribelli – e libica – con la Turchia che offre il proprio sostegno al GNA e le monarchie del Golfo che sostengono le forze del generale Haftar.

Nello scorso anno, inoltre, la discordia ha comportato un calo nei commerci tra le due potenze. Seppure la pandemia da Covid-19 abbia avuto un ruolo preponderante nell’ostacolare le relazioni commerciali tra Ankara e Riyad, l’animosità aveva già in precedenza manifestato i sui effetti in ambito economico: già in epoca pre-Covid-19, infatti, nonostante la Turchia risultasse essere tra i 12 più grandi partner commerciali del Regno del Golfo, si era assistito a un graduale declino dei commerci bilaterali, con un calo dei legami turistici pari al 17%. 

Tuttavia, i recenti sviluppi riguardo gli equilibri geopolitici regionali, in particolare la fine della crisi del Golfo e la piena ripresa dei rapporti diplomatici in seno al GCC, potrebbero favorire una normalizzazione dei rapporti tra Arabia Saudita e Turchia. 

rapporti commerciali con Riyad risultano fondamentali per la ripresa economica turca, alle prese con un considerevole deficit di bilancio. D’altro canto, nonostante i rapporti turchi con l’Iran, antagonista regionale dell’Arabia Saudita per eccellenza, e la vicinanza ideologica di Erdogan alla Fratellanza Musulmana, Ankara non è più percepita come un rivale in ambito regionale – grazie anche ai passi indietro effettuati dalla Turchia quanto alle indagini sul gas nel Mediterraneo orientale. 

Inoltre, elemento non meno importante è la presidenza Biden e gli obiettivi esteri di quest’ultima. Si prospetta, infatti, un allentamento delle tensioni tra Washington e Teheran. Pertanto, un avvicinamento saudita alla Turchia può essere facilmente letto in chiave “anti-iraniana”. 

Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from MEDIO ORIENTE DAILY