PROTESTE PRO-NAVALNY IN RUSSIA: LA CINA COME REAGISCE?

La posizione cinese riguardo le manifestazioni nella vicina Russia evidenzia un fronte comune contro un nemico e a supporto di un determinato tipo di opposizione politica.

Il giorno 23 gennaio si sono tenute a Mosca e in altre città russe proteste a supporto di Alexei Navalny, il noto oppositore del presidente Putin, di cui non occorre ripetere la biografia. Nel corso delle manifestazioni, le cui numeriche relative alla partecipazione sono assai diverse in base alle fonti considerate, sono stati arrestati più di 3000 partecipanti.

Il ministero degli esteri russo ha incolpato l’ambasciata statunitense a Mosca di interferenza nelle manifestazioni, considerate affari interni. In particolare, le accuse rivolte al corpo diplomatico americano riguardano messaggi pubblicati sui social media contenenti orario e posizione degli eventi, interpretati quindi come a favore delle proteste. Secondo Mosca, questi messaggi sarebbero comunque destinati a fallire nell’intento di legittimare le manifestazioni.

Come ha reagito Pechino alle proteste e alle accuse rivolte al generico “occidente” dei vicini russi?   Un editoriale del Global Times lascia intravedere la posizione ufficiale cinese, che lascia pensare ad una percezione di una sorte comune tra Mosca e Pechino, paesi soggetti alla continua interferenza in affari interni da parte di governi estranei ai fatti. 

Il Global Times, giornale vicino al Partito Comunista Cinese, sottolinea la contrarietà di USA e UE agli arresti e alle scene di dispersione delle proteste svoltesi a Mosca. Pechino replica ricordando agli americani come, considerato l’assalto a Capitol Hill, questi non siano nella posizione ideale per criticare altri paesi in nome di democrazia e diritti umani. Supportare proteste antigovernative in altri paesi, mentre si reprimono manifestazioni interne dello stesso tipo, rappresenterebbe un ulteriore prova dei “doppi standard” espressi dagli USA. Ricordiamo che l’espressione “doppi standard” è tra gli elementi retorici usati più di frequente da Pechino e indica un sistema di critica o approvazione di determinati fatti, basato non su motivazioni ideologiche, come il rispetto dei diritti umani, ma animosità politiche con il paese in questione.

Un passaggio interessante nell’editoriale del Global Times riguarda l’ammissione dell’esistenza di un’opposizione in Russia, definita anche come inevitabile, e utile all’Occidente per portare avanti l’avversione contro Mosca. Pechino riconosce il movimento di protesta, ma giudica efficace il metodo usato dai vicini russi per arginare l’opposizione, ossia disseminare sentimento antiamericano per poi collegare i due movimenti. In questo modo, la popolazione non crederà alle figure anti-Putin, perché fortemente critica delle posizioni USA. Pechino si dice sicura che la popolazione supporti fermamente il presidente russo, un garante della sicurezza e del ruolo di primo piano nel paese sulla scena internazionale. 

Proseguendo, i giornalisti del Global Times, definiscono la Russia come un paese non autoritario, che ospita un sistema multipartitico, in cui l’opposizione è riconosciuta legalmente. Ricordiamo che anche la Cina è, a livello costituzionale, un sistema multipartitico, in cui accanto al Partito Comunista Cinese, espressamente incaricato di guidare la popolazione, sono riconosciuti altri otto partiti. Queste forze politiche, non di opposizione, ma di fatto alleate del Partito, sono note come “vasi di fiori”, ad indicare la funzione del tutto accessoria. 

In conclusione, Pechino dimostra vicinanza a Mosca, sia per quanto concerne il metodo di gestione dell’opposizione politica, sia nell’ accusa di interferenza in affari interni rivolta alle forze occidentali. Pechino e Mosca ritrovano quindi una vicinanza ideologica e una giustificazione alle reciproche politiche, attraverso l’individuazione di uno, o un gruppo di nemici comuni. 

Annalisa Mariani

Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lioho capito che l'aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. QuelPartito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho decisodi studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China eGlobalizzazione al King's College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso / proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportivae mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, sonoo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completo le persone sotto ogni punto di vista echesia l'unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.

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