L’AMERICA LATINA CELEBRA LA PRESIDENZA BIDEN

Il 20 gennaio Biden è divenuto il 46° presidente degli Stati Uniti d’America. Vediamo come è stato celebrato dai suoi omologhi latinoamericani. 

Pochi giorni fa, il 20 gennaio 2021, Joe Biden è divenuto il 46° presidente degli Stati Uniti d’America.
La peculiarità dell’evento, celebrato in assenza di pubblico e di personalità politiche importanti (ad eccezione dei rappresentanti di Camera e Senato) – dovuta alle forti restrizioni messe in atto per contrastare il Corona Virus – non ha impedito agli Stati Uniti ed al resto del mondo di festeggiare a distanza l’inaugurazione della nuova amministrazione Biden – Harris.

L’arrivo del nuovo inquilino della Casa Bianca è stato celebrato anche da molti capi di Stato, in particolare dai leader latinoamericani.  Carlos Alvarado, presidente del Costa Rica, ha dato il bentornato al multilateralismo, ringraziando Biden per aver reintrodotto gli Stati Uniti nell’Organizzazione Mondiale della Sanità (ritiratisi con Trump nel luglio 2020) e nell’accordo di Parigi sul clima (usciti lo scorso novembre sempre per volere dell’ex presidente). 

Anche il presidente cileno Sebastián Piñera ha twittato un messaggio per Biden, ricordandogli le importanti sfide che lo attendono e aggiungendo che “democrazia, libertà e diritti umani non conoscono frontiere”.  L’elemento chiave del discorso tenuto dal neopresidente durante la cerimonia di insediamento – l’unità – ha colpito anche il leader colombiano Ivan Duque. Riallacciandosi all’unità americana, infatti, quest’ultimo ha invitato “a creare obiettivi comuni in mezzo alle differenze”.

Dall’Argentina, Alberto Fernández ha augurato buona fortuna a Joe Biden e Kamala Harris, dicendosi convinto che con l’avvento della nuova amministrazione i rispettivi Paesi rafforzeranno il vincolo che li lega. Un duplice messaggio è arrivato invece dal Venezuela dove è ancora in corso la battaglia di legittimazione tra Nicolás Maduro e Juan Guaidò. Il primo, si è detto desideroso di migliorare le relazioni con gli USA attraverso la costruzione di un rapporto di rispetto e riconoscimento reciproco (Trump, come il resto della Comunità internazionale non ha riconosciuto l’elezione di Maduro) chiedendo al nuovo governo di voltare la pagina. Da parte sua, Guaidó spera di continuare la collaborazione con il nuovo esecutivo statunitense e “lavorare in alleanza per la difesa della democrazia”. 

 L’ingresso nello Studio Ovale di Biden è stato celebrato anche dai capi di Stato di Messico e Brasile, gli unici due Paesi a non aver riconosciuto nell’immediato il risultato delle elezioni svoltesi  a novembre 2020 – visti gli ottimi rapporti di cui godevano con lo sconfitto presidente Trump. Dal Messico, Andrés Manuel López Obrador, dopo aver atteso che si risolvessero “tutti i problemi legali connessi all’elezione” si è detto in sintonia con tre obiettivi di Biden, ovvero attenzione alla pandemia, riattivazione dell’economia e la necessità di un nuovo piano di immigrazione. “Non dobbiamo dimenticare che 38 milioni di messicani vivono e lavorano negli Stati Uniti”.

Il brasiliano Jair Bolsonaro, nonostante abbia basato la propria politica estera sull’allineamento con Washington e sperasse in una rielezione di Trump, ha salutato Biden ricordando che il rapporto tra il Brasile e gli Stati Uniti è “di lunga data, solido e basato su alti valori”. Nel suo passato da vicepresidente al fianco di Barack Obama Biden ha rapppresentato l’uomo chiave in America Latina ed ora i presidenti della regione sperano che, nonostante i molteplici problemi a cui il nuovo leader dovrà far fonte, il suo interesse per il vicinato non diminuisca.  

Giorgia D'Alba

Sono Giorgia e per IARI mi occupo di America Latina.
Nata a Lecce nel 1995, ho conseguito con il massimo dei voti prima la laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e successivamente la laurea magistrale in Scienze Internazionali presso l’Università di Torino. Ho studiato a Lisbona e a Buenos Aires ed ho partecipato ad un progetto di ricerca presso l’Istituto Sociale del Mercosur in Paraguay.

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