IL GOVERNO DI PEDRO SÁNCHEZ VERSO IL RILANCIO DELL’INDUSTRIA MILIARE SPAGNOLA?

Lo scorso 18 dicembre, Indra e Thales, due dei principali colossi europei nel settore della Difesa, hanno stipulato un memorandum d’intesa (MoU) per offrire congiuntamente un sistema di comunicazione tattica di nuova generazione alle Forze Armate spagnole.

Determinata a rinnovare le infrastrutture nazionali esistenti, la Spagna ha deciso infatti di sostituire il suo Joint Tactical Radio System (JTRS) con una versione più recente.

Il nuovo sistema di comunicazione tattica permetterà all’esercito spagnolo di mantenere la sovranità tecnologica sulle comunicazioni militari strategiche, migliorando allo stesso tempo l’interoperabilità delle Forze Armate, in primisdurante le missioni internazionali.

Secondo quanto riportato dalle due aziende leader nel settore della tecnologia, il sistema di comunicazione proposto si baserà sulla famiglia di prodotti radio SYNAPS di Thales che verrà potenziato dal software radio SRD di nuova generazione sviluppato in comune con Indra. Quest’ultimo software garantirà alle truppe la possibilità di trasmissioni veloci, sicure e flessibili con gli alleati.

In aggiunta a quanto sopra esposto, l’esperienza operativa e tecnica delle due compagnie permetterà alle stesse di supportare le Forze Armate spagnole durante tutto il ciclo di vita del sistema. 

In un contesto quale quello attuale dove la superiorità nei conflitti spesso dipende dall’efficienza delle trasmissioni e delle comunicazioni, il software (SDR) costituisce un fattore chiave per il successo degli eserciti nei moderni teatri di battaglia assicurando sia la rapidità sia la sicurezza degli scambi di informazioni

Come si legge nella dichiarazione congiunta delle due compagnie, l’intesa siglata e la risultante sinergia tra le due aziende apporterà significativi vantaggi reciproci: “(…) rafforzando il portafoglio di soluzioni di Indra e consolidando l’impronta industriale di Thales nel settore della difesa in Spagna”.

In aggiunta a quanto sopra, occorre menzionare che il memorandum d’intesa è stato siglato pochi giorni dopo la consegna da parte di Indra del secondo elicottero NH90 Full Mission Simulator (FMS) all’esercito spagnolo, un velivolo da trasporto militare multiruolo.

Per comprendere a fondo la rilevanza del nuovo accordo, occorre fare un passo indietro ed analizzare brevemente sia la spesa militare spagnola sia le politiche di difesa introdotte dal Paese recentemente.

La Spagna, come molti altri Paesi europei, è stata spesso accusata di non far fronte alle proprie spese di difesa e sicurezza come pattuite nel quadro della NATO. Il 5 settembre 2014, in occasione del summit NATO in Galles, i 28 leader dell’Alleanza decisero infatti di invertire la tendenza al calo dei bilanci della difesa, concordando di raggiungere l’obiettivo di spendere almeno il 2 per cento del loro prodotto interno lordo nel settore della difesa e della sicurezza e di destinare almeno il 20 per cento delle loro spese agli investimenti (inclusi R&S) entro e non oltre il 2024.

In particolare, il paragrafo 14 della Dichiarazione del Vertice del Galles osserva che: “Gli alleati la cui attuale quota del PIL spesa per la difesa è inferiore a questo livello dovranno:

  • fermare qualsiasi calo della spesa per la difesa;
  • mirare ad aumentare la spesa per la difesa in termini reali con la crescita del PIL;
  • puntare a muoversi verso la linea guida del 2% entro un decennio, con l’obiettivo di raggiungere i loro obiettivi di capacità della NATO e di colmare le carenze di capacità della NATO.”

Sebbene nel paragrafo 34 della Dichiarazione del Vertice di Varsavia (2016) si legga che “In soli due anni, la maggior parte degli Alleati ha arrestato o invertito il calo delle spese per la difesa in termini reali (…)”, la Spagna fa ancora parte dei due terzi dei Paesi membri della NATO che non hanno ancora raggiunto l’obiettivo di spendere il 2 per cento del proprio prodotto interno lordo per la difesa.  In particolare, gli anni successivi alla Grande Recessione del 2008 sono stati complessi per il settore della difesa, con una diminuzione della spesa militare totale spagnola del 32% tra il 2008 e il 2015. 

Nonostante la Strategia nazionale di sicurezza del 2017  (Estrategia De Seguridad Nacional 2017) riconosca nel suo preambolo che “La sicurezza è un pilastro fondamentale in una società aperta e democratica come quella spagnola, ed è una condizione indispensabile per la sua prosperità e per il suo sviluppo”, ad oggi, la spesa militare di Madrid ammonta infatti al 1,16 per cento nel PIL nazionale.  Il grafico e la tabella sotto riportati, estrapolati rispettivamente dal documento della NATO “Spese per la difesa dei paesi NATO (2013-2020)” e dal Financial Times, rivelano come la Spagna non abbia mai raggiunto entrambi gli intenti pattuiti in Galles nel 2014.

Alla luce di quanto sopra evidenziato, si può sostenere la tesi secondo la quale il memorandum d’intesa tra Indra e Thales costituisca il primo passo verso un risolutivo rilancio dell’industria miliare spagnola?  

Il 27 ottobre 2020, il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato il disegno di legge sul bilancio dello Stato per il 2021, che sarà discusso ed eventualmente approvato dal Parlamento. Secondo le stime del disegno della legge finanziaria, la spesa pubblica complessiva per il 2021 ammonterà a 236,3 miliardi di euro. Il disegno di legge prevede, oltre ad un aumento del 75 per cento della spesa pubblica devoluta al sistema sanitario rispetto all’anno precedente, un incremento del 4,7 per cento del budget della Difesa per il 2021. Il portafoglio del Ministro della Difesa, Margarita Robles, ammonterebbe a 9.072 milioni di euro. Si tratterebbe dunque di un aumento di 418,53 milioni di euro rispetto al precedente bilancio della Difesa secondo i dati del Progetto di bilancio generale dello Stato (PGE), illustrato lo scorso ottobre dal Ministro delle Finanze, María Jesús Montero, al Congresso.

Secondo quanto si legge dal documento, la dotazione finanziaria destinata ai Programmi Speciali di Modernizzazione militare sarà di 2.341,5 milioni di euro, con un aumento del 7,5 per cento rispetto allo scorso anno.  I sopraccitati programmi includono ventiquattro progetti tra i quali lo sviluppo e l’acquisizione dell’aeroplano da trasporto Airbus A400M, del sottomarino classe S80, del velivolo multiruolo NH90 Full Mission Simulator (FMS), dell’Eurofighter Typhoon e, tra altre cose, della classe antisommergibile BONIFAZ (o classe F110) di fregate pesanti. 

Di fronte al prospetto del sopraccitato bilancio di difesa, l’organizzazione ombrello spagnola di ONG per lo sviluppo, “La Coordinadora”, ha pubblicato un documento con proposte ed emendamenti simbolici per aumentare la spesa per lo sviluppo nel progetto di bilancio generale dello Stato per il 2021 a discapito del bilancio del Ministero della Difesa. Risultato di complesse trattative soprattutto tra i due membri della coalizione di governo progressista composto dal PSOE socialista e l’Unidas-Podemos di sinistra, il bilancio dello Stato è stato infine approvato dal Congresso il 3 dicembre con il voto favorevole di 188 su 350 membri del Parlamento.

Il Presidente del Governo spagnolo ha scritto su Twitter: “Il Congresso dà il via libera a #PGE2021, il bilancio più innovativo e sociale per rispondere alla peggiore crisi di un secolo. La Spagna dice addio a un’altra epoca e va decisamente avanti verso un futuro di progresso. Grazie a tutti coloro che hanno messo le mani sul volante per far avanzare il Paese.”  Il bilancio passerà al Senato per essere oggetto di dibattito e di eventali emendamenti, prima di tornare al Congresso per l’approvazione finale.

Sebbene l’approvazione della legge di bilancio da parte del Congresso garantirà de facto alla coalizione esecutiva spagnola una legislatura stabile, ad oggi sembra improbabile che il governo di Pedro Sánchez riesca avviare nei prossimi quattro anni un processo che porti la Spagna a raggiungere nel 2024 gli obiettivi pattuiti durante il Vertice di Galles (2014). 

Nonostante questo, la coalizione sembra aver intuito che rimanere indietro in materia di difesa ha gravi conseguenze, sia per i rischi che questa politica comporta, sia per le opportunità economiche che vengono sprecate, e sembra aver compreso che l’industria spagnola deve compiere un salto sia qualitativo sia quantitativo sulla capacità di investimentoper promuovere l’economia della difesa del Paese e la sua immagine all’estero. 

Illustrativo di questa epifania è stato il sopraccitato memorandum d’intesa siglato da Indra e Thales.  La sinergia tra le due aziende combina infatti la volontà spagnola di mantenere la propria sovranità tecnologica sulle comunicazioni militari strategiche con un solido piano industriale per il rilancio dell’industria nazionale, permettendo a Madrid di potenziare la competitività sul mercato internazionale, di ottimizzare la specializzazione dell’industria spagnola, di supportare l’occupazione sostenibile, tutelando al contempo il know-how tecnologico dello Stato. 

Costanza Pestarino

Costanza Pestarino. Studentessa del Master di Sicurezza Internazionale presso l'Università SciencesPo(Parigi) con concentrazioni in Europa e Rischi Globali.Nata a Genova nel 1997, ha conseguito la laurea triennale in Politica, filosofia e Economiapresso la Luiss Guido Carli (Roma). Nel 2018, ha trascorso il programma di scambiobilateralea Mosca presso Università Nazionale di Ricerca Scuola superiore di economia (Высшая Школа Экономики). Questo periodo le ha permesso di migliorare la conoscenza della lingua russa e di frequentare corsi mirati nel campo della sicurezza internazionale e delle relazioni UE-Russia.

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