TORNA LA PACE NEL GOLFO, CRESCE LA PREOCCUPAZIONE IRANIANA?

IL 5 Gennaio 2021 si è tenuto il 41esimo summit del Consiglio della Cooperazione del Golfo (GCC) nella città Al Ula, in Arabia Saudita. Nel summit i leader del Golfo hanno firmato un accordo di “solidarietà e stabilità” per porre fine alla spaccatura diplomatica creatasi tra il Qatar e gli altri paesi del GCC iniziata nel giugno del 2017. La “pace fatta” nel Golfo dovrebbe far preoccupare l’Iran?

Cos’è il GCC?

IL Consiglio di cooperazione degli stati del Golfo Persico è un’Organizzazione internazionale regionale, fondata alla fine degli anni Ottanta, unisce sei stati del Golfo tra i maggiori produttori di petrolio mondiale. Le sei Monarchie del Golfo che compongono il GCC sono: Arabia SauditaBahrainEmirati Arabi Uniti (EAU), OmanKuwait e Qatar. Questi stati sono uniti, in primis, da interesse economici (essendo loro i maggiori produttori petroliferi del pianeta), ma anche da molti tratti sociali, linguistici e religiosi, tutti difatti a maggioranza sunnita. Il Consiglio viene istituito su input di Arabia Saudita e Stati Uniti, che attuano fin da subito politiche contro il “vicino scomodo”, l’allora appena nata Repubblica Islamica dell’Iran. Nel corso degli anni gli azionisti maggioritari del Consiglio, Arabia Saudita e EAU, hanno spinto per una maggiore integrazione tra i Paesi, compromettendo i rapporti che alcuni di essi avevano con l’Iran

La Crisi

Lo stato del Qatar, vista la propria prossimità alla repubblica islamica e la condivisione con quest’ultima di depositi di gas naturale, non ha mai accettato politiche che potessero compromettere le loro relazioni diplomatiche. Proprio per questo motivo alcuni degli stati del GCC, tra questi Arabia SauditaEmirati Arabi Uniti Bahrein insieme all’Egitto hanno imposto nel 2017 un embargo contro il Qatar, interrompendo le relazioni diplomatiche e commerciali con Doha accusandola di essere troppo vicina a Teheran e di appoggiare gruppi islamici radicali sostenendo così il terrorismo. Essenziale fu l’appoggio, inaspettato, del presidente statunitense Donald Trump, che – nell’ambito del suo complessivo riavvicinamento all’Arabia Saudita e allontanamento dall’Iran – diede a gli stati il “via libera” per isolare il Qatar. Alla rottura delle relazioni diplomatiche seguì anche un blocco aereo, navale e terrestre, durante l’embargo l’Arabia Saudita chiuse l’unico confine di terra con il piccolo emirato e, cosa più importante, il “Quartetto” stilò una lista di tredici richieste, soprattutto di politica estera, che il Qatar avrebbe dovuto rispettare per poter ripristinare i rapporti amichevoli con gli altri stati. Il Qatar anche se colpito da un embargo molto duro negli ultimi 3 anni non si è mai piegato alle richieste dei quattro stati, facendo vacillare gli equilibri interni del GCC.

Negli ultimi mesi sembra che finalmente sia arrivata una svolta e che sia possibile instaurare un dialogo tra le due fazioni, difatti il Quartetto ha revocato le sanzioni imposte sul Qatar, Doha in risposta ha bloccato tutte le azioni legali contro Arabia Saudita, EAU, Bahrain ed Egitto. Questo grazie anche alle pressioni esterne esercitate dall’emiro del Kuwait Nawaf Al-Ahmad Al-Jaber Al Sabah e del nuovo presidente degli Stai Uniti Joe Biden. L’ufficialità della fine dell’embargo è avvenuta il 5 Gennaio 2021 durante il 41esimo summit del Consiglio della Cooperazione del Golfo (GCC) nella città Al Ula, in Arabia Saudita.

Tra i leader del GCC c’è la voglia di superare il rancore maturato in tutti questi anni, la scelta stessa di organizzare l’evento in Arabia Saudita – e non a Manama (Bahrein) come inizialmente programmato – sembrerebbe indicare di un accordo informale tra i vari membri del GCC nel cedere all’Arabia Saudita il ruolo di leadership nella fase di riconciliazione con il Qatar. Cruciale è stato l’abbraccio tra i due leader, quello saudita e quello qatariota, entrambi muniti di mascherina, unico contatto fisico concesso all’interno del vertice che si è tenuto durante la pandemia di Covid-19. Nel summit i leader del Golfo hanno firmato un accordo di “solidarietà e stabilità” per porre fine alla spaccatura diplomatica creatasi tra il Qatar e gli altri paesi del GCC. Tra i principali obiettivi del summit rientra una maggiore cooperazione che possa ripristinare la crescita economica della regione molto colpita dalla pandemia su questo piano.

Cosa significherà per l’Iran la pace fatta nel Golfo Persico?

L’Iran sta seguendo da vicino le vicende che coinvolgono il Qatar e gli stati del GCC, dopotutto l’embargo imposto era stato causato proprio dal legame che l’emirato stava sviluppando con la repubblica islamica. Nonostante il blocco le relazioni tra i due stati sono cresciute notevolmente, alla fine del marzo 2020 quando l’Iran era già diventato il paese più colpito dalla pandemia di Covid-19 il Qatar ha cercato di facilitare l’arrivo di aiuti economici tramite l’ONU. La pace fatta nel Golfo Persico dovrebbe, quindi, far preoccupare la repubblica islamica? Secondo Al-Jazeera l’Iran non deve temere che il riavvicinamento tra i paesi del GCC ed il Qatar possa influenzare le sue relazioni bilaterali con l’emirato, anzi si sospetta che il legame tra i due paesi possa crescere anche dopo la revoca del blocco.

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