PECHINO 2022: LA PARTITA DI XI JINPING

I Giochi saranno una vetrina d’eccezione per mostrare i successi della sua Cina. Il tentativo di boicottaggio internazionale e la pandemia fermeranno questa iniziativa?

Il 18 gennaio, durante una visita il centro sciistico nazionale del distretto di Yanqing, a Pechino, il presidente Xi Jinping ha espresso fiducia nel successo dei Giochi Olimpici di Pechino 2022. Le Olimpiadi, che si terranno dal 4 al 20 febbraio 2022, saranno, a detta di Xi, un trampolino di lancio per portare la Cina sul palcoscenico dei giochi sportivi internazionali. Il presidente ha aggiunto che la popolazione ha dato grande supporto spirituale e morale nello sforzo di preparazione per le Olimpiadi 2022.  

Le Olimpiadi saranno a Zhangjiakou, provincia dello Hebei e a Pechino. La vaccinazione potrà diminuire i rischi associati all’evento. Xi ha promesso che la Cina ospiterà un evento di grande successo, nonostante cluster di virus e le dichiarazioni di boycottaggio.

Le Olimpiadi, assegnate nel 2015 a Pechino e Zhangjiakou, località nello Hebei per cui passa un tratto iconico della Muraglia Cinese, faranno della capitale la prima città ad ospitare sia i giochi estivi, svoltisi nel 2008, sia i giochi invernali. Pechino 2022 rappresenta una seconda occasione per mostrare al mondo intero i progressi, i successi e le peculiarità del paese. I Giochi, nelle intenzioni del governo, dovranno essere aperti, inclusivi, trasparenti e sensibili al tema della sostenibilità.

L’attenzione verso l’ambiente è dimostrata dall’uso di tecnologie a zero emissioni, pensate per ridurre il consumo di energia del 40%, nella costruzione di piste di pattinaggio su ghiaccio a Pechino. Inoltre, nell’area di Yanqing, sempre a Pechino, gli alberi situati nel sito di costruzione dei Giochi, circa 30.000 sono stati trapiantati in un’area dedicata, invece che essere abbattuti. 

I giochi sono anche un’occasione per costruire network di cooperazione internazionale. Come espresso dai media nazionali, la Cina offre una grande expertise nella costruzione di infrastrutture, ma non per quanto concerne strutture riservate alla pratica di sport invernali. Prima dell’assegnazione dei Giochi 2022, nel paese mancavano piste da sci conformi agli standard olimpici così come discese per il bob e lo slittino. Per ovviare al problema, la Cina ha chiesto il consulto di esperti stranieri, molti provenienti da Russia e Finlandia, così come fece già per i Giochi del 2008. 

Le Olimpiadi saranno anche, sempre nelle intenzioni ufficiose, una vetrina per mostrare il significato del concetto di buona governance e rispetto di un’ideologia. I giochi dovranno essere corruption-free, un obiettivo raggiungibile grazie a misure di contenimento dei costi e una particolare attenzione verso uno stile frugale. Per rispettare questo impegno, alcune delle strutture che hanno ospitato le Olimpiadi estive del 2008, tra cui lo stadio “a nido d’uccello”, a Pechino, saranno riutilizzate nel 2022.  Ma su questi Giochi, che sembrano un palcoscenico per il successo del sistema Cina, incombono due minacce: il boycotaggio e l’emergenza sanitaria. 

Procedendo con ordine, organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani e politici hanno chiesto il boycottaggio dei giochi, a causa delle violenze perpetrate nello Xinjiang e all’imposizione della legge di sicurezza nazionale a Hong Kong. A settembre 2020, circa 160 gruppi di difesa per i diritti umani hanno inviato una lettera al presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach chiedendo lo spostamento dei Giochi. La pressione sul Comitato Olimpico, secondo i propositori, è necessaria affinché l’organizzazione non ripeta gli errori del 2008, quando, assegnando l’Olimpiade a Pechino, ha implicitamente appoggiato le violazioni dei diritti umani verificatesi in Cina. In risposta, il Comitato prosegue nel caratterizzare i giochi come una sede di scambio e spettacolo sportivo, non un momento di rappresentanza politica. Il presidente Bach ha sottolineato che i Giochi riguardano diversità e unità, non politica e profitto. 

Secondo i critici, invece, le Olimpiadi 2008 sono state usate da Pechino per intensificare pratiche di violenza e repressione, attraverso, per esempio, l’uso massiccio di tecnologia di riconoscimento facciale. Un’altra tattica messa in atto in preparazione ai Giochi del 2008 è stata lo sfratto forzoso di circa 1.5 milioni di abitanti della capitale. Questa misura aveva il duplice obiettivo di liberare aree delle città da destinare alla realizzazione dell’evento e “abbandonare” la popolazione, molto spesso migrante e a basso reddito, alla ricerca di una nuova sistemazione. Considerata la difficoltà nell’ottenere un regolare contratto di affitto per i migranti e i costi di vita che la capitale impone, molti di essi hanno lasciato la città, contribuendo, di fatto, alla selezione della popolazione cittadina. 

Oltre ai timori nel ritrovare queste situazioni di sfratti e uso invasivo di sistemi di sorveglianza,  l’appello al boycottaggio è legato alla clausola, introdotta  dal Comitato Olimpico nel 2017, ma in vigore dal 2024, che richiede alle città ospitanti di impegnarsi nella protezione e nel rispetto dei diritti umani. La pressione, oltre che sul Comitato e su governi internazionali, sarà sugli sponsor, i quali potranno trovarsi a ricevere pressioni da entrambe le parti per lasciare o supportare i Giochi. 

Anche Human Rights Watch, ONG con sede a New York, ha inviato una lettera al Comitato chiedendo una valutazione dei rischi nell’affidare a Pechino l’organizzazione dei Giochi. L’organizzazione cita le limitazioni sulle libertà di stampa, l’incarcerazione degli Uiguri in Xinjiang, l’opacità nella catena di approvvigionamento di prodotti esportati dalla Cina. La richiesta è quella di effettuare due diligence sul rispetto dei diritti umani nel paese e rendere noti i suoi tentativi di evitare che questi abusi siano perpetrati durante la preparazione per i Giochi. Un simile invito, lanciato da avvocati e attivisti cinesi è ancora più esplicito: si chiede al Comitato Olimpico di “stare dalla parte giusta della storia”.

In questo contesto, a gennaio 2021, l’Italia, attraverso la voce del ministro Di Maio, ha assunto una posizione di contrarietà rispetto alle richieste di boycottaggio, avanzate anche da alleati quali esponenti dei governi di Inghilterra, Australia e USA. Di Maio ha espresso supporto nei confronti della Cina in quanto paese ospitante dei Giochi. Allo stesso tempo, Pechino ha promesso di sostenere l’Italia nello svolgimento delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. 

Il secondo rischio legato all’emergenza sanitaria si è acuito in questi giorni, a causa del focolaio di circa 1000 infezioni rilevate in 20 giorni nella provincia dello Hebei, dove è situata la seconda città ospitante, Zhangjiakou. In questo contesto, la vaccinazione di un’ampia fascia di popolazione e il perfezionamento delle misure di prevenzione e controllo, anche nelle aree rurali, saranno i grandi alleati di Pechino per assicurare un sereno svolgimento della manifestazione. Non potendo prevedere la situazione nei paesi di provenienza di atleti ed eventuale pubblico, sarà indispensabile assicurare la massima sicurezza almeno per coloro che già si troveranno in Cina. 

In conclusione, i Giochi del 2022 rappresentano una ghiotta occasione per aumentare il soft power del dragonee guidare l’opinione pubblica, sia domestica, sia internazionale verso un atteggiamento più favorevole verso Pechino. La reputazione e l’eredità di Xi, fortemente legati a questo evento, assicureranno uno sforzo coordinato e comprensivo per il sereno svolgimento dei Giochi. Il cambio al vertice negli USA sarà un’altra carta a favore di Xi, il quale potrà sperare in un’amministrazione guidata dalla razionalità, che non vorrà farsi carico di una missione di boycottaggio internazionale.

Annalisa Mariani

Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lioho capito che l'aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. QuelPartito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho decisodi studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China eGlobalizzazione al King's College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso / proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportivae mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, sonoo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completo le persone sotto ogni punto di vista echesia l'unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.

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