PROGRESSI PER IL PROGRAMMA NUCLEARE IRANIANO. E IL JCPOA?

Alla luce dei progressi concernenti il programma nucleare iraniano degli ultimi giorni, l’avvio di trattative per la ripresa del Jcpoa è ancora possibile?

Kazem Gharib Abadi, rappresentate dell’Iran presso l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, ha annunciatol’avvio di attività di ricerca e sviluppo per aggiornare il combustibile del reattore nucleare di ricerca di Teheran producendo uranio metallo a partire dall’uranio naturale. È questo l’ultimo passo intrapreso dalla Repubblica Islamica sulla strada per l’arricchimento del proprio programma nucleare nel quadro di una politica della massima resistenza adottata in risposta alla politica di massima pressione statunitense e la conseguente imposizione di sanzioni unilaterali da parte di Washington.

La politica dell’amministrazione Trump, lontana dal condurre a una rinegoziazione dei termini del Jcpoa più favorevole agli interessi statunitensi (limitare gli sviluppi del programma missilistico iraniano e ostacolare il ruolo della Repubblica Islamica nell’area Mena), ha comportato un rafforzamento della posizione di Teheran nella regione – grazie al proprio network di alleanze in Libano, Siria, Iraq e Yemen –, un progressivo sviluppo del programma missilistico iraniano e ripetute violazioni del Jcpoa, portando l’Iran ad acquisire delle capacità nucleari ed un know howdifficilmente reversibili.

Nonostante sia Biden che l’Iran abbiano espresso pareri favorevoli quanto a un rinnovato rientro degli Stati Uniti nell’accordo, una piena ripresa delle negoziazioni potrebbe non essere molto semplice. Presumibilmente, complicanzelegate agli Accordi di Abramo, all’ostilità di Israele, alla mancata fiducia nell’amministrazione statunitense che caratterizza oggi gli animi iraniani e le possibili richieste che Teheran potrebbe avanzare al tavolo delle negoziazioni (come il risarcimento per i danni causati dall’uscita unilaterale degli Stati Uniti dal Jcpoa) potrebbero ostacolare la riuscita delle trattative. Ed in effetti l’approvazione dello scorso dicembre di una legge per l’arricchimento dell’uranio fino al 20%, ben oltre il limite del 3,7% consentito dal Jcpoa, ne è la dimostrazione.

Tuttavia, una ripresa delle trattative ed un ristoro della situazione pre-2018 resta possibile in virtù dei vantaggi che tutte le parti coinvolte ne potrebbero trarre. Per Teheran a giocare un ruolo di grande rilievo è la possibile ripresa economica a seguito del ritiro delle sanzioni unilaterali da parte di Washington e la possibilità di aver accesso al prestito di 5 miliardi di dollari richiesto al FMI a marzo 2020. Aspetti di non poco conto data la stagnazione economica e le difficoltà legate alla pandemia da Coronavirus. Per il gruppo P4+1 e gli Stati Uniti la ripresa dell’accordo garantirebbe lo sviluppo di un programma nucleare in Iran per scopi unicamente pacifici e ridurrebbe dunque la minaccia presentata dalla Repubblica. 

Pertanto, data l’importanza strategica dell’accordo è presumibile che trattative di negoziazione saranno presto avviate. Affinché queste vadano a buon fine sarebbe auspicabile che le parti coinvolte stabiliscano in fase di negoziazione una tabella di marcia da seguire in tandem e in modo coordinato così da superare gli ostacoli legati alla maggiore o minore fiducia nella controparte.

Martina Brunelli

Ciao a tutti, sono Martina Brunelli, laureata in Mediazione linguistica e culturale e attualmente laureanda in Relazioni e istituzioni dell’Asia e dell’Africa presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale”. Sono fluente in quattro lingue e la mia voglia di migliorarmi mi ha portata ad approfondire i miei studi a Siviglia (Spagna) e Rabat (Marocco). La mia collaborazione con lo IARI è iniziata ad ottobre 2019 spinta dal desiderio di mettermi alla prova e di comprendere al meglio l’ambiente socio-politico mutevole e dinamico della regione del Medio Oriente e Nord Africa, la macro-area di cui mi occupo nelle mie analisi per lo IARI. Scrivere per questo giovane think tank mi dà la possibilità di coadiuvare i miei interessi per le relazioni internazionali e gli equilibri geopolitici dell’area MENA al mio desiderio di crescita professionale. Mi permette, inoltre, di confrontarmi con un ambiente giovanile ma allo stesso tempo stimolante.

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