GLI ULTIMI DISSIDI DELL’ERA TRUMP

Al tramonto dell’amministrazione Trump, le tensioni sino-americane non accennano a diminuire. Il protagonista, questa volta, è Mike Pompeo.

Negli ultimi giorni dell’amministrazione Trump, le difficili relazioni con la Repubblica Popolare Cinese trovano un nuovo oggetto di discussione. La controversia in questione è la videochiamata intercorsa giovedì 14 gennaio tra l’ambasciatrice americana alle Nazioni Unite Kelly Craft e la premier taiwanese Tsai Ing-wen.

La posizione ufficiale cinese è quella di una ferma condanna per ogni contatto tra alti esponenti di governi nazionali e membri del governo di Taiwan, considerato parte della RPC. Al momento della ripresa delle relazioni diplomatiche ufficiali sino-americane, nel 1979, gli USA si sono impegnati a terminare ogni contatto ufficiale con funzionari dell’isola ribelle di Taiwan, aderendo quindi al principio di una sola Cina, one China policy. Da qui, la condanna ad azioni bilaterali che possano essere considerate un incitamento all’indipendenza di Taiwan, configurandola come un’entità separata con cui intrattenere relazioni commerciali, militari e culturali. 

Ancora il 14 gennaio, in un video pubblicato dalla missione americana alle Nazioni Unite, è stata mostrata l’ambasciatrice Craft mentre, ad un gruppo studenti taiwanesi, affermava il pieno sostegno degli Stati Uniti per un ruolo di primo piano di Taiwan nelle agenzie ONU. In tali sedi vige la One China policy, secondo la quale Taiwan è rappresentata dalla missione della Repubblica Popolare Cinese e non da una divisione distaccata. Un portavoce della missione della RPC alle Nazioni Unite ha commentato le parole di Kelly Craft minacciando gravi conseguenze per gli esponenti politici che violano la sovranità e la sicurezza del paese. L’ambasciatrice Craft sarebbe dovuta volare a Taiwan in questa settimana, prima dell’inaugurazione Biden-Harris. Tuttavia, il Dipartimento di Stato ha annullato tutte le visite dei suoi diplomatici previste per gli ultimi otto giorni dell’amministrazione Trump.

L’accusa alla base di queste tensioni riguarda la posizione di Mike Pompeo, abitualmente qualificato dai media cinesi come il peggior segretario di stato nella storia americana. Xinhua, agenzia stampa ufficiale della RPC, riporta le parole dell’ex premier australiano Kevin Rudd sulle recenti azioni di Pompeo e del suo ministero: “Pompeo sta lanciando una serie di mine alla nuova amministrazione Biden-Harris, gettando benzina sul fuoco nella difficile relazione Cina-USA”. 

Le parole di Rudd e le aspre critiche dei media cinesi hanno aumentato la criticità della questione. Pompeo, infatti, sta affidando a Twitter una lunga serie di post decisamente contrari alle regole della diplomazia. Il segretario, negli ultimi giorni, ha attaccato Pechino su ogni fronte, 5G, questione uigura, libertà di stampa, Mar Cinese Meridionale, ideologia e pressione su Taiwan. In risposta, il Global Times, quotidiano vicino alle posizioni ufficiali del Partito Comunista Cinese, ha definito Pompeo come vittima di un’isteria fisica e psicologica, frutto della presa di coscienza di aver fallito nella sua carriera professionale avendo seguito la corrente trumpiana. Pompeo è anche segnalato come una manifestazione della pazza, estrema ed irrazionale politica condotta verso la Cina dall’amministrazione Trump.

Nel complesso, l’ultima settimana al governo del team Trump ha rappresentato una sintesi del comportamento anticinese manifestato negli scorsi quattro anni. Partendo da una tale situazione di tensione e sfiducia, la nuova amministrazione Biden-Harris avrà il compito di cercare terreno di confronto, dialogo e cooperazione. 

Annalisa Mariani

Mi chiamo Annalisa,classe 96,analista IARI per la sezione Cina.Dopo la laurea triennale in Mediazione Linguistica a Milano,sono partita per la mia amata Cina per un anno di studio avanzato della lingua.Lioho capito che l'aspetto più affascinante del mondo cinese è la politica. QuelPartito unico che si incontra, esplicitamente o non,in ogni discorso, articolo, conferenza e conversazione con gli amici cinesi. Così ho decisodi studiare quel Partito, iscrivendomi al Master in China eGlobalizzazione al King's College a Londra. Negli ultimi tempi ho capito che la mia grande curiosità mi porta sempre a parlare di tutto ciò che è controverso / proibito in Cina; da qui la mia indagine sulla condizione della popolazione uiguranello Xinjiang. Dedico moltissimo tempo, a detta dei miei amici quasi tutto, ad informarmi su ciò che succede in Cina.Sono decisamente appassionata e affascinatada un paese sulla bocca di tutti,ma conosciuto da pochi.Nel tempo rimanente tento di fare attività sportivae mi cimento in esperimenti culinari dai risultati incerti.Sono estremamente curiosa, sonoo viaggiare, assaggiare cibiparticolarie parlare con le persone del luogo. Sono fermamente convinta che il viaggio completo le persone sotto ogni punto di vista echesia l'unico vero modo di interfacciarmi con il meraviglioso mondo in cui viviamo.

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