GLI STATI UNITI VERSO IL GIORNO UNO DI JOE BIDEN

Il 20 gennaio si terrà la cerimonia di insediamento di Joe Biden alla Casa Bianca. Il 46° mandato presidenziale inizierà in una Washington militarizzata e con Donald Trump sotto impeachment. In quale clima assumerà l’incarico il futuro Presidente? Quali saranno le priorità del giorno uno?

L’attacco a Capitol Hill del 6 gennaio ha segnato un punto di frattura nella politica statunitense. Gli occhi di tutto il mondo si sono girati verso Washington realizzando, come mai prima, il livello di polarizzazione politica raggiunto negli Stati Uniti. Le conseguenze politico-legali dei fatti in questione stanno emergendo tra accuse di complicità agli agenti presenti il 6 gennaio nel corso degli attacchi e difesa della gestione tale da aver evitato il peggio. Gli arresti aumentano e il mondo repubblicano continua ad dividersi tra chi difende e chi condanna l’atteggiamento tenuto da Trump relativamente all’attacco al Congresso.

Tra la pandemia che non accenna a fermarsi e la messa sotto impeachment di Trump, Joe Biden inizierà il suo mandato in un clima di fortissima tensione. Per il giorno dell’insediamento la capitale è stata divisa in aree atte a regolarne accessi e movimenti, ponendo in zona rossa a strettissima sorveglianza gli edifici governativi. Le autorità si preparano a possibili attacchi nei prossimi giorni, tanto da prevedere che la fitta recinzione costruita intorno al Campidoglio resti per un tempo indefinito. L’FBI, aspettandosi ulteriori sommosse, ha alzato lo stato di allerta per Washington e per tutte le capitali del Paese. 

Il futuro Presidente ha già dichiarato quali saranno le priorità del nuovo mandato, che inizierà con l’annullamento delle politiche più contestate della presidenza Trump. I primi passi verranno mossi su pandemia, recessione economica, cambiamento climatico e disparità razziali. Il capo staff della Casa Bianca Ron Klain ha dichiarato che il piano di governo prevede da subito il rientro negli Accordi per il Clima di Parigi, l’abolizione del travel ban, che impediva di viaggiare in alcuni Paesi musulmani, l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto per tre mesi in tutta la nazione e l’estensione delle deroghe ai pagamenti dei prestiti studenteschi.

Aiuti alla famiglie, riapertura di scuole e aziende in sicurezza, rafforzamento delle politiche sul piano sanitario e dell’immigrazione, saranno le priorità della nuova presidenza che si è impegnata a stanziare un fondo di quasi due trilioni di dollari per la gestione della crisi. Biden ha dichiarato di voler accompagnare agli investimenti un’inversione nell’approccio politico, ad esempio lanciando una campagna di sensibilizzazione sul tema delle vaccinazioni.

Per quanto riguarda il fronte politico, Trump continua a perdere consensi dal 6 gennaio: l’indice di approvazione per il Presidente è del 34% secondo CNN, il più basso di sempre. Il Presidente è stato messo sotto impeachment tra le critiche di molti repubblicani che accusano i democratici di non aver seguito efficientemente la prassi richiesta e ponendo questioni di metodo, più che di merito, sul processo. Ora il voto è arrivato al Senato, dove serve una maggioranza qualificata, che necessiterà del voto favorevole di almeno 17 repubblicani. Alla Camera la messa sotto accusa per presunta istigazione alla rivolta è passata con 232 voti contro 197: sono stati 10 i repubblicani a votare a favore dell’impeachment.

Donald Trump sarà così il primo Presidente della storia ad aver subito due procedure di impeachment. Il Senato terrà un processo per determinare la colpevolezza del Presidente dopo il termine del suo mandato. Non ci sono precedenti in tal senso ma non vi è alcuna norma atta ad impedirlo. Molti sono i senatori repubblicani che si sono detti possibilisti su un voto favorevole e lo stesso Mitch McConnell, loro leader, ha dichiarato di dover ancora decidere che voto esprimere. Se il Senato decidesse di condannare Trump, seguirebbe quasi certamente anche l’approvazione di alcuni provvedimenti accessori, tra cui quello di interdizione dai pubblici uffici, che impedirebbe a Trump di ricandidarsi nel 2024.

Nonostante i timori diffusi per ciò che potrebbe succedere il 20 gennaio, il problema reale sarà per i mesi e gli anni a venire. Washington sarà difficilmente assediata nei prossimi giorni e nel caso in cui si verifichi un assalto possiamo stare certi che verrà fermato più rapidamente del 6 gennaio. Non è chiaro se il lascito politico di Trump verrà raccolto nel partito repubblicano, in un terzo partito o in movimenti extra-governativi. Quello che è certo è che la nuova amministrazione dovrà darsi molto da fare per dimostrare agli statunitensi che un’alternativa che vada incontro alle loro esigenze è possibile, in un Paese che ha visto quasi 400mila morti per COVID-19 e in cui 85 milioni di persone fanno fatica a sostenere le spese per i beni di prima necessità.

Costanza Spera

Costanza Spera, classe 1994, nata e cresciuta a Perugia. Laureata magistrale con lode in Relazioni Internazionali all’Università degli Studi di Perugia, ha presentato una tesi mirata all’evoluzione del concetto di sicurezza interna, dalla Linea Maginot all’US Patriot Act. Sin dalla laurea triennale, conseguita anch’essa con lode a Perugia, nutre un profondo interesse per la politica statunitense.
Ha svolto un Master presso la SIOI di Roma in “Protezione strategica del Sistema Paese, Cyber Intelligence, Big Data e Sicurezza delle Infrastrutture Critiche”, per il quale ha realizzato una tesi sull’evoluzione del terrorismo suprematista bianco e di estrema destra grazie ad un’analisi di Open Source Intelligence. Svolge, da gennaio 2021, un tirocinio presso la CONFITARMA di Roma.
Ha un diploma in programmazione informatica in linguaggio Python, si è occupata di cooperazione internazionale ed è da sempre attiva nel mondo dell’associazionismo, della politica e del teatro ed ha anche lavorato presso case circondariali umbre come tutor per gli studenti detenuti iscritti all’università.
Membro della redazione geopolitica IARI, scrive per l’area “USA e Canada”.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from USA E CANADA

BIDEN E IL NODO HAITI

Dopo l’omicidio del Presidente Moïse, ad Haiti è scoppiato il caos. Biden si trova davanti ad