ANKARA RILANCIA IL DIALOGO: NUOVO CORSO PER LE RELAZIONI UE-TURCHIA?

Un’agenda positiva con l’UE e colloqui esplorativi con la Grecia: la Turchia inverte la rotta, ma Atene mette in dubbio l’onestà di Ankara

Ricevendo gli ambasciatori europei ad Ankara, in seguito ad un positivo colloquio con la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato la volontà della Turchia di ridare slancio al dialogo e alla cooperazione con i partner europei. “Siamo disposti a elaborare un’agenda positiva con l’Ue e a rimettere le nostre relazioni su un binario giusto. Dobbiamo rendere il Mediterraneo orientale un mare di cooperazione per gli interessi comuni, piuttosto che una zona di concorrenza”, ha dichiarato Erdogan, aggiungendo, inoltre, che la Turchia non ha mai abbandonato l’intenzione di aderire all’Unione europea.

Ankara, dunque, volta pagina e riparte dal dialogo con l’Ue. Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, che il 21 gennaio è atteso a Bruxelles, ha spiegato: “Noi vediamo il nostro futuro in Europa e vogliamo costruirlo insieme”. Tuttavia, per costruire un futuro insieme all’Europa, la Turchia deve prima risolvere le questioni in sospeso con i suoi Stati membri, prima fra tutti la Grecia. 

A inizio settimana, Cavusoglu ha ufficialmente invitato la Grecia a partecipare a fine mese al primo round delle trattative concordate lo scorso settembre. Il 25 gennaio, dunque, si svolgeranno a Istanbul dei colloqui esplorativitra Atene e Ankara per discutere possibili soluzioni su quelli che sono i principali fronti di scontro tra la Grecia e la Turchia: l’attività di esplorazione energetica condotta da Ankara nel Mediterraneo orientale e la delimitazione dei confini marittimi, questioni che riguardano anche la Repubblica di Cipro.

Si tratterà del 61° vertice di questo tipo, dopo quasi cinque anni di stallo dall’ultimo incontro, tenutosi nel 2016 ad Atene. L’invito all’incontro da parte del governo di Ankara si inserisce certamente nella più ampia strategia della Turchia di migliorare le relazioni con l’Unione europea, ma potrebbe costituire un importante punto di svolta nei rapporti tra Ankara ed Atene, determinante per gli equilibri geopolitici del Mediterraneo orientale. 

La Grecia ha confermato che parteciperà all’incontro, ma il ministro degli Esteri greco, Nikos Dendias, non sembra essere fiducioso nei confronti dei possibili risultati dei colloqui. In un’intervista rilasciata al quotidiano greco Kathimerini, il ministro ha espresso le sue perplessità circa l’onestà delle intenzioni di Ankara, spiegando: “La Turchia del 2021 non è la Turchia del 2016, l’anno dell’ultimo round di colloqui esplorativi. La Turchia di oggi è molto lontana dalla Turchia dei primi anni 2000, che mirava all’adesione all’Europa”.

Del resto, pur affermando di voler promuovere le relazioni con l’Ue, la Turchia proseguirà le attività di ricerca di gas nel Mediterraneo orientale fino a giugno, come annunciato con un comunicato emesso a fine 2020, non tenendo conto della condanna europea delle attività unilaterali e provocatorie di Ankara. Alla luce di ciò e in considerazione degli interessi in gioco, al momento sembra auspicabile ma poco probabile che, nel breve periodo, si riesca a trovare una soluzione che soddisfi a pieno le parti, senza sacrificare i diritti di Atene, le prerogative di Bruxelles e le ambizioni di Ankara. 

Vanessa Ioannou

Sono Vanessa Ioannou, classe 1990, analista IARI per l’Europa. Dopo la laurea magistrale in Studi internazionali, conseguita presso l'Università "L'Orientale" di Napoli con una tesi in Relazioni esterne dell'UE, ho lavorato presso una redazione giornalistica, occupandomi di Politica e Esteri, e in seguito ho intrapreso il mio percorso professionale da consulente.
Per lo IARI mi occupo di Europa ed in particolare di Affari europei ed Euro-Mediterraneo. Sono profondamente convinta che per comprendere la realtà che ci circonda sia necessario contestualizzare i fenomeni geopolitici, che non sono mai isolati, ma sempre interconnessi tra loro. Collaborare con lo IARI significa contribuire all’analisi di temi nazionali ed internazionali in un ambiente professionale, giovane e stimolante e mi dà la possibilità di coniugare i miei più grandi interessi: la scrittura e la politica internazionale.

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