DUQUE DENUNCIA LA PRESENZA DI SPIE RUSSIE IN COLOMBIA

Il presidente colombiano Ivan Duque chiede il ritiro dalla Colombia di due funzionari russi. Secondo l’Operazione Enigma i due farebbero parte di un giro di spionaggio.

Poche settimane fa, la ministra degli esteri colombiana Blum ha annunciato la decisione del presidente Ivan Duque di chiedere il ritiro dal Paese di due diplomatici russi accusati di svolgere “attività incompatibili con le disposizioni della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche”. In tale convenzione è riportato che l’immunità di un agente diplomatico cessa nel caso in cui questi abbia agito al di fuori delle sue funzioni ufficiali. 

I due sospettati sono Aleksandr Paristov e Aleksandr Nicolayevich Belosuv, funzionari del Cremlino accreditati come personale dell’ambasciata a Bogotá. Secondo quanto si evince dalle informazioni rese pubbliche, i due alti funzionari facevano parte di un presunto giro di spie che da anni cercava di ottenere informazioni riservate da aziende pubbliche e private, infrastrutture e, soprattutto, dal settore energetico. Queste rivelazioni sono il risultato di una lunga operazione di controspionaggio – Operazione Enigma – scattata nel 2017 dopo alcune segnalazioni del DNI (Dirección Nacional de Inteligencia), che il governo ha deciso di rendere pubbliche dopo aver accertato che non si trattasse di eventi isolati ma di un lavoro sistematico. 

La reazione di Mosca non si è fatta attendere, ed è stata speculare a quella colombiana: è stato chiesto il ritiro di un funzionario consolare colombiano e dell’addetta culturale dell’Ambasciata. In seguito, tramite le dichiarazioni della ministra Blum, il Paese latino americano ha sottolineato che nonostante il succedersi degli eventi la volontà della Colombia resta quella di mantenere salde le relazioni diplomatiche, commerciali e di cooperazione con la Federazione Russa.

In realtà, questo può considerarsi un punto fermo della politica estera colombiana. A prescindere dal governo al potere, infatti, la Colombia ha sempre cercato di mantenere buoni rapporti con l’intera Comunità Internazionale, anche con la Russia – nonostante la “relación especial” che Bogotá intrattiene con gli Stati Uniti. 

Resta da capire il perché di questa operazione di spionaggio ai danni della Colombia. Secondo quanto riportato dalla BBC, le due spie avrebbero lavorato nel Paese per due anni, ottenendo informazioni classificate in cambio di denaro. Tante possono essere le ragioni soggiacenti ad un’operazione di spionaggio. Secondo El Tiempo, il dominio della Russia nel mercato del gas europeo e la sua forza politico-economica potrebbero essere minacciate dal progresso di alcune compagnie petrolifere, come quella colombiana.

Una delle spiegazioni più accreditate, però, vedrebbe i russi lavorare in cerca di informazioni che possano aiutare il governo di Nicolás Maduro, alleato di Putin nella regione ma anche ‘nemico’ di Duque. Tuttavia, non sono state fornite delle prove al riguardo.   Il presidente colombiano ha dichiarato che non verranno fornite ulteriori informazioni pubbliche sull’operazione Enigma ma che il lavoro di quest’ultima continuerà. 

Giorgia D'Alba

Sono Giorgia e per IARI mi occupo di America Latina.
Nata a Lecce nel 1995, ho conseguito con il massimo dei voti prima la laurea triennale in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e successivamente la laurea magistrale in Scienze Internazionali presso l’Università di Torino. Ho studiato a Lisbona e a Buenos Aires ed ho partecipato ad un progetto di ricerca presso l’Istituto Sociale del Mercosur in Paraguay.

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