OGGI ELEZIONI IN UGANDA: OSCURATI TUTTI I SOCIAL NETWORK

Oggi si gioca la partita elettorale in Uganda dopo mesi di gravi tensioni nel Paese. Nelle scorse ore sono stati oscurati tutti i Social Network per volere del Presidente uscente Yoweri Museveni, che guida il Paese dal 1986. 

Secondo alcune informazioni ottenute da Reuters il blocco sarebbe avvenuto attraverso la richiesta delle autorità di bloccare l’accesso ai principali social network come Facebook, Twitter, WhatsApp, Instagram, Skype, Snapchat, Viber e alcuni store di applicazioni.

La decisione è stata giustificata con un’accusa a Facebook, che secondo il Presidente, avrebbe chiuso degli account appartenenti ai sostenitori del suo partito. Facebook ha dichiarato che gli account oscurati fossero collegati al ministero dell’Informazione ugandese ed erano utilizzati per fare propaganda per conto di Museveni. Secondo il social network inoltre molti profili erano falsi ed erano stati creati proprio con il fine di manipolare l’opinione pubblica in vista delle elezioni. 

L’azione appartiene in ogni caso a una strategia ormai ampiamente rodata dalle forze governative ugandesi, fatte di intimidazioni nei confronti dei leader dell’opposizione e continui tentativi di ostacolare gli altri partiti.

Sul piano costituzionale è prevista la presenza di più partiti che possono competere. Tuttavia la competizione si ferma ad un piano apparente. L’opposizione infatti è ostacolata da requisiti di accesso restrittivi e dall’impossibilità di ottenere spazi nei media nazionali.

Museveni oggi sfiderà dieci candidati tra cui Bobi Wine, giovane pop star che ha fatto il salto in politica nel 2017 e che gode di una forte risonanza tra i giovani. Proprio a causa della sua fama la partecipazione di Bobi Wine non è stata accolta positivamente dalle autorità che hanno tentato più volte di arrestare il musicista. 

Risulta invece assente Kizza Besigye, leader storico dell’opposizione che quest’anno ha deciso di non presentarsi.  Secondo gli osservatori la campagna elettorale è stata condotta in modo poco equo e non è stato possibile per l’opposizione organizzare comizi per i propri sostenitori.

Tuttavia, nonostante le azioni repressive attuate dal governo siano note, Museveni gode ancora di ampio consenso, soprattutto nelle zone rurali. Da un lato proprio per le difficoltà dei partiti dell’opposizione di avviare un vero dialogo politico con gli elettori e con il governo, dall’altro perché Museveni ha avuto il merito di attuare diverse riforme sia sul piano economico che sanitario in grado di alleviare in parte e le disuguaglianze e contrastare la diffusione dell’HIV che da sempre affligge il Paese con dati particolarmente allarmanti (360 infettati a settimana nel 2015).

Giusy Monforte

Cari lettori, ho il piacere di presentarmi, sono Giusy Monforte, analista dell’Istituto Analisi Relazioni Internazionali (IARI).
La mia passione per la geopolitica è iniziata a Catania, dove mi sono laureata in Politica e Relazioni internazionali. Successivamente mi sono spostata a Napoli, città che mi ha letteralmente incantata per la sua capacità di restare fedele alle sue radici identitarie pur guardando verso l’Europa. A Napoli ho conseguito una laurea magistrale in Studi Internazionali presso “L’Orientale”, dedicando particolare attenzione al mondo arabo e al diritto islamico, con il fine di inquadrare quest'ultimo nelle scienze giuspubblicistiche. Dopo la laurea ho continuato i miei studi e non ho mai smesso di scrivere: ho collaborato con diverse riviste di geopolitica.
Ho avuto la fortuna di salire a bordo di questo Think Tank sin dall’inizio riuscendo, in questo modo, a dare il mio contributo dalle sue prime manovre e a crescere professionalmente insieme ad esso. Allo IARI mi occupo soprattutto di temi afferenti al costituzionalismo in Africa e negli Stati a maggioranza musulmana.
La mia curiosità verso il mondo si riversa probabilmente anche nelle altre attività.
Dedico il resto del mio tempo alla ricerca delle scoperte musicali e vado spesso ai Festival che ti permettono di spaziare dal dreampop alla Jazztronica, senza sembrare una persona confusa, e a condividere, contemporaneamente, la passione per la musica con persone provenienti da tutto il mondo. Amo viaggiare, oltre che fisicamente, anche attraverso il cinema: seguo con particolare interesse il cinema iraniano e coreano, ma confesso che il mio cuore appartiene al canadese Xavier Dolan.
La parola che odio di più è etnocentrismo: spesso si ignora che non esiste solo una prospettiva e che la realtà ha diverse facce se imparassimo a guardarla con gli occhi degli altri.
La mia parola preferita, invece, è prònoia: perché l’universo può giocare anche a nostro favore ma a volte lo dimentichiamo

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