JOE BIDEN PUNTA ALLA GREEN ENERGY

Dalla corsa verso la Casa Bianca alla corsa verso le rinnovabili

Sono pochi oramai i giorni che separano Joe Biden dalla Casa Bianca. Dopo i tragici eventi avvenuti a Washington D.C., cui il mondo ha guardano con notevole apprensione, il team Biden-Harris si prepara ad accogliere l’eredità del Presidente uscente Trump e a riprendere il cammino verso la transizione energetica con grandi aspettative. 

L’obiettivo di Biden è quello di decarbonizzare il settore energetico entro il 2035, processo delicato visti i tanti posti di lavoro che andrebbero “re-inventati” e “riadattati”. Ma come il futuro Presidente ha affermato: “When I think of climate change, the word I think of is jobs”, lascia intendere che il programma d’intervento stilato preveda una transizione pacifica e che vada a minimizzare i possibili effetti collaterali.

Il programma di Biden punta molto a settori come l’energia eolica offshore, con impianti principali in Florida e in Virginia trascurati da Trump in questi ultimi quattro anni, al settore dei veicoli elettrici per eliminare le auto a combustibile fossile in modo graduale e all’energia solare. Biden vede nella transizione energetica un’opportunità straordinaria non soltanto per l’ambiente, ma anche per l’industria e l’economia americana. 

Un’agenda audace. Non solo la promessa del ritorno degli Stati Uniti all’interno dell’Accordo di Parigi, col ripristino delle varie policy e regolamentazioni su ambiente e clima abrogate da Trump, dunque, ma molto altro, con il pieno appoggio anche da parte della comunità scientifica per troppo tempo messa da parte con i tagli ai finanziamenti per la ricerca sul clima.  

Chiara Ferro

Attualmente ricopro il ruolo di Junior Political Researcher presso la Parliamentary Assembly of the Mediterranean. Sono laureata in Relazioni Internazionali ed Analisi di Scenario con menzione alla carriera presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II, con una tesi in Politica ed Economia dell’Ambiente e correlazione in Geopolitica Economica sul futuro delle risorse idriche legate al caso studio della Grand Ethiopian Renaissance Dam. Con IARI, collaboro con l’associazione inglese “Cop26 and beyond” analizzando nelle mie analisi gli impatti del cambiamento climatico su ambiente e società. La curiosità e la ricerca scientifica sono state determinanti nello sviluppo del mio forte interesse per la geopolitica dell’ambiente e delle risorse energetiche. Tra le mie passioni rientrano la geografia, lo studio delle civiltà antiche, prime su tutte l’antico Egitto e l’antica Grecia, e la degustazione di birre artigianali in giro per il mondo.

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