IL PORTOGALLO ALLA GUIDA DEL CONSIGLIO UE: IL PROGRAMMA DI LISBONA PER I PROSSIMI SEI MESI

Il 1° gennaio 2021 il Portogallo ha assunto la presidenza del Consiglio dell’Unione europea, dopo il semestre a guida tedesca. Il motto di Lisbona? “Tempo di agire: una ripresa giusta, verde e digitale”. 

A tutti coloro che conoscono il processo di integrazione europea, Lisbona richiamerà alla memoria il rilancio del progetto comunitario. Nel dicembre 2007, infatti, la capitale portoghese ha ospitato il vertice europeo che ha portato alla firma del Trattato di Lisbona, con lo scopo di riformare le fondamenta dell’Ue. A distanza di quasi quattordici anni, questo gennaio il Portogallo di Antonio Costa è tornato a guidare il Consiglio dell’Unione europea, raccogliendo il testimone dalla Germania di Angela Merkel. Dopo la Germania, e prima della Slovenia, il Portogallo è il secondo membro del cosiddetto “Trio di presidenza”. Il Trio è un sistema che regola la rotazione della presidenza del Consiglio introdotto proprio dal Trattato di Lisbona; tale meccanismo consiste nella stretta collaborazione di un gruppo di tre stati, i quali si susseguono per tre semestri, per garantire la continuità dei rispettivi programmi e per assicurarne la coerenza. 

Nel giugno 2020, poco prima dell’avvio della presidenza tedesca, è stato presentato dall’attuale Trio il programmacongiunto finalizzato a scandire per diciotto mesi l’agenda politica del Consiglio. Tra le priorità, ovviamente, figura la gestione della crisi economico-sociale innescata dalla pandemia. Ma anche l’implementazione della Strategic Agenda 2019-2024, del Multiannual Financial Framework 2021-2027, del Recovery Fund, della Brexit. E accanto a questi obiettivi, una serie di impegni nel campo della sovranità digitale, della transizione verde, dei flussi migratori, del multilateralismo. Il 31 dicembre, la Germania ha lasciato la presidenza del Consiglio, dopo aver permesso la vittoria di alcune battaglie fondamentali per l’Unione, come l’approvazione del Recovery Fund. Ora spetterà al Portogallo guidare l’Unione nel cammino della ripresa.

Le tre priorità che animeranno i lavori della presidenza portoghese

Consolidare il modello sociale europeo: questo sembra essere l’imperativo che animerà i lavori della presidenza portoghese. Come sottolineato dal primo ministro portoghese, infatti, “il modello sociale europeo è l’aspetto distintivo dell’Europa sulla scena mondiale. È stato decisivo nel dopoguerra della ricostruzione. È stato di vitale importanza per il modo in cui l’Europa ha affrontato la pandemia da COVID-19 e deve costituire una base di fiducia, indispensabile per mobilitare la società nel suo complesso”. Sotto il motto “Tempo di agire: una ripresa giusta, verde e digitale”, il governo portoghese ha delineato con cura le tre priorità che scandiranno l’agenda per i prossimi sei mesi. Innanzitutto, stimolare la ripresa europea, trainata dalla trasformazione verde e dalla trasformazione digitale.

A tal fine, sarà di primaria importanza adottare nel più breve tempo possibile i diversi Recovery Plan nazionali. In secondo luogo, l’impegno portoghese si rivolge allo sviluppo dell’European Union Social Pillar – adottato già nel 2017 – in un’ottica inclusiva ed equa, che tenga cioè in considerazione l’aspetto prettamente sociale della crisi in cui versa l’Ue oggi a causa della pandemia. La terza priorità, invece, riguarda il rafforzamento dell’autonomia strategica dell’Unione, che, al tempo stesso, dovrà rimanere aperta al mondo, seguendo i principi del multilateralismo e della cooperazione internazionale. 

Le cinque linee d’azione da intraprendere per garantire il successo del semestre portoghese

Per perseguire questi obiettivi, il Portogallo ha delineato nel suo programma cinque precise linee d’azione per i prossimi sei mesi, racchiuse nei seguenti aggettivi che accompagnano la parola “Europa”: resiliente, verde, digitale, sociale e globale. Se ci si sofferma sul primo aggettivo, nel programma si legge che la capacità dell’Europa di “assorbire l’urto” dovrà essere potenziata attraverso la promozione della ripresa economica, della coesione e dei valori europei.

E, dunque, l’accento sarà inevitabilmente posto su tre aspetti: l’esecuzione delle principali misure economiche adottate dall’Unione nell’ultimo anno, la modernizzazione delle infrastrutture e il consolidamento del sistema di Rule of Law e dei valori democratici. Inoltre, l’Ue dovrà farsi promotrice di una vera e propria transizione verde, assumendo la leadership nel contrasto al cambiamento climatico. Non solo verde, ma anche digitale, come recita il motto della presidenza. E allora, via libera alla digitalizzazione e allo sviluppo di skills digitali come motore di competitività, sia per il business che per i cittadini. 

Come già sottolineato, poi, la presidenza portoghese si focalizzerà su un’intensa agenda sociale, perché  “solo un’Europa sociale più forte, equa e inclusiva risponderà alle conseguenze sociali della pandemia, garantendo  l’equilibrio intergenerazionale, il futuro dei giovani europei e il benessere di tutti”. In questa agenda, spicca l’organizzazione per il prossimo maggio del Social Summit di Porto, che si incentrerà sull’individuazione delle giuste strategie per implementare i venti principi del Pilastro europeo dei diritti sociali, adottato nel 2017 da tutte le istituzioni europee.

Infine, il Portogallo sosterrà il rafforzamento dell’Unione nel mondo. Affinché il ruolo di global player dell’Unione possa essere ulteriormente consolidato, sotto la presidenza portoghese si svolgeranno importanti eventi, tra i quali figurano il vertice Ue-India e il sesto Summit tra l’Unione europea e l’Unione Africana. In aggiunta, saranno necessariamente approfondite le future relazioni con il Regno Unito nello scenario post-Brexit e un nuovo impulso verrà dato alla Politica europea di vicinato, così come alle relazioni transatlantiche ora che Joe Biden si appresta a guidare gli Stati Uniti. 

Come è facile evincere da questo intenso programma, le sfide che il primo semestre del 2021 riserverà al Portogallo sono molte, in un contesto economico e sociale estremamente difficile e monopolizzato dagli effetti della pandemia. La macchina portoghese si è già messa in moto, ma la strada che porterà al 30 giugno è ancora lunga e tortuosa. Non resta che augurare buon lavoro al primo ministro Antonio Costa e al Consiglio Ue, sperando che essi riescano a garantire ai cittadini dell’Unione un elevato grado di credibilità e fiducia. 

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